Le camicie verdi sono pronte a raccogliere più voti del Pdl in Veneto e complessivamente a migliorare l’ottimo risultato delle Europee. Tra i timori, gli sgambetti e le falle del Pdl. Un senatore spiega.
“Noi non candidiamo né attori, ne sportivi. Su ventisei senatori, dodici sono sindaci o ex sindaci, altri hanno fatto il ministro, come Castelli (tra l’altro candidato alla carica di sindaco
a Lecco), tutti comunque vantano esperienza amministrativa alle spalle. non a caso, venerdì Umberto Bossi, alla presenza del segretario regionale Giorgetti, ha ribadito la necessità di presentare candidati che abbiano ricoperto almeno una volta la carica di consigliere comunale”. E’ il senatore Roberto Mura, segretario provinciale della Lega Nord a Pavia a spiegare le ragioni delle ottime aspettative che nutre il partito del Senatur in vista delle elezioni regionali.
DETTARE L’AGENDA - La parola d’ordine che spinge le camice verdi verso un risultato senza precedenti è radicamento. Per il senatore sarebbe quello, più che le candidature a governatore in quota Lega ad aver creato i presupposti per l’ascesa: “Il fatto che il candidato del centrodestra in Veneto sia Zaia – dice il senatore – che in venti mesi di governo ha ottenuto ottimi risultati, chiaramente aiuta, ma è un discorso di crescita rispetto ad un modo di far politica che ci riconoscono tutti. Una politica fatta di contatto col territorio, di una gestione molto strutturata anche a livello politico (lavoro delle sezioni e delle segreterie provinciali) che amministrativo (presenza di sindaci, consiglieri e assessori comunali e provinciali). Oltretutto siamo al governo, dove molto spesso siamo noi che dettiamo l’agenda politica. La gente lo vede riconosce quello che è il nostro ruolo e premia”.
PRONTI AL SORPASSO – Si ostentano sicurezza, il sorpasso in Veneto nei confronti del Pdl e il miglioramento del risultato delle Europee di giugno, 10,2%, vengono oramai dati per certi: “In Veneto – dice Mura – ci sono tutte le condizioni per il sorpasso. Complessivamente si va oltre il 10% delle Europee. A livello regionale, al di là del Veneto, non credo ci siano le stesse possibilità di sorpasso”. Ma, a macchia di leopardo, i margini per affermarsi ci sono, come in certe zone del bresciano, ad esempio, e nella provincia di Bergamo. I numeri che circolano sono una iniezione di fiducia: “A Pavia siamo andati all’18,5% alle Europee, ora contiamo di superare il 20. In altre parti della Lombardia. Siamo comunque in crescita, anche se partiamo da numeri diversi. A Bergamo alle Europee eravamo oltre il 30%”.




Ma Esselunga e Apple (che non mi pare siano leghisti) hanno pagato per la foto del signore che ride?
A parte questa nota di colore; mi pare di poter dire (visti i fatti degli ultimi 15 anni), che la lega ha solo fatto e continua a fare da spalla e supporto al signor B esclusivamente a tutela degli interessi suoi e dello stesso signor B, se parliamo di politica. Se vediamo la storia del movimento invece abbiamo una sola conclusione: ha predicato bene ma razzola male. Esattamente come gli altri. Parlo delle poltrone e delle vagonate di soldi che arrivano da Roma e dai loro soffici scranni e posti in genere. Fra i successi a vantaggio dei popoli Padani cito, fra i tanti, il caso Malpensa/Alitalia come forse il più clamoroso assieme alla tristemente nota fine che ha fatto la “banca” della lega.
Vorrei capire (magari il senatore intervistato me lo sa dire) poi, cosa ha fatto di tanto buono il signor Zaia (a parte arricchire le società che producono gel per capelli) per evitare quanto è successo a Rosarno ma soprattutto per evitare che tutto continui come prima. Con la sola variante degli sfruttati che, ora, sono altri.
Ancora una volta il vincitore è e resta il principe di Salina.
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