La risposta del “mostro domestico”
Si eccomi, sono proprio io, il mostro, il concentrato di pazzia e ingratitudine che ha descritto mio marito su queste pagine. Non mi è stato facile capire perché le persone non mi salutavano, clienti affezionati si affacciavano sulla porta del negozio e andavano via appena mi vedevano. Non capivo come mai anche le più discusse tra le donnine di questo paese mi guardavano dall’alto al basso. Poi ho visto quello che ha scritto mio marito e ho compreso che ormai i pettegolezzi si trasferiscono da internet ai discorsi delle vecchiette senza nessuno scampo.
So che quello che ho fatto non è accettabile: la mia vergogna è seconda solo ai rimorsi che, ogni volta che metto le mani addosso a mio marito, mi graffiano l’anima ferendola a morte. Ogni volta mi ripropongo di non farlo più, mi sforzo di calmarmi e di non cadere ma poi precipito e non riesco a sollevarmi.
Mi sia concesso però, prima di annegare nelle mille distorsioni del passaparola, di aggiungere a questo la mia versione dei fatti; di raccontare fino in fondo la storia della mia vita.



