Economia

Tremonti non concilia e i comuni aumentano le multe

2 febbraio 2010

Mentre il governo taglia i trasferimenti agli enti locali, questi, in soli 5 anni hanno aumentato le contravvenzioni del 643%. Basta dare uno sguardo ai loro preventivi per capire quanto “deve” essere ricavato ogni anno, indipendentemente dall’indisciplina degli automobilisti.

Mal comune mezzo… e forse più, merito del ministro Giulio Tremonti. La politica dei “tagli orizzontali” applicata ai più disparati settori pubblici, dalla Pubblica amministrazione alla scuola, dalla sanità al comparto sicurezza, ha fatto delle altre vittime illustri: gli enti locali, a cominciare proprio dai comuni. Questi ultimi, tuttavia, contrariamente agli altri settori dello Stato, possono ricorrere a forme di finanziamento autonomo agendo, in particolare, sulla leva fiscale, sull’aumento delle tasse e delle tariffe e, dulcis in fundo (si fa per dire), aumentando l’introito derivante da multe e contravvenzioni.

TREMONTI, IL MINISTRO TAGLIA E CUCI - A cominciare dalla Finanziaria del 2009, il governo Berlusconi ha introdotto tutta una serie di tagli agli enti locali suddivisi in varie trance nel triennio 2009-2011. Il taglio previsto in questo periodo è stato di ben 229milioni di euro. Il governo, per evitare d’incorrere in obiezioni di rango costituzionale, aveva poi deciso che, in relazione a questi tagli, i comuni e le province dovessero ridurre il numero di assessori e consiglieri, e sopprimere tutta una serie di istituti come, per esempio, il difensore civico e le circoscrizioni. Inoltre, era stato previsto per supplire al “taglio dell’Ici per tutti”, così come voluto dallo stesso governo nel 2008 – mancato introito che ha pesantemente gravato sui bilanci 2009 di tutti i comuni italiani – sempre nello stesso triennio un fondo integrativo di 760 milioni. Sta di fatto, però, che nel 2009 la prima rata di questo fondo non è stata trasferita agli enti locali. La Finanziaria 2010, tuttavia, sembra abbia posto riparo, trovando le necessarie coperture. Inevitabile, quindi, che molti comuni, per evitare il dissesto dei propri bilanci, abbiano optato per la via del “fai da te”, tagliando numerose voci di spesa che, spesso, si sono tradotti in taglio di servizi, talvolta essenziali, che hanno colpito direttamente i cittadini. In altri casi si è invece ricorso all’aumento della tassazione locale, a cominciare dalla Tarsu (la tassa per lo smaltimento dei rifiuti urbani) e all’abnorme crescita di multe e contravvenzioni stradali nel territorio comunale.

FAVORISCA PATENTE E LIBRETTO… DEGLI ASSEGNI - Il ricorso all’aumento delle multe stradali, in verità, non è recente. Secondo uno studio pubblicato dall’Associazione contribuenti italiani, il numero di multe comminate nel periodo 2004-2009 agli automobilisti è aumentato, addirittura, del 643%. Ossia sei volte tanto. Lo studio ha preso in considerazione i dati relativi ai diversi paesi dell’Unione Europea. L’Italia si è piazzata, manco a dirlo, in prima posizione. La seguono nell’ordine la Romania con il 194%, la Bulgaria con il 158%, l’Albania con il 148%, l’Estonia con il 118%, la Slovacchia con il 106% e la Croazia con il 98%. In coda troviamo invece l’Inghilterra con il 17%, la Germania con il 15% e la Svezia con solo l’11%. Nel nostro paese, in particolare, gli automobilisti più tartassati sono quelli del Nord-Est, seguono quelli del Centro, del Nord-Ovest, del Sud ed infine quelli delle Isole. Le violazioni più frequenti, sempre secondo la ricerca, sono rispettivamente la guida senza casco e il divieto di sosta. Come nelle leggi della dinamica ad ogni azione, evidentemente, corrisponde una reazione. Infatti, L’Italia risulta vantare pure un altro primato. E’ il paese europeo in cui il maggior numero di sanzioni viene contestato. Ben il 68% degli automobilisti in contravvenzione fa successivamente ricorso.

CHE FA, CONCILIA? - A ben vedere, le contravvenzioni previste nel Codice della strada possono assicurare più entrate delle varie addizionali Irpef di cui godono i comuni. Il computo è presto fatto. Nel 2008, secondo un’indagine dell’Adnokronos, l’ultimo anno cui sono disponibili dei dati statistici, sono state comminate più di dodici milioni e mezzo di multe. Più di 34mila al giorno. Quasi 1.500 ogni ora. Il costo pagato dai multati, in media, è di 76 Euro. Le amministrazioni comunali, negli ultimi anni, si sono dotate di potentissime tecnologie all’uopo. Autovelox, puntatori laser, fotocellule e, in certi casi, efficientissime centrali di controllo da far invidia persino a qualche servizio segreto. Le entrate per le infrazioni degli automobilisti, come detto, anche alla luce dei tagli imposti dal governo, stanno diventando d’anno in anno, una voce indispensabile per far quadrare i conti e non solo. Sono, di fatto, uno strumento di garanzia tale che, nei singoli bilanci, vengono anticipate come vere e proprie poste preventive: fonti di sicuro introito.

19 commenti a Tremonti non concilia e i comuni aumentano le multe

  1. Rado il Figo

    Quello delle contravvenzioni in aumento è discorso che si presta a varie letture. Ad esempio, posso capire un commento negativo allorquando certe multe sono “cercate e volute” quasi ad arte: non parlo tanto dei semafori taroccati ma quanto ai divieti di sosta senza che si aumentino i posteggi consentiti. O di limiti di velocità definiti assurdamente troppo bassi dove non vi si sarebbe proprio bisogno di procedere a passo di lumaca.

    Questo, però, si sposa volentieri colla richiesta impunità degli automobilisti, tipo quello (visto personalmente) che parcheggia sulle strisce pedonali e multato s’incazza pure “perché non ci sono parcheggi”. O quei criminali che cambiano corsia senza mai mettere le frecce strasbattendosene di chi viaggia alle loro spalle (con improvvisi e repentini tagli di strada che a volte solo per miracolo non sfociano in tragedie) che purtoppo non possono essere monitorato con autovelox e menate varie.

  2. Un ottimo articolo.
    Le strategie finanziarie degli enti locali sono fortemente condizionate dai tagli del governo e anche da una certa “pigrizia” delle classi politiche locali nel reagire alle politche di “affama la bestia” del governo nazionale con tagli alle spese improduttive.
    E, purtroppo, con le poltiche di urbanizzazione selvaggia.

    Sarei curioso di sapere qual’è il livello di multe pro-capite dell’Italia in rapporto agli altri paesi, per capire se eravamo lassisti prima e ci siamo adeguati (visto che era uno dei pochi modi dia vere soldi) o se gli italiani sono tartassati rispetto a tedeschi e inglesi.
    Nels econdo caso (ed è quello che ritengo a spanne più probabile) saremmo in presenza di un effetto perverso che dovrebbe far riflettere anche sugli scenari delf ederalismo (prossimo?) venturo

    Un sorriso locale e globale

    C.

    • L’indagine dell’Associazione contribuenti italiani, curiosamente (Aci), rileva solo l’aumento esponenziale delle multe negli ultimi 5 anni che, comunque, ci mette in pole in Europa. Interessante è invece spulciare nei bilanci preventivi dei comuni. Le multe vengono considerate ricavi “sicuri”, tanto che quelle voci di introito vengono, di fatto, già allocate ed impegnate. Peraltro, il Codice della strada prevede che quelle risorse siano poi impiegate per la sicurezza e la prevenzione d’incidenti. Pensi che a Verona o a Salerno (i casi che ho citato) vengano stanziati per queste (giuste) cause le decine di milioni di euro poi incassate? :D

      Come detto sono fonti di ricavo più importanti, oramai, delle varie addizionali Irpef. Con i tagli “centrali” del governo siamo al solito serpente che si morde la coda. La nostra, direi.

  3. Matteo

    Forse, confrontando due tabelle, una con i comuni che introitano di più dalle multe, l’altra con gli enti indebitatisi con i subprime (ricordo un servizio di Report), verrebbero fuori dei fatterelli interessanti…

  4. Pingback: www.upnews.it

  5. Francesco

    E questa è la bella notizia.
    La brutta è che nonostante tutto ciò che, contrariamente a quanto va sostenendo ai quattro venti il signor B su dettatura del signor T, vuol dire solo ed esclusivamente un aumento, neanche tanto indiretto delle tasse, mentre i servizi per il cittadino comune sono sempre più scadenti (o forse sarebbe meglio dire SCADUTI …. marci).
    Lo capisci quando leggi che la “trota” di papà suo, seppure per meriti che, però, non ci è dato di conoscere, viene candidato alle elezioni.
    Se eletto avrebbe, lui si, un posto sicuro ed un futuro garantito (anche in caso di eventuali successive trombature). Sogno impossibile per i perseguitati del nano2 o le vittime di maria stella di Calabria o del signor sacconi.
    Questi soldi, che spesso ci vengono sottratti attraverso vere e proprie truffe, intanto servono a pagare gli stipendi ai nostri politicanti, poi e se avanza qualcosa, questa va ai loro amici ed agli amici dei loro amici (leggiamo bene le notizie che ci vengono dall’estero: “Stipendi record, boom degli effettivi, balletto di dirigenti a spese del contribuente: la regione siciliana ha uno strano modo di interpretare la crisi nella gestione dei propri funzionari”: lo si legge in un commento in prima pagina del quotidiano francese Le Figaro. E mica sono solo loro!!!). Per tutto il resto la parola d’ordine è Tagliare. E gli italiani che votano questi partiti lo meritano proprio … un bel taglio. Il problema sono gli altri che, meschini, non hanno fatto niente di male ne al signor b ne all’opposizione del signor b.
    A quando la fine di questo scempio???

  6. Calvin

    La logica applicata dai comuni e’ risaputa e abbastanza curiosa: come se uno che si trovasse a fronteggiare una diminuzione del reddito andasse a rubare giustificandosi che altrimenti non riuscirebbe a mantenere lo stesso tenore di vita!

  7. UCCIDERE UN VIGILE URBANO NON E’ REATO. SE E’ IN SERVIZIO E STA MULTANDO QUALCUNO. SE POI E’ PER DIVIETO DI SOSTA, ALLORA BISOGNA PREMIARE L’OMICIDA.

    Dunque, il problema delle multe lo conosco bene, vivendo a Roma. Esiste solo una parola: RACKET. Il Comune, che altro non è che la base territoriale della cosca criminale chiamata STATO, scopre che è un bel modo di fare soldi e lo applica a dismisura. Non c’entra la “mancanza di altri introiti”. E’ solo ed esclusivamente “Voglia di Soldi”. La stessa che spinge due rapinatori ad entrare in casa di qualcuno, uccidere e violentare un pò di persone e uscire con l’argenteria. Non c’è alcuna differenza tra costoro e i vigili urbani che invece che dirigere il traffico, fanno multe a ripetizione.
    Anche qui il problema, dal punto di vista tecnico è semplice da capire. L’errore sta nella definizione di CONTRAVVENZIONE.
    Il Comune NON HA “diritto naturale” nel ricevere gli introiti delle multe. Perché non deve essere risarcito di nulla. Quando commetto una infrazione stradale, sto danneggiando QUALCUNO. E’ questo qualcuno che deve essere risarcito. Se lo si trova. Se non lo si trova, non puoi comminare una sanzione economica, perché non sai di chi sono quei soldi. Non sai chi ha diritto ad essere risarcito.
    Se decidi invece che i soldi vanno ad una terza entità, che non è né chi danneggia, né il danneggiato, ma guarda caso è la stessa entità che commina le sanzioni, non puoi aspettarti altro che un aumento vertiginoso delle sanzioni.

    Se aveste il potere di sanzionare i miei concittadini per le loro mancanze, e poteste tenermi gli introiti delle sanzioni, non sarebbe il modo più veloce di fare soldi?
    Tu hai una scarpa sciolta. 50 euro
    Tu hai le gomme sgonfie 100 euro
    Tu sei passato qui di venerdì, mentre ti avevo detto che potevi farlo solo i giovedì pari dalle 14:30 alle 14:45 200 euro.

    E’ talmente banale il “perché” succeda tutto questo, che non ha senso chiederselo. Sarebbe solo da impiccare chi ha fatto le regole.

  8. calvin

    LF mi passi un po’ di quella roba che fumi? Deve essere fantastica.

    • Al di là del tono non sta dicendo uno cosa scandalosa o, meglio sta ribadendo (a suo modo, credo) ciò che prevede lo stesso codice della strada. Ovvero che il ricavato delle multe sia poi reinvestito in sicurezza e prevenzione. Questo non avviene, poiché il ricavato viene usato, in gran parte, per coprire altre voci di spesa (magari lodevoli, ma comunque altro rispetto a quanto prescrive il codice).

      • Rado il Figo

        Veramente, oltre all’inneggiare urlando all’omicidio di massa dei vigili urbani, non mi pare dica quello. Anzi, sotto sotto intende dire che non si dovrebbero comminare multe solo per aver infranto il codice della strada fin tanto che non si sfocia in incidenti o se chi vi muore non lascia eredi. O non dovrebbe pagarla che me la lascia parcheggiata in mezzo alla strada (visto fare) perché alla fin fine non danneggia veramente nessuno. O chi mi taglia la strada all’ultimo, se sono tanto pronto a frenare evitando il botto.

  9. Col cavolo che hanno un cuore. Ho preso 3 multe per divieto di sosta in 2 mesi. Tutti felici per il loro premio di produzione sulle mie spalle. Intanto, sto valutando di abbandonare il lavoro perché il guadagno ce lo ha solo il comune di Roma.
    Quel che fanno i vigili si chiama abuso di Stato, tirannia. E contro la Tirannia di Stato, il tirannicidio è moralmente lecito. Il cittadino non ha alcun modo di difendersi in quanto il circolo vizioso – parcheggi + multe + introiti per il sottogoverno +incentivi a fare ancora meno parcheggi è fenomenale ed inarrestabile. Aggiungete la proposta di far pagare i ricorsi 70 euro prima di farli, e vedrete che il cittadino è completamente indifeso da questi abusi.
    Quindi, ripeto, il Tirannicidio diventa una opzione moralmente accettabile.

    Punto 2.
    Non dico che “i proventi delle multe devono essere usati per il codice della strada.”
    Dico
    “Voglio un comune che quando multa, specie per divieto di sosta, non incamera un euro. Anzi, mi sequestra l’auto due giorni e poi me la restituisce. Se il divieto di sosta diviene un COSTO per il comune invece che una fonte di lucro, magari si trovano anche i parcheggi. Finché ci guadagna il sindaco, la troia del sindaco e tutti i vigili urbani e i consiglieri, il problema non può essere risolto.
    Vuoi multarmi? OK ma io spedisco i soldi in Africa e il comune non deve vedere un CENT.
    Se non eviti che la multa sia una fonte di guadagno per il comune, non risolverai mai questo problema.

    Inoltre, da un punto di vista strettamente giuridico, se i Romani fossero tutti rispettosi del codice della strada, il comune farebbe bancarotta. Quindi il Comune di Roma ha interesse affinché i suoi concittadini NON rispettino il codice della Strada. Il che significa sostanzialmente che il comune di Roma VUOLE che i suoi concittadini infrangano le leggi. Ovvero, compie una sorta di istigazione a delinquere.
    Infine, riguardo all’ “omicidio di categoria” è come quando qualcuno violenta una donna tutti i giorni per una decina di anni. Se poi quella lo accoltella, io non mi sento di dargli torto.
    Si, lo so, per voi di sinistra il denaro e vile e senza significato. Per noi libertari, ha un altro senso. Vi ricordo però che per tutti i politici, anche quelli di sinistra che predicano tutt’altro, il denaro ha un valore enorme.

  10. Ovviamente, le ultime tre righe non vogliono essere un attacco e non vorrei cadere nella solita sterile lite sinistra-destra libertari-socialisti. E’ solo per evidenziare che sulle nostre spalle che lavorano, qualcuno ha interesse a lucrare e prenderci per il culo. Se mi passate il francesismo.

  11. Infine. Avete mai preso una multa per “Sostava a meno di 5 metri da intersezione stradale” (euro 78) a Roma? Provate a pensare di togliere 5 metri da un lato e dall’altro di ogni isolato romano, e pensate a quante persone parcheggierebbero.
    Mi sembra evidente il racket. Contro il racket, insegnano, dovrebbe intervenire lo Stato. Ma se è lo stesso Stato a fare il racket, non rimane che la violenza.

  12. Z

    Questo articolo è una conferma ad una certezza maturata in base alla mia esperienza quotidiana nel corso degli ultimi anni.

    Un’ulteriore spunto di riflessione che mi sento di proporre è il seguente: su chi incide maggiormente questa voce delle politiche di bilancio comunali?

    Anche in assenza di riscontri numerici, mi sembra ovvio che una situazione di questo tipo va principalmente a discapito dei ceti meno abbienti, principalmente per tre motivi.

    Per prima cosa perché, di fatto, s’è sostituita un’imposta patrimoniale con una tassa impropria indiretta sui consumi. Come ogni imposta indiretta su beni di largo consumo, non essendo progressiva, incide maggiormente in termini percentuali sui redditi bassi. Se chi c’ha lo yacht manco s’accorge di 100€ in più di multe al mese (che comunque avrebbe pagato di ICI), per il precario da 800€ mensili, una multa in più o in meno può fare la differenza eccome.

    In secondo luogo si può presumere che la politica delle multe riguardi maggiormente chi fa più uso delle macchine e quindi i pendolari. In ambito urbano le classi più privilegiate abitano normalmente più vicine al centro, dove la rete di mezzi pubblici è più capillare, hanno la possibilità di prendere casa in prossimità del posto di lavoro o dispongono di parcheggi assegnati e devono mediamente percorrere meno strada, essendo di conseguenza meno esposte al rischio di sanzioni.

    In terzo luogo, sempre in ambito urbano, il morto di fame non si può permettere il box ed è costretto a prender parte ogni sera alla guerra tra poveri per l’accaparramento del posteggio in strada.

    In conclusione, i subalterni che votano Berlusconi o la Lega dovrebbero rendersi conto che questo governo, attraverso l’estensione dell’abolizione dell’ICI sulla prima casa a tutte le categorie sociali ha:
    1. sottratto una risorsa economica fondamentale per i bilanci dei comuni, in barba al tanto sbandierato federalismo fiscale,
    2. regalato soldi a chi già ne aveva a sufficienza, costringendo i comuni a rivalersi principalmente sui poveri cristi.

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