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Internidi Donato De Sena
pubblicato il 1 febbraio 2010 alle 08:30 dallo stesso autore - torna alla home

Le camicie verdi sono pronte a raccogliere più voti del Pdl in Veneto e complessivamente a migliorare l’ottimo risultato delle Europee. Tra i timori, gli sgambetti e le falle del Pdl. Un senatore spiega.

Noi non candidiamo né attori, ne sportivi. Su ventisei senatori, dodici sono sindaci o ex sindaci, altri hanno fatto il ministro, come Castelli (tra l’altro candidato alla carica di sindaco robertomura0302 Regionali: la Lega pronta al sorpassoa Lecco), tutti comunque vantano esperienza amministrativa alle spalle. non a caso, venerdì Umberto Bossi, alla presenza del segretario regionale Giorgetti, ha ribadito la necessità di presentare candidati che abbiano ricoperto almeno una volta la carica di consigliere comunale”. E’ il senatore Roberto Mura, segretario provinciale della Lega Nord a Pavia a spiegare le ragioni delle ottime aspettative che nutre il partito del Senatur in vista delle elezioni regionali.

DETTARE L’AGENDA - La parola d’ordine che spinge le camice verdi verso un risultato senza precedenti è radicamento. Per il senatore sarebbe quello, più che le candidature a governatore in quota Lega ad aver creato i presupposti per l’ascesa: “Il fatto che il candidato del centrodestra in Veneto sia Zaia – dice il senatore – che in venti mesi di governo ha ottenuto ottimi risultati, chiaramente aiuta, ma è un discorso di crescita rispetto ad un modo di far politica che ci riconoscono tutti. Una politica fatta di contatto col territorio, di una gestione molto strutturata anche a livello politico (lavoro delle sezioni e delle segreterie provinciali) che amministrativo (presenza di sindaci, consiglieri e assessori comunali e provinciali). Oltretutto siamo al governo, dove molto spesso siamo noi che dettiamo l’agenda politica. La gente lo vede riconosce quello che è il nostro ruolo e premia”.

PRONTI AL SORPASSO – Si ostentano sicurezza, il sorpasso in Veneto nei confronti del Pdl e il miglioramento del risultato delle Europee di giugno, 10,2%, vengono oramai dati per certi: “In Veneto – dice Mura – ci sono tutte le condizioni per il sorpasso. Complessivamente si va oltre il 10% delle Europee. A livello regionale, al di là del Veneto, non credo ci siano le stesse possibilità di sorpasso”. Ma, a macchia di leopardo, i margini per affermarsi ci sono, come in certe zone del bresciano, ad esempio, e nella provincia di Bergamo. I numeri che circolano sono una iniezione di fiducia: “A Pavia siamo andati all’18,5% alle Europee, ora contiamo di superare il 20. In altre parti della Lombardia. Siamo comunque in crescita, anche se partiamo da numeri diversi. A Bergamo alle Europee eravamo oltre il 30%”.

PDL PREOCCUPATO - Tra le file del centrodestra il trend positivo della Lega non è un mistero e se da una parte degli alleati del Pdl c’è ammirazione per il lavoro svolto dai pdl%20 %20lega Regionali: la Lega pronta al sorpassoleghisti, altri non disdegnano di sferrare qualche “sgambettino”. Spiega il senatore: “Fa parte dei giochi della politica, è normale che il Pdl cerchi di evitare tutte le situazioni di maggiore visibilità della Lega per evitare che ci sia una emorragia di voti verso la Lega. C’è un tentativo di depotenziamento in quel senso. E’ ovvio che che si lascia che la Lega corra e faccia la sua partita c’è il rischio che i voti del Pdl si trasferiscano di più sulla Lega. E’ normale c’è una sorta di partita interna come in tutte le coalizioni”.“La fusione An-Fi non è stata ancora ben digerita quindi ci sono alcuni sconteti soprattutto nell’area di an che si sentono scippati della loro identità e non si riconoscono nel Pdl: e’ normale che li andiamo a cercare”.

GLI SGAMBETTI – Poi un esempio: “A Pavia è in programma un grosso evento sugli strumenti per uscire dalla crisi. Ci sarà una notevole partecipazione di esponenti della lega Nord, anche se non si tratta di una manifestazione organizzata direttamente dalla Lega. C’è un boicottaggio più o meno strisciante da parte degli esponenti del Pdl. Sono convinto che il giorno stesso magari venga organizzato qualcosa di alternativo da qualche altra parte. Si tratta di un’azione che può senz’altro far parte del gioco della politica, ma che è indicativa di un timore che c’è”. Di tornate elettorali importanti fino alle politiche 2013 non ce ne saranno. I leghisti lo sanno. E non vogliono farsi intimorire e lasciarsi sfuggire una buona occasione per contare di più nel governo mutando ancora un po’ a proprio favore i rapporti di forza all’interno della maggioranza.

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