Vuole picchiare Belpietro. A Libero sventano l’attentato

30 gennaio 2010

Piccoli Tartaglia crescono, almeno stando alle poche e scarne notizie filtrate dal bunker editoriale del quotidiano Libero, il giornale diretto da Maurizio Belpietro. Secondo quanto si è venuto a sapere, infatti, l’altro ieri un uomo si sarebbe presentato nella sede della redazione milanese del quotidiano, affermando di avere avuto l’autorizzazione a poter entrare nei locali del giornale. Tuttavia, la vigilanza si sarebbe insospettita e, davanti alle insistenze dell’uomo, avrebbe poi chiamato i carabinieri che da tempo, peraltro, stanno di pattuglia intorno la sede del quotidiano. A questo punto, l’uomo preso da un vero e proprio raptus d’ira, avrebbe dichiarato quali, in realtà, fossero le sue vere intenzioni: “Voglio pestare a sangue il direttore Belpietro“. A questo punto, costata la serietà e la gravità delle minaccie, la security del giornale milanese avrebbe deciso di chiamare immediatamente la Digos che, solertemente, adesso starebbe indagando sull’episodio. A quanto risulta all’agenzia di stampa Adnkronos, inoltre, l’uomo sarebbe stato prima tenuto in stato di fermo per poi essere successivamente avviato “alla procedura per un trattamento sanitario obbligatorio”. Alla sede di Libero, nel frattempo, su disposizione della stessa Digos, sarebbe stata rafforzata la sorveglianza.

Dopo qualche ora di conciliabolo tra comitato di redazione del quotidiano e lo stesso Belpietro, è stato infine diramato il seguente comunicato a firma del Direttore, che qui integralmente riportiamo: “Il clima d’intolleranza e di odio sta dando i suoi frutti. Adesso diranno che è un matto, ma di matti ce n’è un gran numero, bisogna domandarsi perché vanno tutti nella stessa direzione. C’è stato Tartaglia e ce ne sono stati altri Proiettili, minacce, buste con la polvere, tutti in una stessa direzione. E’ mai possibile che tutti i matti vadano in una sola direzione? Una qualche motivazione ci deve pur essere“. Infatti, analoghe minacce negli ultimi tempi sarebbero pervenute anche ad altri giornali e giornalisti, diciamo così, “non allineati” con quel “pensiero dominante di sinistra”, che va tanto per la maggiore nelle varie redazioni, come per esempio allo stesso Il Giornale. Per la verità, al Giornale è capitato pure che “le minacce”, qualcuno, se le confezionasse pure su misura. Come quando fu recapitata una lettera minatoria, con tanto di stella delle Brigate Rosse, alla porta d’ingresso della redazione genovese del quotidiano. Conteneva deliranti minacce nei confronti della redazione, del capo della redazione genovese e ad un giornalista. Passò appena qualche giorno, e, tuttavia, la stessa Digos scoprì che l’autore della missiva era stato lo stesso giornalista fatto oggetto di minacce.

Certo, intendiamoci, non è questo quanto è successo al direttore Maurizio Belpietro, al quale, invece, giriamo la nostra più convinta e sentita solidarietà. L’affaire Tartaglia, del resto, docet! Sommessamente, tuttavia, vogliamo dare un consiglio al direttore. Vuoi vedere che a via di auto-celebrarsi in tv a colpi di “sì, io sono un antipatico e ne sono fiero” e di condurre, sempre in tv, una trasmissione chiamata, appunto, “l’antipatico” qualcuno, poi, finisce per prenderla davvero sul serio? Il mondo è pieno di matti… quanto ha ragione, caro direttore.

33 commenti a Vuole picchiare Belpietro. A Libero sventano l’attentato

  1. Vuoi vedere che a via di auto-celebrarsi in tv a colpi di “sì, io sono un antipatico e ne sono fiero” …chissà:)

  2. dario

    tra lui e feltri visto che sono i primi ha offendere via tv tutti quelli che non la pensano come il banana e logico che in Italia ci sono quelli che vorrebbero mettergli le mani addosso basta guardare le loro perfomance alle varie trasmissioni come sono supponenti arrivando anche ha mentire per omaggiare il loro padrone

  3. carneade99

    Dovremmo tutti aumentare a sorveglianza sulla sede di Libero…

  4. sono convinta che belpietro e feltri siano pericolosi e andrebbero trattati come materiali tossici per l’umanità. non sono i soli purtroppo….. ho fiducia però che fra non molto ci sarà una presa di coscienza che li metterà nel dimenticatoio. de minimis pretor non curat

  5. piersilvio XII°

    mavala’…penso che il personaggio sia stato pagato dallo stesso Belpietro.E’cosi che funziona da quelle parti.

  6. gianni

    pecato, sarà per un’altra volta,,,anche perchè, se venisse menato tutte le volte che mente per difendere il padrone, avrebbe la faccia come una pizza quattro stagioni,,,,,

  7. gino

    ha fatto bene lui qua……belpietro è servo del padrone vogliono farlo mpassare come santo il padrone.scrivendo balle sui giornali da lui e l’altro idiota feltri diretti inventandosi balle per far passare berlusconi come santo.ed invece abbiamo un premier corrotto,corruttore,mafioso e marcio fino all’osso.talmente demente ed attaccato al potere da organizzarsi aggressioni ad personam per farsi passare da martire e raccogliere voti da quegli idioti che ancora credono alle sue balle e che lo votano prendendolo nel culo.questo premier pieno di reati che vuol disfarsi della della legge,e della magistratura perchè gli intralciano la strada del suoi malaffari.ha svenduto il mondo del lavoro ai suoi amici comunisti serbi e russi,vuole liberarsi del parlamento perchè è una rottura di scatole e cosa + grossa STA INTESTANDOSI A SUO NOME TUTTE LE SOCIETà IMPORTANTI DELLO STATO A PARTIRE DALLA PROTEZIONE CIVILE TRASFORMANDOLA IN SPA ED INTESTANDOSELA DERUBANDOLA AL POPOLO.PURE COME PARE CHE IN ASSOLUTO SILENZIO SI SIA COMPRATO LA TELECOM CON I SOLDI DEI CONTRIBUENTI,ANKE TESTATE GIORNALISTICHE DEL SUD SI è CPMPRATO CON I SOLDI DEI CONTRIBUENTI…..E BEL PIETRO LO VUOLE FAR PASSARE COME SANTO……??? FANNO BENE A PESTARE QUESTA GENTE è ORA CHE LA SMETTANO DI SOVVERTIRE A TUTTE LE REGOLE TROFFANDO IL POPOLO SU TITTI I FRONTI QUESTE PERSONE VANNO ELIMINATE ANKE A FUCILATE.

  8. ivano

    io non so se sia vero o finto il tentativo di aggressione a bel pietro, ma questo comunicato: Il clima d’intolleranza e di odio sta dando i suoi frutti. Adesso diranno che è un matto, ma di matti ce n’è un gran numero, bisogna domandarsi perché vanno tutti nella stessa direzione. C’è stato Tartaglia e ce ne sono stati altri Proiettili, minacce, buste con la polvere, tutti in una stessa direzione. E’ mai possibile che tutti i matti vadano in una sola direzione? Una qualche motivazione ci deve pur essere“ mi sembra una provocazione verso altri…che magari abbiano intenzione di aggredirlo… quest uomo no sa che essendo personaggio pubblico puo’ risultare simpatico o antipatico e ci sara sempre qualquno a cui verra in mente di menarlo…se invece di andare in tutti programmi telvisi faccesse il gironalista.. forse eviterebbe qualche ceffone…poi invece disoffiare sul fuoco sarebbe bastato un commento del tipo non mi preoccupa questo personaggio sara sicuramente uno squilibrato a cui non dare peso…..ecco un commento che non provocherebbe altri a fare lo stesso gesto… ma quaeti giornalai non si rendono nemmeno conto di auello che dicono e poi si lamentano se li menano…A PROPOSITO VI RICORDO CHE NONPOCO TEMPO FA UN GIORNALISTA DI FELTRI A MESSO IN SCENa IL FINTO VOLANTINO BR SCOPERTO DALLA DIGOS CHE MINACCIAVA IL GIORNALE E FELTRI MA CHE ERA STATO SCRITTO DALL STESSO GIORNALISTA ECCO DI CHE PASTA SONO FATTI QUESTI GIORNALAI DA STRAPAZZO….

  9. beppe

    Mia nonna padana ma intelligente e che quindi mai avrebbe aderito alla lega diceva:” va’ no a cantà el demi demi”.Trad: non andare a cantare il datemele datememele.Perchè segno dei tempi del Cavaliere è anche la tentata riforma del senso comune secondo il quale se uno è arrogante, stronzo, antipatico , falso e fasullo al 100% per ovvie questioni di interesse personale e leccaculo finisce con lo stare sui marroni a chi non ha uno stomaco a prova di bomba e non ha interessi collegati .E se a questo si aggiunge la continua presenza in tutte le salse mediatiche dei soggetti in questione a partire dal datore di lavoro e guida spirituale , si capisce che si supera il “politicamente corretto” ad “usum bagaglinorum” semmai ci si stupisce del limitato numero di tali episodi a quanto pare ovviamente compiute da persone con asseriti problemi mentali.Del resto al “pazzo” , soggetto per vari motivi libero da freni inibitori da sempre la società affida l’ingrato compito di essere libero e portatore delle verità nascoste.Così dicono ma sicuramente erano comunisti.

  10. il fatto è che i matti o ritenuti tali a volte hanno anche dei momenti di lucidità :-)

    quindi se vanno tutti nella stessa direzione “una qualche motivazione ci deve pur essere”

  11. stefania Iacc

    Sicuramente adesso verrà fatto processi e articoli a “gogò”.
    Quello che non mi spiego, invece, è il motivo per cui il signor(?) belpietro continui a die che le minacce e le aggressioni vanno tutte nella solita ed unica direzione!
    Vorrei ricordare a quel giornalista(?) che minacce di cui alcune anche gravi sono arrivate pure ad alcuni della sinistra, ma lui lo sa perfettamente, ma non ne fa menzione per continuare a coltivare l’odio che la destra ha iniziato a seminare.
    Io spero che alla fine della “semina”, la raccolta sia solo di tempesta! Perchè questo è solo ciò che essi meritano!
    VERGOGNA!!!!!!!!!

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  13. morris

    basta guardarlo un secondo e vien voglia di picchiarlo ed io mi dichiaro un pacifista ma all’arroganza del Belpietro Feltri Sgarbi ecc ecc te le levano dalle mani.

  14. stefania Iacc

    Pienamente d’accordo Morris!!

  15. ricchiuti

    Boh, questa del Belpietro che se le merita o provoca sembra quella delle stuprate che se la sono cercata.
    Vergogna.

    • Mah, forse non tutte le stuprate hanno disposizione un giornale dal quale orchestrano quotidianamente campagne diffamatorie verso chi “sospettano” (le condanne civili riportate in questi anni dal Giornale per diffamazione, lo testimoniano) possa stuprarle ne, tanto meno, rilasciano poi dichiarazioni in cui sostengono di essere vittime, pure loro, di un clima d’odio.

      Peggio della vergogna c’è solo chi è senza vergogna e magari pure un po’ ipocrita.

      • ricchiuti

        Insomma, se ho un giornale e ho una opinione devo aspettarmi le botte.
        Bel ragionamento ma non è democratico. Tutti i giornali fanno campagne contro qualcuno e per qualcosa: dovrebbero aspettarsele tutti allora le spranghe.

        • Sei (Belpietro) un personaggio pubblico che esprime opinioni pubbliche. Devi mettere nel conto che quelle opinioni, magari, possono non piacere. Poi che quell’antipatia si trasformi in minacce è un altro discorso. Del resto, la vera notizia (Imho) sta nel comunicato del direttore. Dove si ribadisce la storia del clima, dei “pazzi” a senso unico e quindi quasi, quasi di una regia occulta da parte di “qualcuno”. Ad oggi, nessuno può smentire il fatto che il “pazzo” magari ha minacciato Belpietro per una vicenda personale e non di “clima politico”.

  16. Però, in quello che sostiene Belpietro c’è una contraddizione. Tempo fa sosteneva che a chi non piace la linea editoriale di Libero darebbe del matto a chi lo compra (Sei di Libero? Allora sei incurabile) http://www.giornalettismo.com/archives/44881/sei-libero-allora-sei-incurabile/
    Se è così, i pazzi di cui parla non dovrebbe cercarli prima fra suoi lettori? Il sillogismo è suo, sia chiaro.

  17. Marco

    Certo leggendo certi commenti incomincio a pensare di essere un genio, purtroppo mi rendo anche conto di essere soltanto di fronte a tanti inutili idioti che hanno imparato ad usare il computer prima del cervello.

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  19. max51

    E’ per caso quell’imbecille che parla sempre di innalzare l’età pensionabile ??
    Ripete ad ogni trasmissione solo questo…..Picchiatelo pure,tanto possono solo
    migliorargli i connotati,visto la faccia da Joker che ha.

  20. grazia53

    Se c’e’ bisogno di una mano fate pure un fischio……….

  21. Bimba

    Dobbiamo crederci? Cominciano a diventare monotoni nelle messinscene

  22. Pingback: Belpietro, attentato fallito al direttore di Libero: “Salvo per miracolo”

  23. gianni tirelli

    BREVE LETTERA AL DIRETTORE BEL PIETRO

    Lei Bel Pietro (e mi creda, provo disgusto al solo pronunciare il suo stupido cognome), rappresenta l’archetipo di quegli individui che, nel tempo, hanno contribuito alla nascita di dittature come il fascismo e nazismo: gli irresponsabili ad oltranza. La frustrazione relativa alla sua pochezza intellettuale (risultato di un’ottusità conclamata e coltivata, che solo nel servilismo attenua il suo disagio esistenziale), l’ha condotta ad asservire un potere nel quale si riconosce per elementi di grettezza, mistificazione, ipocrisia e codardia. Non è da sottovalutare, inoltre, la comunanza ad una particolare ripugnanza fisica, relativa a canoni estetici di singolare e generalizzata bruttezza, resa ancor più evidente da un provincialismo mai rimosso che, in quell’insopportabile inflessione dialettale (marchio di fabbrica), tradisce la sua natura volgare, opportunista e di subalternità.
    I concetti di intelligenza, buon senso, onestà intellettuale, equità, non appartengono al suo “bigino” mentale
    ritenendoli, lei, dei veri e propri impedimenti etici, morali e deontologici.
    Lei non è, e non sarà mai, ne un giornalista ne un direttore di giornale, e presto, l’oblio, cancellerà ogni traccia della sua insulsa carriera.
    Come può chiamarsi “LIBERO” un giornale, il cui responsabile è al soldo del peggiore dei padroni?
    I suoi comportamenti di oggi, caro Bel Pietro, ricadranno sui suoi figli (sempre che ne abbia), che mi auguro siano in grado di dare alla parola “LIBERTA’” il suo autentico significato e giudicare autonomamente l’operato del padre al servizio di Silvio Berlusconi.
    Ringraziando il cielo, le nuove generazioni non sono, ancora, il frutto di una selezione eugenetica o della clozione, e c’è ancora da sperare che da un padre ottuso nascano dei figli consapevoli e da un criminale, degli individui sani e rispettosi delle leggi.
    La libertà, deve fare i conti con la dignità che lei, alla luce dei fatti, considera un optional di alcun interesse pratico.

    Gianni Tirelli

  24. gianni tirelli

    BELPIETRO COME CARLO CASALEGNO

    Ho letto sulla prima pagina di Libero, un articolo, dai toni patetici e falsamente buonisti del direttore Belpietro, che aveva l’intento di commuovere e di farsi compiangere, come l’eroe di una lotta di liberazione, lasciando i toni più sferzanti, esplicite affermazioni e azzardate deduzioni, al suo compagno di banco, Gianpaolo Pansa.
    Ho trovato l’analisi di Pansa, accuratamente mondata, da ogni elemento probatorio che potesse suffragare le sue conclusioni.
    All’inizio della sua invettiva, Pansa, scrive: “Per il direttore di Libero, era prevista la stessa fine di Casalegno!!”
    Fare un parallelo fra Carlo Casalegno a Maurizio Belpietro è stata una vergognosa bestemmia.
    Come si può, mettere sullo stesso piano, l’irreprensibilità morale e ideale di Casalegno (ucciso dalle brigate rosse) con il servilismo e la sudditanza di Belpietro? Ci sono individui che riescono a mescolare sacro e profano, con la facilità con la quale un cuoco prepara un minestrone.
    Carlo Casalegno rifiuta la scorta: “Tanto, se vogliono, mi ucciderebbero lo stesso”, spiega al figlio Andrea, militante di Lotta Continua.

    “Per chi ama un’informazione reticente o da paraculi, quelli come lui (scrive Pansa, parlando di Belpietro), sono cattivi soggetti – e seguita – “Gente che sta in prima linea, ragiona con la propria testa e scrive quando gli sembra giusto”.
    Che Belpietro scriva “quando gli sembra giusto”, nessuno lo contesta. E’ un dato di fatto incontrovertibile. Il solo appunto, e del resto legittimo, è che a Belpietro, sembra giusto sempre in uno stesso modo.
    Che questo nuovo eroe del giornalettismo italiano, poi, stia in prima linea e, ragioni e decida con la propria testa, è un’offesa all’intelligenza di tutti, compresi i lettori di Libero.
    Un quotidiano nazionale che per ben due mesi, investe tempo e risorse indagando su di un fantomatico proprietario di un piccolo appartamento monegasco, riempiendo la sua prima pagina di sensazionalismi per allocchi, relativi all’acquisto di cucine, di società off shore, di veline fotocopiate, trasfigurando, in questo modo, la sua redazione, in uno spaccio di rotoloni “Regina”, trancia di netto ogni possibile e irrispettoso accostamento, con chi ha dato la propria vita per la fedeltà alle sue idee.
    Neppure dopo l’attacco kamikaze alle torri gemelle, e il conseguente crollo (nel quale persero la vita oltre tre mila persone), si era visto, da parte dei due magnifici direttori, un tale interesse, impegno e motivazioni.

    Simpatizzare per una certa parte politica, é cosa buona e giusta. Viva il pluralismo delle idee, delle opinioni, degli ideali – la diversità come valore imprescindibile. Diverso, è attaccare un Presidente della Camera (cofondatore del più grande partito di governo), al solo scopo di sputtanare, attraverso una, squallida, rivoltante e grottesca messinscena, la sua reputazione, moralità e statura politica, allo scopo di assecondare i capricci e gli interessi particolari di un padrone che, in cambio di privilegi e protezione, mercifica la dignità dei suoi cortigiani.

    Gianni Tirelli

  25. gianni tirelli

    NON TUTTO IL MALE VIEN PER NUOCERE

    Un tempo, quando il mondo era giusto, la percentuale di male rispetto al bene, è la stessa che, oggi, esiste fra l’area occupata dalle venature di grasso di una fetta di prosciutto crudo, rispetto alla rimanente parte magra. Questa era la proporzione! Il male, come la parte di grasso nel prosciutto, aveva la funzione di conservarlo, mantenerlo morbido e di esaltarne il sapore, ed era ininfluente sul buon funzionamento del fegato; ma dirò di più – stimolava l’organo nel suo complesso, allertando e attivando la compagine degli enzimi che diversamente, rischiavano (vista l’inattività), di atrofizzare la loro funzione.
    Il parametro oggettivo a conferma di una tale affermazione e conclusione, si evince dal dato, relativo all’ambiente, rimasto, fin dall’alba dei tempi, integro e incontaminato.
    Oggi le cose si sono invertite. La catastrofe ambientale ne è la prova schiacciante e incontrovertibile.
    La fetta di prosciutto, è occupata per la sua totalità dal grasso, e le cellule del reticolo endoplasmatico del fegato (sfinite per l’estenuante lavoro), non sono più in grado di sintetizzare i lipidi.
    A questo punto il fegato si ammala e muore, compromettendo la sopravvivenza di tutto l’organismo.
    A buon intenditor poche parole.

    Gianni Tirelli

  26. gianni tirelli

    SANTORO COME BARABBA

    Castigare e punire Santoro, alla pari di uno scolaretto impertinente e, di contro, ignorare l’opera di alterazione della verità, di omissione e di censura, del direttore Minzolini, applicata ai Tg della la prima rete nazionale, é stato come volere crocefiggere Cristo e liberare Barabba. Una tale similitudine che, in un primo momento, potrebbe apparire azzardata e blasfema, in realtà, é illuminante e, non da adito ad alcuna differente interpretazione.
    Ma, in questo caso, Mauro Masi non si comporta come Pilato, che aveva delegato al popolo un tale giudizio. lui, Masi, non se ne lava le mani ma, imprudentemente, se le sporca, motivando il suo comportamento come un atto dovuto. Dovuto a chi? Questo é il problema! Il popolo dell’odiens, in questo caso, aveva già preso la sua decisione, acclamando e liberando Santoro. Disertando il Tg1 di Minzolini, ne chiedeva la sua testa.
    Tutto il mondo sa perfettamente che il direttorissimo é al soldo del nostro primo ministro, in maniera così lapalissiana e spudorata, da cancellarne ogni residuo dubbio. Negare una tale verità, va oltre la malafede, disonestà intellettuale e le simpatie politiche, ma sconfina nella sudditanza a fine di interesse particolare.
    Per questo, Minzolini, andrebbe radiato per sempre dall’ordine dei giornalisti.

    Il Telegiornale del direttorissimo, in fatto di servilismo, ha surclassato di gran lunga la commerciale Rete4 del patetico Emilio Fede che, del resto, non ha mai nascosto la sua fedeltà incondizionata al Venerabile Padrone. Per tale motivo, la stupidità caricaturale di Emilio Fede, è tale da essere riconosciuta, anche dalla sua stessa parte politica, come del resto, l’ininfluenza dei suoi telegiornali “macchietta”, sull’esito elettorale.
    La questione “Minzolini”, é di ben altra natura. Qui si parla di una televisione di Stato, super partes, assunta dai cittadini come parametro di verità, equità, imparzialità e quindi di rispetto delle regole. Un esempio di democrazia partecipativa, incontaminata e avulsa da ogni influenza esterna di natura politica, economica e di potere.
    Oggi, si devono ricreare le condizioni atte a ristabilire i parametri etici e deontologici, necessari per una corretta distinzione e interpretazione, fra TV commerciale e servizio pubblico; fra la verità e la menzogna – fra realtà e contraffazione.

    Gianni Tirelli

  27. gianni tirelli

    GIOIA E DOLORE

    L’infinito amore che ho per la vita, è ciò che di più grande, io abbia ricevuto in dote al momento della mia apparizione in questo mondo, e va oltre ogni altro sentimento umano. Gioia e dolore, hanno posseduto il mio cuore, il giorno e la notte, e li ho amati entrambi, figli di una stessa anima, fratelli di sangue, amici leali e complementari. Consapevole dei loro diritti, e dei bisogni di ognuno a volte, sono rimasto ad osservarli, al fine di cogliere i motivi della loro alternanza dentro mio cuore, anche se in diverse circostanze, il senso mi appariva oscuro. Spinto, così, dal bisogno insaziabile di sapere, ho attinto alle risorse del mio spirito, che ha risposto agli interrogativi della mia mente, spesso, serva delle sue rudimentali logiche e di azzardate conclusioni costruite sulla parola. È necessario ascoltare in silenzio, se vogliamo le risposte ai nostri perché. Gioia e dolore, non intervengono nella nostra vita in maniera arbitraria, ma sono la risultante dei nostri comportamenti e dei pensieri. Come spie luminose dentro il nostro cuore, si accendono e si spengono, segnalando le nostre vittorie e i nostri errori per poi comprenderne le ragioni. Gioia e dolore, sono inseparabili. “Essi giungono insieme, e se l’una vi siede accanto alla mensa, ricordatevi che l’altro sul vostro letto dorme”. Gibran, da “Il Profeta”

    Gianni Tirelli

  28. L’ITALIA E IL RISCHIO DI GOLPE

    Quella montagna di torbidi interessi in gioco, che ruotano intorno alla “politica” di Silvio Berlusconi e del suo entourage, sono tali e tanti che, una sua eventuale caduta, metterebbe a rischio la sopravvivenza di tutta quella parte marcia e potente del nostro paese (dalla criminalità organizzata fino al più piccolo imprenditore senza scrupoli) che, fino a oggi è stata garantita, legittimata e protetta da ogni interferenza. Con la discesa in campo di Berlusconi, la collusione, la concussione e la corruzione, hanno raggiunto livelli tali di indecenza che, se per un’ipotesi suggestiva, oggi, si applicassero le leggi, regole ferree e pene certe, il Sistema economico italiano, imploderebbe in meno di una settimana, rendendo vana e impraticabile ogni ipotetica riconversione alla legalità. E non solo! Tali comportamenti, assunti a pratica relazionale, sono oggi, la “condithio sine qua non”, nessuna operazione economico-commerciale potrebbe essere fattibile. Da questo momento tutto è possibile e i colpi di coda del caimano non si faranno attendere. Così, le tre reti Mediaset, di proprietà del Cavalire, daranno il via ad una campagna denigratoria e diffamatoria senza precedenti, avallata e sostenta dal TG della prima rete nazionale, messo sotto scacco dal laido Minzolini.
    I cani da guardia, nelle persone di Vittorio Feltri, Belpietro, Sallusti e banda, sono pronti a sguinzagliare scagnozzi, spioni, sicari e maestri del raggiro per intentare un’operazione di killeraggio politico, mediatico e fisico, fatta di intimidazione, ricatto e dossieraggi e, in linea con le perverse ragioni dei peggiori regimi sud-americani. Le quotazioni relative al mercimonio dei parlamentari, toccheranno i massimi di sempre e, ogni buon senso e ragionevolezza, si prostituiranno alle lusinghe e alle seduzioni del denaro e del potere.
    Non dimentichiamo inoltre che, tutta la corte scodinzolante di servi, ruffiani, parassiti e puttane, è consapevole del fatto che, detronizzato il Sultano, per loro sarà la fine e, niente e nessuno, potrà mai riabilitarli e riscattarli da una condizione di disonore e di infamia che da sempre ha caratterizzato la loro insulsa e miserabile esistenza. Pertanto, i pretoriani dell’Imperatore, dovranno fare ritorno fra i miasmi e il fetore di quel limbo gelatinoso che, nella cloaca massima romana, consacra la sua originaria derivazione etimologica. Per tali mie considerazioni, sono convinto che il peggio debba ancora arrivare.
    “ Non vedo l’ora di farmi giudicare” affermava convintamene il Cavaliere, giorni or sono . A distanza di una settimana, con la stessa convinzione, dichiara. “ Non ho nessuna intenzione di presentarmi davanti a quel plotone d’esecuzione.” Il Grande Pinocchio non si smentisce mai! Malato era, e malato resta! Con la sola eccezione di un ulteriore peggioramento psico-patologico progressivo e degenerativo.
    L’operazione “Mani pulite”, al confronto dell’attuale circostanza, è stato un gioco da ragazzi. Oggi, il rischio di un colpo di stato, è reale e palpabile. Se l’opposizione tutta, le istituzioni e la cittadinanza responsabile, non prenderanno coscienza di una tale eventualità, l’Italia e gli italiani, smarriti dentro una cronica letargia , si troveranno impreparati nel contrastarla. Aspettiamoci il morto!

    Gianni Tirelli

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