Tremonti non concilia e i comuni aumentano le multe
02/02/2010 - Certo, i ricorsi non mancano. L’anno scorso, una sentenza della Corte di Cassazione ha dichiarato nulle le multe degli autovelox se manca il vigile urbano. In molti hanno creduto che l’aggeggio infernale sarebbe stato presto pensionato e, quindi, tirato un
Certo, i ricorsi non mancano. L’anno scorso, una sentenza della Corte di Cassazione ha dichiarato nulle le multe degli autovelox se manca il vigile urbano. In molti hanno creduto che l’aggeggio infernale sarebbe stato presto pensionato e, quindi, tirato un sospiro di sollievo
mentre magari abbassavano il pedale dell’acceleratore… ed invece le multe sono continuate ad arrivare, magari, affiancate pure dal verbale redatto da un solerte vigile. Oggi, racconta la cronaca, basta passare con il rosso scattato da soli 4 decimi di secondo, magari in una strada dove si procede a passo d’uomo, per subire una multa di ben 160 euro e la decurtazione di 6 punti sulla patente. L’articolo 208 del Codice della strada prevede che i ricavi delle multe siano reinvestiti in attività a favore della sicurezza stradale. Una norma, tuttavia, spesso disattesa.
PIU’ VIGILI = PIU’ MULTE - E per una volta l’Italia è unita. Sì, perché il modello si è imposto e funziona al Nord come al Sud. Qualche esempio. A Verona, il comune a guida leghista ha previsto alla voce “sanzioni al codice della strada” di incassare ben 13milioni e 200mila euro contro i “soli”10milioni ricavati nel 2009. Un aumento “preventivo” di 3,2 milioni di euro, indipendentemente dall’indisciplina o meno degli automobilisti scaligeri. Scendendo giù per lo stivale troviamo la Salerno del sindaco di centrosinistra, Vincenzo De Luca che, nel suo bilancio preventivo, ha previsto d’introitare dalle multe automobilistiche ben 15milioni di euro rispetto agli 11milioni del 2009. Come si vede l’aumento previsto è di quasi un terzo rispetto all’anno precedente. Quindi se vi trovate nella vostra auto da quelle parti, per esempio dalle parti del Lungomare… prestate attenzione, qualcuno sta vigilando su di voi e, soprattutto, sulla vostra targa! Sia chiaro, non solo i comuni più gradi fanno questo genere di previsioni. Per esempio, il piccolo comune romagnolo di Lugo, vicino Ravenna, prevede di incassare nel 2010, 800mila euro. Nel 2009 si era fermato a quota 775.000. Un aumento quasi rapportabile al costo della vita, dopotutto. Peccato, però, che sempre nel bilancio preventivo abbia già messo in conto di introitare 850mila euro nel 2011 e 860mila nel 2012. Quindi, in questo triennio, a Lugo, prevedono d’incassare complessivamente 2milioni e mezzo di euro. La prossima estate, quindi, fate attenzione poiché per far quadrare le “previsioni” potrebbero multarvi pure se viaggiate in pedalò. Già, infatti, cosa succede quando le multe effettivamente incassate sono inferiori a quanto preventivato? La risposta è semplice. Il sindaco ordinerà al Comandante dei Vigili urbani di sguinzagliare più uomini e pattuglie per strada. Bastano pure i semplici “ausiliari della Vaf” come nel celebre film di Totò e Vittorio De Sica. L’equazione è di semplice soluzione. Più vigili = più multe. E i conti, inesorabilmente, torneranno… altroché, se torneranno.













Infine. Avete mai preso una multa per “Sostava a meno di 5 metri da intersezione stradale” (euro 78) a Roma? Provate a pensare di togliere 5 metri da un lato e dall’altro di ogni isolato romano, e pensate a quante persone parcheggierebbero.
Mi sembra evidente il racket. Contro il racket, insegnano, dovrebbe intervenire lo Stato. Ma se è lo stesso Stato a fare il racket, non rimane che la violenza.
Questo articolo è una conferma ad una certezza maturata in base alla mia esperienza quotidiana nel corso degli ultimi anni.
Un’ulteriore spunto di riflessione che mi sento di proporre è il seguente: su chi incide maggiormente questa voce delle politiche di bilancio comunali?
Anche in assenza di riscontri numerici, mi sembra ovvio che una situazione di questo tipo va principalmente a discapito dei ceti meno abbienti, principalmente per tre motivi.
Per prima cosa perché, di fatto, s’è sostituita un’imposta patrimoniale con una tassa impropria indiretta sui consumi. Come ogni imposta indiretta su beni di largo consumo, non essendo progressiva, incide maggiormente in termini percentuali sui redditi bassi. Se chi c’ha lo yacht manco s’accorge di 100€ in più di multe al mese (che comunque avrebbe pagato di ICI), per il precario da 800€ mensili, una multa in più o in meno può fare la differenza eccome.
In secondo luogo si può presumere che la politica delle multe riguardi maggiormente chi fa più uso delle macchine e quindi i pendolari. In ambito urbano le classi più privilegiate abitano normalmente più vicine al centro, dove la rete di mezzi pubblici è più capillare, hanno la possibilità di prendere casa in prossimità del posto di lavoro o dispongono di parcheggi assegnati e devono mediamente percorrere meno strada, essendo di conseguenza meno esposte al rischio di sanzioni.
In terzo luogo, sempre in ambito urbano, il morto di fame non si può permettere il box ed è costretto a prender parte ogni sera alla guerra tra poveri per l’accaparramento del posteggio in strada.
In conclusione, i subalterni che votano Berlusconi o la Lega dovrebbero rendersi conto che questo governo, attraverso l’estensione dell’abolizione dell’ICI sulla prima casa a tutte le categorie sociali ha:
1. sottratto una risorsa economica fondamentale per i bilanci dei comuni, in barba al tanto sbandierato federalismo fiscale,
2. regalato soldi a chi già ne aveva a sufficienza, costringendo i comuni a rivalersi principalmente sui poveri cristi.
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