Chi stabilisce quale sia il “bene comune”? Come facciamo a imporlo come fine? E poi, passando al pratico: i media che diffondono la conoscenza dell’uso del profilattico contro il contagio dell’Aids stanno “al servizio della persona e del bene comune”? Per qualcuno sì, per la Chiesa no: e come la mettiamo?
Il Messaggio di S.S. Benedetto XVI per la XLII Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali è un testo assai interessante. Magnificazione del potere dei media che tanto hanno fatto finora in favore dell’alfabetizzazione, della socializzazione, della democrazia, della libera circolazione di idee e di notizie, ma “non manca, purtroppo, il rischio che essi si trasformino invece in sistemi volti a sottomettere l’uomo a
logiche dettate dagli interessi dominanti del momento”. Come sottovalutare questo sgradevole effetto collaterale della libertà? Sua Santità, ovviamente, ha una soluzione: si dovrebbe “far sì che restino al servizio della persona e del bene comune”. Se stiamo parlando sul serio, non vedo che due possibilità: costringendoli o prendendone possesso. Nel costringerli ci metto tutta la gamma della persuasione, da quella morbida al sequestro; nel prenderne possesso ci metto tutta la gamma del controllo, dall’ispirazione alla censura. Sennò, che altro? Come si può far sì che chi possieda un medium non lo usi in altro modo che al servizio della persona e del bene comune?
Si realizza una bella cataratta di questioni. Chi stabilisce quale sia il “bene comune“? Come facciamo a imporlo come fine? E poi, passando al pratico: i media che diffondono la conoscenza dell’uso del profilattico contro il contagio dell’Aids stanno “al servizio della persona e del bene comune“? Per qualcuno sì, per la Chiesa no: e come la mettiamo?
“Oggi, in modo sempre più marcato, la comunicazione sembra avere talora la pretesa non solo di rappresentare la realtà, ma di determinarla grazie al potere e alla forza di suggestione che possiede”. Ben detto, ma non sarebbe pretesa identica a quella di chi volesse suggestionare le maggioranze in favore in un determinato “bene comune” che poi non si rivela così “comune” per le minoranze? E ancora: “Occorre evitare che i media diventino il megafono del materialismo economico e del relativismo etico, vere piaghe del nostro tempo”. Incassata la simpatia di chi non vede di buon occhio il materialismo economico, come la mettiamo col relativismo etico? Come stabiliamo l’assoluto che rende relativo tutto il resto? Chi ce ne fornisce gli estremi? In quali mani, sotto quale influenza, devono operare tutti i media?
“Si costata, ad esempio, che su talune vicende i media non sono utilizzati per un corretto ruolo di informazione, ma per «creare» gli eventi stessi“. A me viene in mente Padre Pio: è un evento in sé che un cadavere venga esposto o lo si crea dandone martellante notizia? Come si aggancia al “bene comune” quella maschera di silicone? Risposta: “L’uomo ha sete di verità, è alla ricerca della verità; lo dimostrano anche l’attenzione e il successo registrati da tanti prodotti editoriali, programmi o fiction di qualità, in cui la verità, la bellezza e la grandezza della persona, inclusa la sua dimensione religiosa, sono riconosciute e ben rappresentate…”. Capito come? Alla tv gli pompi lo sceneggiato sul santo, poi lo disseti con l’ostensione del suo cadavere. È il motivo per cui abbondano piattini colmi di salatini dove si vendono bibite.

























Questo articolo è stato segnalato su ZicZac.it….
…
Benedetto XVI e la Comunicazione Sociale @ Giornalettismo…
Chi stabilisce quale sia il “bene comune”? Come facciamo a imporlo come fine? E poi, passando al pratico: i media che diffondono la conoscenza dell’uso del profilattico contro il contagio dell’Aids stanno “al servizio della persona e del bene comu…
non interessa chi abbia torto o ragione
ma chi saprà utilizzare i media in quantità e qualità superiori, vincerà qualsiasi contesa
non si vince perchè si ha il monopolio dell’ informazione……ma si vince perchè abilmente si è ottenuto questo monopolio
il perdente non necessariamente è colui che ha meno argomenti, ma è sicuramente quello che non ha curato efficacemente la diffusione del suo pensiero
la comunicazione è regina ed arbitra delle vittorie
il giornalista è la vera forza attraverso la quale il potere più accorto consolida le sue posizioni
non essere giornalisti vuol dire non essere nessuno, nonostante i miliardi che si pretende di guadagnare in altri mestieri
ecco perchè i più illminati intellettuali capiscono l’ utilità di internet e dei blog
mezzo alternativo di informazione dagli sviluppi imprevedibili (adinolfi e malvino docet)
o (malvino e adinolfi docet)
A me preoccupa il relativismo etico di questo papa.
Prima si scaglia violentemente contro edonismo e comunismo.
Poi benedice le Ferrari, che di quel consumismo e di quell’edonismo sono il simbolo.
N.D.R. Ritengo opportuno chiarire, considerando il livello intellettuale di frutiori di questo blog, che il presente commento è da intendere come scritto in chiave ironica
Gennarino o guaglioncello de Bassolino..
Sostentitore della filosofia della realtà come interpretazione e rappresentazione, la stessa del braccio destro di Bassolino, Velardi.
Cosi’ possiamo di’ che la munnezza nun è una realtà, ma una rappresentazione ed un’interpretazione della realtà..
E ce sarvamo er culo pure stavorta..
lo vedi che ci arrivi pure tu ?
Domanda:
Provvisoriamente è il nome della rubrica o dei commenti?
(la domanda è posta in anonimato per non mettere in imbarazzo il direttore - al quale rivolgiamo sicera ed affettuosa solidarietà - ove si veda costretto a rimuoverla)
:-)))
Certo che lei sig. Malvino nei suoi articoli nomina spesso il pontefice!! l’ha preso proprio di mira vero??? non è certamente semplice decidere a chi spetti il bene comune. La Chiesa cattolica, oggi,a differenza di ieri è un pò lontanuccia dai giovani…perchè predispone delle regole non facilmente accettabili..regole rigide!!! la società si evolve, i costumi cambiano e forse quello che in passato era un valore oggi non lo è più!!!…e ciò che sia giusto o sbagliato..fa parte della coscienza di un individuo a prescindere anche dai mass media!!
@GENNARINO: “non essere giornalista vuol dire non essere nulla”…ne ho sentiti di commenti ma questa frase…..è alluccinante!!!..quindi chi svolge il mestiere di avvocato…è uno stupido?? oppure un insegnante che educa bimbi o istruisce ragazzi è uno stupido..non conta niente???….Gennarino ti consiglio come lavoro (non so se lavori) di fare L’astronauta..vai sulla luna perchè quello che hai scritto è una cazzata!
pentiti Lucia
sei stata frettolosa nel giudizio e poco accorta nella sua esternazione
non mi mettere in bocca cazzate che non mi competono, tu piuttosto bada alle tue di cazzate che invece mostri di non disdegnare
stiamo parlando di valori e valutazioni relativistiche e non assolute, ma tu non ci arrivi
purtroppo quando una ciuccia poco accorta si mette tra grandi intellettuali come jamba, Malvino e me succede questo
preparati meglio
@GENNARINO: “Occhio a darmi della ciuccia!! capito!!!!non ti permettere di dare dell’asinello a chi ha alle spalle studi forensi…capito!!…..cosa centra l’essere intellettuali o meno? la mia non era nè una critica a Malvino e nè a Giamba!!..ho semplicemente criticato il tuo egocentrismo!!…
anche io ha alle spalle 4 anni di militare a Cuneo, ma in compenso non lo sbatto ai 4 venti per farmene vanto !
e non sono egocentrico, anzi, sono molto altruiicentrico !!
@GENNARINO: allora pensa ai ciccolatini cuneesi che son l’unica cosa buona che c’è a Cuneo insieme ai 4 metri di nevi che cade ogni anno!
penso e lo ricordo mio vagar mi fa tra monti di nera cioccolata e bianca neve ed appisolar al dispiegarsi di cotanto passato
salute a te, compagna studiosa di un tramonto di nuvole grigie
@GENNARINO: il tramonto che ammiro ogni sera non è paragonabile nemmeno al paradiso! perchè già vivo
in un posto che sembra il paradiso ahahahhaha!!!
adesso basta con le provocazioni…non ti rispondo più!