No, per essere precisi precisi, non ci è riuscita nemmeno lei. Neanche Donna Veronica può vantare, alla fin fine, di aver portato il quasi ex marito, Silvio Berlusconi, nelle aule del tribunale di Milano. L’udienza per la separazione, chiesta dalla Lario lo scorso aprile, non si è tenuta infatti in Tribunale, ma in Prefettura, perché il tribunale era off limits, a causa della inaugurazione dell’anno giudiziario. A quella Berlusconi ha mandato il suo protetto e ministro della Giustizia, Angelino Alfano; all’udienza in tribunale il suo consueto nugulo di avvocati, che dovranno cercare di venire a capo di un divorzio che si presenta di già non solo come altamente mediatico, ma anche potenzialmente assai salato per il signore di Arcore.
43 infatti i milioni di euro chiesti da donna Veronica per il “mantenimento”: a conti fatti, meno di 3,5 milioni di euro al mese. Un conto abbastanza salato per chi, fra i comuni mortali, considererebbe una botta di culo inimmaginabile mettere le mani su i 4000 euro al mese di Win for Life, ma che per magnate dei mass media – che in tribunale ha gioiosamente affermato di non essersi accorto che su un suo conto privato era transitata una tangente di qualche milione di euro perché è abituato a simili cifre come argent de poche- possono essere considerati, in fondo, una bazzecola.
Difficile immaginare cosa potrà riservare il futuro di questa burrascosa separazione. Dopo che le preghiere dei più fidi collaboratori sono andate a vuoto – si sperava infatti che Silvio, anche stavolta, con qualche moina riuscisse a tamponare l’ira della signora , come già era avvenuto in passato – non resta che lasciare il campo agli avvocati, che affilano le armi. Se Veronica presenta un conto milionario, la contro proposta di Silvio è tignosetta: 200mila euro al mese, praticamente meno di quanto costava una festicciola a Villa Certosa con qualche plotone di Veline e Apicella a far da sottofondo.
Gli avvocati, dunque. Quali siano le armi in loro possesso non è chiaro. La signora Veronica pare intenzionata a portar prove del fatto che il marito l’ha ripetutamente tradita e sbeffeggiata in pubblico. Saranno finalmente fornite prove e chiarimenti sui contorni della relazione fra Silvio e la allora minorenne Noemi Letizia, il caso che ha fatto scoppiare la vicenda e saltare i nervi alla Lario, tanto da spingerla a scrivere la famosa e furente lettera a Repubblica? Sarà la volta che il quotidiano di Scalfari otterrà qualche risposta alle famose 10 domande, non tanto da Berlusconi, ma dalle carte processuali? Non si sa.




In compenso si vedranno sfilare tanti omini blu a difesa del capo…
tra cui anche la moglie di ghedini, a quanto pare
Strano, oggi sul Giornale hanno parlato della signora D’Alema, però…
E se ne sono fregati della coppia Bertinotti?!?
Povero Faustino, ormai non serve più neppure come Weapon of Mass Distraction…
in questo caso la difesa Berlusconi-Signorini schiera – solitamente – uno schema assai classico: da una parte tiro fuori le peggio cose su di te (ovviamente inventate, ma tanto chi verifica?) e le sparo in 16:9 su tutti i giornali che ho, tentando di sfiancarti;
dall’altra ricordo come tu debba tutto a me, come “prima” tu non fossi nulla, come il matrimonio con me ti abbia portato agio, lussi e celebritá, ecc ecc (cfr. separazione Costanzo – Flavi, e tante altre).
di solito non funziona, ma nel caso di B. chi lo sa…
L’avvocatessa della Lario deve essere una vera mastina; non è certo una causa facile….
43 milioni o 43 bruscolini, non conta. L’importante è pigliar tutto, visto che lui lo ha fatto prima.
Io, mi accontenterei anche dei miseri 200mila eurini al mese…