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	<title>Commenti a: ﻿Vuole picchiare Belpietro. A Libero sventano l&#8217;attentato</title>
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	<description>Riservato a molti eletti</description>
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		<title>Di: gianni tirelli</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/49772/%ef%bb%bfvuole-menare-belpietro-libero/#comment-92539</link>
		<dc:creator>gianni tirelli</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jan 2011 17:21:58 +0000</pubDate>
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		<description>L’ITALIA E IL RISCHIO DI GOLPE

Quella montagna di torbidi interessi in gioco, che ruotano intorno alla &quot;politica&quot; di Silvio Berlusconi e del suo entourage, sono tali e tanti che, una sua eventuale caduta, metterebbe a rischio la sopravvivenza di tutta quella parte marcia e potente del nostro paese (dalla criminalità organizzata fino al più piccolo imprenditore senza scrupoli) che, fino a oggi è stata garantita, legittimata e protetta da ogni interferenza. Con la discesa in campo di Berlusconi, la collusione, la concussione e la corruzione, hanno raggiunto livelli tali di indecenza che,  se per un’ipotesi suggestiva, oggi, si applicassero le leggi, regole ferree e pene certe, il Sistema economico italiano, imploderebbe in meno di una settimana, rendendo vana e impraticabile ogni ipotetica riconversione alla legalità. E non solo! Tali comportamenti, assunti a pratica relazionale, sono oggi, la “condithio sine qua non”, nessuna operazione economico-commerciale potrebbe essere fattibile. Da questo momento tutto è possibile e i colpi di coda del caimano non si faranno attendere. Così, le tre reti Mediaset, di proprietà del Cavalire, daranno il via ad una campagna denigratoria e diffamatoria senza precedenti, avallata e sostenta dal TG della prima rete nazionale, messo sotto scacco dal laido Minzolini. 
I cani da guardia, nelle persone di Vittorio Feltri, Belpietro, Sallusti e banda, sono pronti a sguinzagliare scagnozzi, spioni, sicari e maestri del raggiro per intentare un&#039;operazione di killeraggio politico, mediatico e fisico, fatta di intimidazione, ricatto e dossieraggi e, in linea con le perverse ragioni dei peggiori regimi sud-americani. Le quotazioni relative al mercimonio dei parlamentari, toccheranno i massimi di sempre e, ogni buon senso e ragionevolezza, si prostituiranno alle lusinghe e alle seduzioni del denaro e del potere.  
Non dimentichiamo inoltre che, tutta la corte scodinzolante di servi, ruffiani, parassiti e puttane, è consapevole del fatto che, detronizzato il Sultano, per loro sarà la fine e, niente e nessuno, potrà mai riabilitarli e riscattarli da una condizione di disonore e di infamia che da sempre ha caratterizzato la loro insulsa e miserabile esistenza. Pertanto, i pretoriani dell’Imperatore, dovranno fare ritorno fra i miasmi e il fetore di quel limbo gelatinoso che, nella cloaca massima romana, consacra la sua originaria derivazione etimologica. Per tali mie considerazioni, sono convinto che il peggio debba ancora arrivare.
“ Non vedo l’ora di farmi giudicare” affermava convintamene il Cavaliere, giorni or sono . A distanza di una settimana, con la stessa convinzione, dichiara. “ Non ho nessuna intenzione di presentarmi davanti a quel plotone d’esecuzione.”  Il Grande Pinocchio non si smentisce mai! Malato era, e malato resta! Con la sola eccezione di un ulteriore peggioramento psico-patologico progressivo e degenerativo.
L’operazione “Mani pulite”, al confronto dell’attuale circostanza, è stato un gioco da ragazzi. Oggi, il rischio di un colpo di stato, è reale e palpabile. Se l’opposizione tutta, le istituzioni e la cittadinanza responsabile, non prenderanno coscienza di una tale eventualità, l’Italia e gli italiani, smarriti dentro una cronica letargia , si troveranno impreparati nel contrastarla. Aspettiamoci il morto! 

Gianni Tirelli</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L’ITALIA E IL RISCHIO DI GOLPE</p>
<p>Quella montagna di torbidi interessi in gioco, che ruotano intorno alla &#8220;politica&#8221; di Silvio Berlusconi e del suo entourage, sono tali e tanti che, una sua eventuale caduta, metterebbe a rischio la sopravvivenza di tutta quella parte marcia e potente del nostro paese (dalla criminalità organizzata fino al più piccolo imprenditore senza scrupoli) che, fino a oggi è stata garantita, legittimata e protetta da ogni interferenza. Con la discesa in campo di Berlusconi, la collusione, la concussione e la corruzione, hanno raggiunto livelli tali di indecenza che,  se per un’ipotesi suggestiva, oggi, si applicassero le leggi, regole ferree e pene certe, il Sistema economico italiano, imploderebbe in meno di una settimana, rendendo vana e impraticabile ogni ipotetica riconversione alla legalità. E non solo! Tali comportamenti, assunti a pratica relazionale, sono oggi, la “condithio sine qua non”, nessuna operazione economico-commerciale potrebbe essere fattibile. Da questo momento tutto è possibile e i colpi di coda del caimano non si faranno attendere. Così, le tre reti Mediaset, di proprietà del Cavalire, daranno il via ad una campagna denigratoria e diffamatoria senza precedenti, avallata e sostenta dal TG della prima rete nazionale, messo sotto scacco dal laido Minzolini.<br />
I cani da guardia, nelle persone di Vittorio Feltri, Belpietro, Sallusti e banda, sono pronti a sguinzagliare scagnozzi, spioni, sicari e maestri del raggiro per intentare un&#8217;operazione di killeraggio politico, mediatico e fisico, fatta di intimidazione, ricatto e dossieraggi e, in linea con le perverse ragioni dei peggiori regimi sud-americani. Le quotazioni relative al mercimonio dei parlamentari, toccheranno i massimi di sempre e, ogni buon senso e ragionevolezza, si prostituiranno alle lusinghe e alle seduzioni del denaro e del potere.<br />
Non dimentichiamo inoltre che, tutta la corte scodinzolante di servi, ruffiani, parassiti e puttane, è consapevole del fatto che, detronizzato il Sultano, per loro sarà la fine e, niente e nessuno, potrà mai riabilitarli e riscattarli da una condizione di disonore e di infamia che da sempre ha caratterizzato la loro insulsa e miserabile esistenza. Pertanto, i pretoriani dell’Imperatore, dovranno fare ritorno fra i miasmi e il fetore di quel limbo gelatinoso che, nella cloaca massima romana, consacra la sua originaria derivazione etimologica. Per tali mie considerazioni, sono convinto che il peggio debba ancora arrivare.<br />
“ Non vedo l’ora di farmi giudicare” affermava convintamene il Cavaliere, giorni or sono . A distanza di una settimana, con la stessa convinzione, dichiara. “ Non ho nessuna intenzione di presentarmi davanti a quel plotone d’esecuzione.”  Il Grande Pinocchio non si smentisce mai! Malato era, e malato resta! Con la sola eccezione di un ulteriore peggioramento psico-patologico progressivo e degenerativo.<br />
L’operazione “Mani pulite”, al confronto dell’attuale circostanza, è stato un gioco da ragazzi. Oggi, il rischio di un colpo di stato, è reale e palpabile. Se l’opposizione tutta, le istituzioni e la cittadinanza responsabile, non prenderanno coscienza di una tale eventualità, l’Italia e gli italiani, smarriti dentro una cronica letargia , si troveranno impreparati nel contrastarla. Aspettiamoci il morto! </p>
<p>Gianni Tirelli</p>
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		<title>Di: gianni tirelli</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/49772/%ef%bb%bfvuole-menare-belpietro-libero/#comment-85385</link>
		<dc:creator>gianni tirelli</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Dec 2010 13:11:24 +0000</pubDate>
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		<description>GIOIA E DOLORE 

L’infinito amore che ho per la vita, è ciò che di più grande, io abbia ricevuto in dote al momento della mia apparizione in questo mondo, e va oltre ogni altro sentimento umano. Gioia e dolore, hanno posseduto il mio cuore, il giorno e la notte, e li ho amati entrambi, figli di una stessa anima, fratelli di sangue, amici leali e complementari. Consapevole dei loro diritti, e dei bisogni di ognuno a volte, sono rimasto ad osservarli, al fine di cogliere i motivi della loro alternanza dentro mio cuore, anche se in diverse circostanze, il senso mi appariva oscuro.  Spinto, così, dal bisogno insaziabile di sapere, ho attinto alle risorse del mio spirito, che ha risposto agli interrogativi della mia mente, spesso, serva delle sue rudimentali logiche e di azzardate conclusioni costruite sulla parola. È necessario ascoltare in silenzio, se vogliamo le risposte ai nostri perché. Gioia e dolore, non intervengono nella nostra vita in maniera arbitraria, ma sono la risultante dei nostri comportamenti e dei pensieri. Come spie luminose dentro il nostro cuore, si accendono e si spengono, segnalando le nostre vittorie e i nostri errori per poi comprenderne le ragioni. Gioia e dolore, sono inseparabili. “Essi giungono insieme, e se l’una vi siede accanto alla mensa, ricordatevi che l’altro sul vostro letto dorme”. Gibran, da “Il Profeta”

Gianni Tirelli</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>GIOIA E DOLORE </p>
<p>L’infinito amore che ho per la vita, è ciò che di più grande, io abbia ricevuto in dote al momento della mia apparizione in questo mondo, e va oltre ogni altro sentimento umano. Gioia e dolore, hanno posseduto il mio cuore, il giorno e la notte, e li ho amati entrambi, figli di una stessa anima, fratelli di sangue, amici leali e complementari. Consapevole dei loro diritti, e dei bisogni di ognuno a volte, sono rimasto ad osservarli, al fine di cogliere i motivi della loro alternanza dentro mio cuore, anche se in diverse circostanze, il senso mi appariva oscuro.  Spinto, così, dal bisogno insaziabile di sapere, ho attinto alle risorse del mio spirito, che ha risposto agli interrogativi della mia mente, spesso, serva delle sue rudimentali logiche e di azzardate conclusioni costruite sulla parola. È necessario ascoltare in silenzio, se vogliamo le risposte ai nostri perché. Gioia e dolore, non intervengono nella nostra vita in maniera arbitraria, ma sono la risultante dei nostri comportamenti e dei pensieri. Come spie luminose dentro il nostro cuore, si accendono e si spengono, segnalando le nostre vittorie e i nostri errori per poi comprenderne le ragioni. Gioia e dolore, sono inseparabili. “Essi giungono insieme, e se l’una vi siede accanto alla mensa, ricordatevi che l’altro sul vostro letto dorme”. Gibran, da “Il Profeta”</p>
<p>Gianni Tirelli</p>
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		<title>Di: gianni tirelli</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/49772/%ef%bb%bfvuole-menare-belpietro-libero/#comment-74106</link>
		<dc:creator>gianni tirelli</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Oct 2010 13:41:28 +0000</pubDate>
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		<description>SANTORO COME BARABBA

Castigare e punire Santoro, alla pari di uno scolaretto impertinente e, di contro, ignorare l’opera di alterazione della verità, di omissione e di censura, del direttore Minzolini, applicata ai Tg della la prima rete nazionale, é stato come volere crocefiggere Cristo e liberare Barabba. Una tale similitudine che, in un primo momento, potrebbe apparire azzardata e blasfema, in realtà, é illuminante e, non da adito ad alcuna differente interpretazione.
Ma, in questo caso, Mauro Masi non si comporta come Pilato, che aveva delegato al popolo un tale giudizio. lui, Masi, non se ne lava le mani ma, imprudentemente, se le sporca, motivando il suo comportamento come un atto dovuto. Dovuto a chi? Questo é il problema!  Il popolo dell’odiens, in questo caso, aveva già preso la sua decisione, acclamando e liberando Santoro. Disertando il Tg1 di Minzolini, ne chiedeva la sua testa.
Tutto il mondo sa perfettamente che il direttorissimo é al soldo del nostro primo ministro, in maniera così lapalissiana e spudorata, da cancellarne ogni residuo dubbio. Negare una tale verità, va oltre la malafede, disonestà intellettuale e le simpatie politiche, ma sconfina nella sudditanza a fine di interesse particolare.  
Per questo, Minzolini, andrebbe radiato per sempre dall’ordine dei giornalisti.    
 
Il Telegiornale del direttorissimo, in fatto di servilismo, ha surclassato di gran lunga la commerciale Rete4 del patetico Emilio Fede che, del resto, non ha mai nascosto la sua fedeltà incondizionata al Venerabile Padrone. Per tale motivo, la stupidità caricaturale di Emilio Fede, è tale da essere riconosciuta, anche dalla sua stessa parte politica, come del resto, l&#039;ininfluenza dei suoi telegiornali &quot;macchietta&quot;, sull&#039;esito elettorale.
La questione “Minzolini”, é di ben altra natura. Qui si parla di una televisione di Stato, super partes, assunta dai cittadini come parametro di verità, equità, imparzialità e quindi di rispetto delle regole. Un esempio di democrazia partecipativa, incontaminata e avulsa da ogni influenza esterna di natura politica, economica e di potere.
Oggi, si devono ricreare le condizioni atte a ristabilire i parametri etici e deontologici, necessari per una corretta distinzione e interpretazione, fra TV commerciale e servizio pubblico; fra la verità e la menzogna - fra realtà e contraffazione.
 
Gianni Tirelli</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>SANTORO COME BARABBA</p>
<p>Castigare e punire Santoro, alla pari di uno scolaretto impertinente e, di contro, ignorare l’opera di alterazione della verità, di omissione e di censura, del direttore Minzolini, applicata ai Tg della la prima rete nazionale, é stato come volere crocefiggere Cristo e liberare Barabba. Una tale similitudine che, in un primo momento, potrebbe apparire azzardata e blasfema, in realtà, é illuminante e, non da adito ad alcuna differente interpretazione.<br />
Ma, in questo caso, Mauro Masi non si comporta come Pilato, che aveva delegato al popolo un tale giudizio. lui, Masi, non se ne lava le mani ma, imprudentemente, se le sporca, motivando il suo comportamento come un atto dovuto. Dovuto a chi? Questo é il problema!  Il popolo dell’odiens, in questo caso, aveva già preso la sua decisione, acclamando e liberando Santoro. Disertando il Tg1 di Minzolini, ne chiedeva la sua testa.<br />
Tutto il mondo sa perfettamente che il direttorissimo é al soldo del nostro primo ministro, in maniera così lapalissiana e spudorata, da cancellarne ogni residuo dubbio. Negare una tale verità, va oltre la malafede, disonestà intellettuale e le simpatie politiche, ma sconfina nella sudditanza a fine di interesse particolare.<br />
Per questo, Minzolini, andrebbe radiato per sempre dall’ordine dei giornalisti.    </p>
<p>Il Telegiornale del direttorissimo, in fatto di servilismo, ha surclassato di gran lunga la commerciale Rete4 del patetico Emilio Fede che, del resto, non ha mai nascosto la sua fedeltà incondizionata al Venerabile Padrone. Per tale motivo, la stupidità caricaturale di Emilio Fede, è tale da essere riconosciuta, anche dalla sua stessa parte politica, come del resto, l&#8217;ininfluenza dei suoi telegiornali &#8220;macchietta&#8221;, sull&#8217;esito elettorale.<br />
La questione “Minzolini”, é di ben altra natura. Qui si parla di una televisione di Stato, super partes, assunta dai cittadini come parametro di verità, equità, imparzialità e quindi di rispetto delle regole. Un esempio di democrazia partecipativa, incontaminata e avulsa da ogni influenza esterna di natura politica, economica e di potere.<br />
Oggi, si devono ricreare le condizioni atte a ristabilire i parametri etici e deontologici, necessari per una corretta distinzione e interpretazione, fra TV commerciale e servizio pubblico; fra la verità e la menzogna &#8211; fra realtà e contraffazione.</p>
<p>Gianni Tirelli</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gianni tirelli</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/49772/%ef%bb%bfvuole-menare-belpietro-libero/#comment-74104</link>
		<dc:creator>gianni tirelli</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Oct 2010 13:40:31 +0000</pubDate>
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		<description>NON TUTTO IL MALE VIEN PER NUOCERE

Un tempo, quando il mondo era giusto, la percentuale di male rispetto al bene, è la stessa che, oggi, esiste fra l’area occupata dalle venature di grasso di una fetta di prosciutto crudo, rispetto alla rimanente parte magra. Questa era la proporzione! Il male, come la parte di grasso nel prosciutto, aveva la funzione di conservarlo, mantenerlo morbido e di esaltarne il sapore, ed era ininfluente sul buon funzionamento del fegato; ma dirò di più - stimolava l’organo nel suo complesso, allertando e attivando la compagine degli enzimi che diversamente, rischiavano (vista l’inattività), di atrofizzare la loro funzione. 
Il parametro oggettivo a conferma di una tale affermazione e conclusione, si evince dal dato, relativo all’ambiente, rimasto, fin dall’alba dei tempi, integro e incontaminato.      
Oggi le cose si sono invertite. La catastrofe ambientale ne è la prova schiacciante e incontrovertibile.
La fetta di prosciutto, è occupata per la sua totalità dal grasso, e le cellule del reticolo endoplasmatico del fegato (sfinite per l’estenuante lavoro), non sono più in grado di sintetizzare i lipidi.
A questo punto il fegato si ammala e muore, compromettendo la sopravvivenza di tutto l’organismo. 
A buon intenditor poche parole.

Gianni Tirelli</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>NON TUTTO IL MALE VIEN PER NUOCERE</p>
<p>Un tempo, quando il mondo era giusto, la percentuale di male rispetto al bene, è la stessa che, oggi, esiste fra l’area occupata dalle venature di grasso di una fetta di prosciutto crudo, rispetto alla rimanente parte magra. Questa era la proporzione! Il male, come la parte di grasso nel prosciutto, aveva la funzione di conservarlo, mantenerlo morbido e di esaltarne il sapore, ed era ininfluente sul buon funzionamento del fegato; ma dirò di più &#8211; stimolava l’organo nel suo complesso, allertando e attivando la compagine degli enzimi che diversamente, rischiavano (vista l’inattività), di atrofizzare la loro funzione.<br />
Il parametro oggettivo a conferma di una tale affermazione e conclusione, si evince dal dato, relativo all’ambiente, rimasto, fin dall’alba dei tempi, integro e incontaminato.<br />
Oggi le cose si sono invertite. La catastrofe ambientale ne è la prova schiacciante e incontrovertibile.<br />
La fetta di prosciutto, è occupata per la sua totalità dal grasso, e le cellule del reticolo endoplasmatico del fegato (sfinite per l’estenuante lavoro), non sono più in grado di sintetizzare i lipidi.<br />
A questo punto il fegato si ammala e muore, compromettendo la sopravvivenza di tutto l’organismo.<br />
A buon intenditor poche parole.</p>
<p>Gianni Tirelli</p>
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		<title>Di: gianni tirelli</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/49772/%ef%bb%bfvuole-menare-belpietro-libero/#comment-72559</link>
		<dc:creator>gianni tirelli</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Oct 2010 16:21:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giornalettismo.com/?p=49772#comment-72559</guid>
		<description>BELPIETRO COME CARLO CASALEGNO

Ho letto sulla prima pagina di Libero, un articolo, dai toni patetici e falsamente buonisti del direttore Belpietro, che aveva l’intento di commuovere e di farsi compiangere, come l’eroe di una lotta di liberazione, lasciando i toni più sferzanti, esplicite affermazioni e azzardate deduzioni, al suo compagno di banco, Gianpaolo Pansa.
Ho trovato l’analisi di Pansa, accuratamente mondata, da ogni elemento probatorio che potesse suffragare le sue conclusioni.
All’inizio della sua invettiva, Pansa, scrive: “Per il direttore di Libero, era prevista la stessa fine di Casalegno!!” 
Fare un parallelo fra Carlo Casalegno a Maurizio Belpietro è stata una vergognosa bestemmia.
Come si può, mettere sullo stesso piano, l’irreprensibilità morale e ideale di Casalegno (ucciso dalle brigate rosse) con il servilismo e la sudditanza di Belpietro? Ci sono individui che riescono a mescolare sacro e profano, con la facilità con la quale un cuoco prepara un minestrone.
Carlo Casalegno rifiuta la scorta: “Tanto, se vogliono, mi ucciderebbero lo stesso”, spiega al figlio Andrea, militante di Lotta Continua. 

“Per chi ama un’informazione reticente o da paraculi, quelli come lui (scrive Pansa, parlando di Belpietro), sono cattivi soggetti – e seguita – “Gente che sta in prima linea, ragiona con la propria testa e scrive quando gli sembra giusto”. 
Che Belpietro scriva “quando gli sembra giusto”, nessuno lo contesta. E’ un dato di fatto incontrovertibile. Il solo appunto, e del resto legittimo, è che a Belpietro, sembra giusto sempre in uno stesso modo.
Che questo nuovo eroe del giornalettismo italiano, poi, stia in prima linea e, ragioni e decida con la propria testa, è un’offesa all’intelligenza di tutti, compresi i lettori di Libero.
Un quotidiano nazionale che per ben due mesi, investe tempo e risorse indagando su di un fantomatico proprietario di un piccolo appartamento monegasco, riempiendo la sua prima pagina di sensazionalismi per allocchi, relativi all’acquisto di cucine, di società off shore, di veline fotocopiate, trasfigurando, in questo modo, la sua redazione, in uno spaccio di rotoloni “Regina”, trancia di netto ogni possibile e irrispettoso accostamento, con chi ha dato la propria vita per la fedeltà alle sue idee. 
Neppure dopo l’attacco kamikaze alle torri gemelle, e il conseguente crollo (nel quale persero la vita oltre tre mila persone), si era visto, da parte dei due magnifici direttori, un tale interesse, impegno e motivazioni.

Simpatizzare per una certa parte politica, é cosa buona e giusta. Viva il pluralismo delle idee, delle opinioni, degli ideali - la diversità come valore imprescindibile. Diverso, è attaccare un Presidente della Camera (cofondatore del più grande partito di governo), al solo scopo di sputtanare, attraverso una, squallida, rivoltante e grottesca messinscena, la sua reputazione, moralità e statura politica, allo scopo di assecondare i capricci e gli interessi particolari di un padrone che, in cambio di privilegi e protezione, mercifica la dignità dei suoi cortigiani.

Gianni Tirelli</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>BELPIETRO COME CARLO CASALEGNO</p>
<p>Ho letto sulla prima pagina di Libero, un articolo, dai toni patetici e falsamente buonisti del direttore Belpietro, che aveva l’intento di commuovere e di farsi compiangere, come l’eroe di una lotta di liberazione, lasciando i toni più sferzanti, esplicite affermazioni e azzardate deduzioni, al suo compagno di banco, Gianpaolo Pansa.<br />
Ho trovato l’analisi di Pansa, accuratamente mondata, da ogni elemento probatorio che potesse suffragare le sue conclusioni.<br />
All’inizio della sua invettiva, Pansa, scrive: “Per il direttore di Libero, era prevista la stessa fine di Casalegno!!”<br />
Fare un parallelo fra Carlo Casalegno a Maurizio Belpietro è stata una vergognosa bestemmia.<br />
Come si può, mettere sullo stesso piano, l’irreprensibilità morale e ideale di Casalegno (ucciso dalle brigate rosse) con il servilismo e la sudditanza di Belpietro? Ci sono individui che riescono a mescolare sacro e profano, con la facilità con la quale un cuoco prepara un minestrone.<br />
Carlo Casalegno rifiuta la scorta: “Tanto, se vogliono, mi ucciderebbero lo stesso”, spiega al figlio Andrea, militante di Lotta Continua. </p>
<p>“Per chi ama un’informazione reticente o da paraculi, quelli come lui (scrive Pansa, parlando di Belpietro), sono cattivi soggetti – e seguita – “Gente che sta in prima linea, ragiona con la propria testa e scrive quando gli sembra giusto”.<br />
Che Belpietro scriva “quando gli sembra giusto”, nessuno lo contesta. E’ un dato di fatto incontrovertibile. Il solo appunto, e del resto legittimo, è che a Belpietro, sembra giusto sempre in uno stesso modo.<br />
Che questo nuovo eroe del giornalettismo italiano, poi, stia in prima linea e, ragioni e decida con la propria testa, è un’offesa all’intelligenza di tutti, compresi i lettori di Libero.<br />
Un quotidiano nazionale che per ben due mesi, investe tempo e risorse indagando su di un fantomatico proprietario di un piccolo appartamento monegasco, riempiendo la sua prima pagina di sensazionalismi per allocchi, relativi all’acquisto di cucine, di società off shore, di veline fotocopiate, trasfigurando, in questo modo, la sua redazione, in uno spaccio di rotoloni “Regina”, trancia di netto ogni possibile e irrispettoso accostamento, con chi ha dato la propria vita per la fedeltà alle sue idee.<br />
Neppure dopo l’attacco kamikaze alle torri gemelle, e il conseguente crollo (nel quale persero la vita oltre tre mila persone), si era visto, da parte dei due magnifici direttori, un tale interesse, impegno e motivazioni.</p>
<p>Simpatizzare per una certa parte politica, é cosa buona e giusta. Viva il pluralismo delle idee, delle opinioni, degli ideali &#8211; la diversità come valore imprescindibile. Diverso, è attaccare un Presidente della Camera (cofondatore del più grande partito di governo), al solo scopo di sputtanare, attraverso una, squallida, rivoltante e grottesca messinscena, la sua reputazione, moralità e statura politica, allo scopo di assecondare i capricci e gli interessi particolari di un padrone che, in cambio di privilegi e protezione, mercifica la dignità dei suoi cortigiani.</p>
<p>Gianni Tirelli</p>
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		<title>Di: gianni tirelli</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/49772/%ef%bb%bfvuole-menare-belpietro-libero/#comment-71713</link>
		<dc:creator>gianni tirelli</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Oct 2010 16:25:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giornalettismo.com/?p=49772#comment-71713</guid>
		<description>BREVE LETTERA AL DIRETTORE BEL PIETRO

Lei Bel Pietro (e mi creda, provo disgusto al solo pronunciare il suo stupido cognome), rappresenta l’archetipo di quegli individui che, nel tempo, hanno contribuito alla nascita di dittature come il fascismo e nazismo: gli irresponsabili ad oltranza. La frustrazione relativa alla sua pochezza intellettuale (risultato di un’ottusità conclamata e coltivata, che solo nel servilismo attenua il suo disagio esistenziale), l’ha condotta ad asservire un potere nel quale si riconosce per elementi di grettezza, mistificazione, ipocrisia e codardia. Non è da sottovalutare, inoltre, la comunanza ad una particolare ripugnanza fisica, relativa a canoni estetici di singolare e generalizzata bruttezza, resa ancor più evidente da un provincialismo mai rimosso che, in quell’insopportabile inflessione dialettale (marchio di fabbrica), tradisce la sua natura volgare, opportunista e di subalternità. 
I concetti di intelligenza, buon senso, onestà intellettuale, equità, non appartengono al suo “bigino” mentale
 ritenendoli, lei, dei veri e propri impedimenti etici, morali e deontologici. 
Lei non è, e non sarà mai, ne un giornalista ne un direttore di giornale, e presto, l’oblio, cancellerà ogni traccia della sua insulsa carriera. 
Come può chiamarsi “LIBERO” un giornale, il cui responsabile è al soldo del peggiore dei padroni?  
I suoi comportamenti di oggi, caro Bel Pietro, ricadranno sui suoi figli (sempre che ne abbia), che mi auguro siano in grado di dare alla parola “LIBERTA’” il suo autentico significato e giudicare autonomamente l’operato del padre al servizio di Silvio Berlusconi.  
Ringraziando il cielo, le nuove generazioni non sono, ancora, il frutto di una selezione eugenetica o della clozione, e c’è ancora da sperare che da un padre ottuso nascano dei figli consapevoli e da un criminale, degli individui sani e rispettosi delle leggi. 
La libertà, deve fare i conti con la dignità che lei, alla luce dei fatti, considera un optional di alcun interesse pratico.

Gianni Tirelli</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>BREVE LETTERA AL DIRETTORE BEL PIETRO</p>
<p>Lei Bel Pietro (e mi creda, provo disgusto al solo pronunciare il suo stupido cognome), rappresenta l’archetipo di quegli individui che, nel tempo, hanno contribuito alla nascita di dittature come il fascismo e nazismo: gli irresponsabili ad oltranza. La frustrazione relativa alla sua pochezza intellettuale (risultato di un’ottusità conclamata e coltivata, che solo nel servilismo attenua il suo disagio esistenziale), l’ha condotta ad asservire un potere nel quale si riconosce per elementi di grettezza, mistificazione, ipocrisia e codardia. Non è da sottovalutare, inoltre, la comunanza ad una particolare ripugnanza fisica, relativa a canoni estetici di singolare e generalizzata bruttezza, resa ancor più evidente da un provincialismo mai rimosso che, in quell’insopportabile inflessione dialettale (marchio di fabbrica), tradisce la sua natura volgare, opportunista e di subalternità.<br />
I concetti di intelligenza, buon senso, onestà intellettuale, equità, non appartengono al suo “bigino” mentale<br />
 ritenendoli, lei, dei veri e propri impedimenti etici, morali e deontologici.<br />
Lei non è, e non sarà mai, ne un giornalista ne un direttore di giornale, e presto, l’oblio, cancellerà ogni traccia della sua insulsa carriera.<br />
Come può chiamarsi “LIBERO” un giornale, il cui responsabile è al soldo del peggiore dei padroni?<br />
I suoi comportamenti di oggi, caro Bel Pietro, ricadranno sui suoi figli (sempre che ne abbia), che mi auguro siano in grado di dare alla parola “LIBERTA’” il suo autentico significato e giudicare autonomamente l’operato del padre al servizio di Silvio Berlusconi.<br />
Ringraziando il cielo, le nuove generazioni non sono, ancora, il frutto di una selezione eugenetica o della clozione, e c’è ancora da sperare che da un padre ottuso nascano dei figli consapevoli e da un criminale, degli individui sani e rispettosi delle leggi.<br />
La libertà, deve fare i conti con la dignità che lei, alla luce dei fatti, considera un optional di alcun interesse pratico.</p>
<p>Gianni Tirelli</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Belpietro, attentato fallito al direttore di Libero: &#8220;Salvo per miracolo&#8221;</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/49772/%ef%bb%bfvuole-menare-belpietro-libero/#comment-71565</link>
		<dc:creator>Belpietro, attentato fallito al direttore di Libero: &#8220;Salvo per miracolo&#8221;</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Oct 2010 07:04:54 +0000</pubDate>
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		<description>[...] CASO DI GENNAIO &#8211; Non è la prima volta che Belpietro rischia un&#8217;aggressione. Nel gennaio 2010, un uomo si è presentato nella sede della redazione milanese del quotidiano, affermando di avere [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] CASO DI GENNAIO &#8211; Non è la prima volta che Belpietro rischia un&#8217;aggressione. Nel gennaio 2010, un uomo si è presentato nella sede della redazione milanese del quotidiano, affermando di avere [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Bimba</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/49772/%ef%bb%bfvuole-menare-belpietro-libero/#comment-47863</link>
		<dc:creator>Bimba</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 17:10:22 +0000</pubDate>
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		<description>Dobbiamo crederci? Cominciano a diventare monotoni nelle messinscene</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dobbiamo crederci? Cominciano a diventare monotoni nelle messinscene</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: grazia53</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/49772/%ef%bb%bfvuole-menare-belpietro-libero/#comment-47770</link>
		<dc:creator>grazia53</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 21:07:38 +0000</pubDate>
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		<description>Se c&#039;e&#039; bisogno di una mano fate pure un fischio..........</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se c&#8217;e&#8217; bisogno di una mano fate pure un fischio&#8230;&#8230;&#8230;.</p>
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	<item>
		<title>Di: max51</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/49772/%ef%bb%bfvuole-menare-belpietro-libero/#comment-47731</link>
		<dc:creator>max51</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 16:56:21 +0000</pubDate>
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		<description>E&#039; per caso quell&#039;imbecille che parla sempre di innalzare l&#039;età pensionabile ??
Ripete ad ogni trasmissione solo questo.....Picchiatelo pure,tanto possono solo
migliorargli i connotati,visto la faccia da Joker che ha.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; per caso quell&#8217;imbecille che parla sempre di innalzare l&#8217;età pensionabile ??<br />
Ripete ad ogni trasmissione solo questo&#8230;..Picchiatelo pure,tanto possono solo<br />
migliorargli i connotati,visto la faccia da Joker che ha.</p>
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