Straparlano di settore strategico, evocano gli alti valori dell’italianità, paventano irrisolvibili crisi familiari per le migliaia di dipendenti, ma l’unica vera ragione che ispira tutti i salvatori della patria alata si chiama, ora e sempre, difesa di un privilegio.
Con tutta la politica fuori porta per il ponte lungo, sull’agonia di Alitalia veglia lo studio legale Privitera al quale non si sa chi ha affidato il compito di consultare i sindacati tanto per capire che aria tira. Il fiore dell’imprenditoria nostrana, intanto, resta cautamente mimetizzato all‘ombra di un Passera che ogni giorno rilascia la stessa identica dichiarazione, cioè l’ossessivo ritornello del “salvare si può, noi siamo qua”. Siccome vuol vedere i conti, eccone alcuni di quelli riportati dal Sole 24 Ore di domenica.
Due conti – Perdere un milione di euro al giorno non è facile, ma si può fare. Basta dotarsi di un
management all’altezza, tipo quello che ha deciso di rifare il marchio della compagnia di bandiera. Operazione doverosa, perché quello vecchio risaliva al 1969. La Saatchi & Saaatchi, per la modica cifra di 520 mila euro, l’ha ridisegnato uguale a prima, ma col testo inclinato leggermente a destra. Secondo il Presidente Libonati (Assemblea 2007), i passeggeri hanno gradito moltissimo e si può ben dire che siano clienti soddisfatti. E’ probabile che su tanta soddisfazione abbia influito anche l’impegno pubblicitario della compagnia che, sempre la Saatchi & Saatchi, ha affidato il compito di spendere altri 22 milioni di euro in giro per i media. La stessa notevole magnanimità è stata dimostrata ad altre due società di consulenza manageriale il cui fondamentale contributo al miglioramento della situazione appare assai evidente. La McKinsey ha portato a casa 42 milioni di euro (più IVA) tra il 2004 e il 2006, Accenture (2006) “solo” 30 milioni.
Vip volanti – E, sempre a proposito di sprechi, c’è da dire che il club di “aficionados” di Alitalia è uno dei
più numeroso del mondo. Non i frequent flyers, circa 50.000, ma il “ristretto” gruppo di membri onorari del Club “Freccia Alata”. I momenti d’oro in cui erano 5.000 sono passati, ma ne restano altri 1.300 e la riduzione non ha placato gli appetiti di chi del piccolo privilegio fa una ragione di vita. L’élite comprende membri della corte costituzionale, collaboratori di mammasantissima della politica, giudici della corte dei conti (che sono quelli che fanno le pulci agli altri), soubrettes, cantanti, giornalisti, nani, ballerine e via discorrendo. Vantaggi della tesserina? Salette riservate, prime file e ammennicoli vari: niente di economicamente rilevante, più che altro la soddisfazione di sentirsi gente che conta.
Casta aerea – E, infatti, l’autentica casta dell’Italia volante sono i dipendenti della compagnia e i loro padrini sindacali. Alitalia, nella gestione del personale, è un caso clinico. Se il sindacato più piccolo dell’Enav
(7 iscritti) può far cancellare 320 voli in un giorno, non ci si deve meravigliare se, per contratto, piloti, hostess e stewards hanno diritto a giornate di riposo che durano 33 ore offrendo in cambio giornate lavorative di volo che, di rado, superano i 98 minuti. Sempre 33, numero magico, sono i giorni di riposo per ogni trimestre. Accade che volino, ogni tanto, e quando succede è previsto che vengano nutriti ogni sei ore per evitare decrementi nelle prestazioni. Siccome hanno stipendi che superano di gran lunga la media di quelli pagati dalla concorrenza, ogni stupore sul fatto che siano iscritti al sindacato l’80% degli assistenti e quasi il 90% dei piloti è del tutto fuori luogo. Mica si può mandare a casa tanti affezionati lavoratori così, senza farsi uno scrupolo.
Vendesi e comprasi – Insomma, considerando le mani in cui sta Alitalia, dal management piazzato lì dalla politica che poi pretende voli su aeroporti come Albenga o Lamezia Terme a sindacati che considerano un diritto non andare a dormire a Stresa perché “triste d’inverno”, da molto presunti Vip che esigono salette ovattate per ingannare l’attesa ai dipendenti che volano al posto dei passeggeri paganti per arrivare in ritardo sul luogo di lavoro, c’è da stupirsi che qualcuno serio un’offerta l’abbia fatta. Meno, invece, che abbia alzato i tacchi quando ha capito cosa si sarebbe portato in casa. E ancora meno sorprende che anche Berlusconi, ricevute le osservazioni della UE sul prestito ponte, abbia solennemente minacciato di comprarsela da solo una volta vestiti i panni dello Stato. E di darla alle Ferrovie, altra azienda gioiello del panorama dell’impresa pubblica italiana, altro parcheggio per paraculi finanziato gentilmente dalla cittadinanza. E forse andrà a finire così comunque, perché l’unico luogo veramente adatto per decidere il futuro di Alitalia non è un tavolo con questo o con quello, ma l’aula di un tribunale fallimentare.

























Questo articolo è stato segnalato su ZicZac.it….
…
SONO UN PILOTA COMANDANTE DEL LUNGO RAGGIO.
AZ IL VOSTRO ARTICOLO CONTIENE NOTIZIE FAZIOSE E FALSE .
NON CONOSCO IL VOSTRO ORIENTAMENTO POLITICO E CHI VI PAGA .
SIETE COME SANTORO IN RAI2
INFORMERO’ IL MIO SINDACATO PER VERIFICARE SE LE VOSTRE DICHIARAZIONI RIENTRINO NEL CODICE CIVILE PER DIFFAMAZIONE A MEZZO STAMPA
SE NON SIETE DEI CODARDI V.P. DI PUBBLICARE IL MIO COMMENTO
SALUTI
JULIAN
faccia pure.
Gentile julian, credo che anche Stefano Livadiotti (al quale ho rubacchiato alcune delle notiziole che si leggon qua) sarà lieto di presentarsi. Cito dal suo libro - L’Altra Casta:
1. È scritto nero su bianco a pagina 2 del Regolamento sui limiti dei tempi di volo e di servizio e requisiti di riposo per il personale navigante approvato, con la delibera n. 67 del 19 dicembre 2006, dal consiglio di amministrazione dell’Enac,l’Ente nazionale per l’aviazione civile. Il terzo comma dell’articolo 2 disciplina il «giorno singolo libero dal servizio: Periodo libero da qualunque impiego che comprende due notti locali consecutive o, in alternativa, un periodo libero da qualunque impiego di durata non inferiore a 33 ore che comprende almeno una notte locale»;
2. I numeri tracciano un quadro un po’ diverso e dicono che nel medio-corto raggio gli steward e le hostess (alla fine del 2007, 480 di queste ultime su 4300, cioè l’11%, erano praticamente fuori gioco perché in maternità o in permesso in base alla legge che consente di assistere familiari gravemente malati) restano tra le nuvole per non più di 595 ore l’anno. Vuol dire 98 minuti al giorno, il tempo che molti Cipputi impiegano per fare su e giù tra casa e fabbrica. A titolo di raffronto, un assistente di volo della Lufthansa vola 900 ore, uno della Iberia 850 e uno della portoghese Tap 810. Restando in Italia, una hostess di AirOne si fa le sue belle 680 ore;
3. I piloti, poi, alla cloche sembrano quasi allergici:la loro performance non va oltre le 566 ore, che significano 93 minuti al giorno. I loro pari grado riescono a pilotare per 720 ore all’Iberia, per 700 alla Lufthansa e all’AirOne, per 680 alla Tap e per 650 all’Air France. I nostri, insomma, non sono esattamente degli stakanovisti: in media fanno, tra nazionale e internazionale, 1,8 tratte al giorno, contro le 2,4-2,75 dei colleghi di AirOne. In compenso, sono molto più cari di tutti gli altri. Un assistente di volo con una certa anzianità può arrivare a costare ad Alitalia 86 mila e 533 euro, contro i 33 mila che deve mettere nel conto la compagnia di Toto (AirOne).
Ah, nel suo caso (lungo raggio) pare che i riposi trimestrali siano di 35 giorni, e non di 33, e al termine di ogni volo mi risulta che lei abbia diritto ad un riposo fisiologico pari al numero di fusi orari attraversati moltiplicato per otto, col minimo di 24 ore.
totò turco napoletano tira un sonoro ceffone al guappo di Sorrento
questi con la guancia dolorante, raccoglie il dente caduto a terra e dichiara che sarebbe andato dal dentista per controllare se fosse cariato
in tal caso avrebbe fatto un 48
risultato: riceve altri due calci in culo
se le notizie sono faziose e false come affermato, esiste diffamazione senza equivoci
altrimenti ci si comporta come il guappo di cartone di Sorrento che deve prima controllare dal sindacato/dentista
con la conseguenza di ricevere altri due calci in culo
quando sei martello, dalle
ma quando sei incudine …..statte e meno parli più fai bella figura
Pero’ e’ strano che i sindacati di Alitalia non siano disposti a fare un passo indietro.
Possibile che non ri rendano conto che il fallimento e’ li’ dietro l’angolo?
Mica avran creduto davvero alle promesse di Silvio, vero?
A proposito ma chi vi paga?

C’è anche per voi un prestito ponte?
Ma credete che nelle grandi aziende private avvenga di meglio? In realtà credo sia un problema tutto italiano l’assenteismo dal lavoro e non solo nelle aziende pubbliche e nelle pubbliche amministrazioni. Questo avviene perché se le assunzioni avvengono con le raccomandazioni, è difficile mandare via un impiegato che non adempie al suo lavoro. E se i dirigenti sono i primi assenteisti e si danno premi da milioni di euro l’anno senza motivo, se coloro che dovrebbero dirigere e controllare sono i primi che non rispettano nessuna regola, come lo si può pretendere dall’impiegato? Iniziate a prendervela con chi guadagna milioni di euro l’anno e è un incapace e inetto, poi fino giù all’ultimo impiegato. Allora sì che sarete giusti. Altrimenti sono solo parole… Solo chiacchiere e distintivo.
ma chi è sto povero stronzo che scrive queste notiziuole da carta igenica??
Quanti impegatuzzi e girnalisti da parrocchia eh??
COGLIONI!!
La soluzione è molto semplice.
Visto che sono cosi bravi, si da in mano l’impresa a loro, che se la gestiscano secondo le loro capacità sia imprenditoriali che di esercizio e ponendo la clausola perentoria e ineludibile che non riceveranno un soldo dallo stato*.
Errata corrige: da noi cittadini.
Condivido il contenuto dell’aticolo,perchè rispeccha la reltà.
Spero che il governo Berlusconi,che si definisce liberista,sia coerente nel gestire la soluzione,anche se le prime avvisaglie non sembrano andare nella direzione giusta…….
e’ vero che i trecento milioni per “aiutare” Alitalia sono stati presi nei fondi che comprendono
anche le donazioni di telethon?
No, Daniela. I fondi sono presi dalla disponibilità del Fondo Speciale Rotativo per l’Innovazione Tecnologica. Questo stabilisce il Decreto Legge del 23.04.2008, numero 80, articolo 1, comma 1:
“E’ disposta in favore di Alitalia - Linee aeree italiane S.p.A., per consentirle di fare fronte a pressanti fabbisogni di liquidita’, l’erogazione dell’importo di euro 300 milioni, a valere sulle disponibilita’ di cui alla contabilita’ speciale 1201 (Fondo Speciale, n.d.M.) e in deroga alla procedura di cui alla legge 17 febbraio 1982, n. 46 (Interventi per i settori dell’economia di rilevanza nazionale, n.d.M)”
Trovi i riferimenti sul sito del Governo (http://www.governo.it/Governo/Provvedimenti/dettaglio.asp?d=38924)
Perche’ allora Berlusoni vuole dare altri 300 miioni delle nostre tasse ad un’Azienda cosi’ messa male senza ottenere la garanzia di alcun licenziamento?
Mthrandir, come al solito sono perfettamente d’accordo col tuo punto di vista.
Come ho già detto a più riprese vagheggio un bel fallimento SIA di Alitalia SIA di FS e di un bel rilevamento in blocco da parte di qualche STRANIERO che sappia gestirle per dare la parvenza di un servizio, visto che chi la gestisce ora non è capace.
Ribadisco anche un altro concetto: chi sovrintende la gestione di un servizio dovrebbe provare la sua stessa medicina. Sei a capo delle FS? DEVI utilizzare i treni (NON la tua bella auto blu)! Gestisci i trasporti urbani? DEVI prendere il bus per spostarti…solo così chi gestisce un servizio potrà avere il polso della qualità del lavoro svolto.
E - a giudicare da quanto fanno SCHIFO i livelli di qualità del servizio in Italia - nessuno di questi signori (proprietari ed anche dipendenti, con l’avallo dei sindacati) si è mai preoccupato di mettersi dal punto di vista dell’utente!
Questo è la cultura del diritto ma non del dovere, quindi tutto è dovuto.Oggi manca il rispetto del posto di lavoro.Le caste imperano a scapito del semplice cittadino che ogni giorno è costretto a lavorare per la sua famiglia e per questi bei campioni dell’efficienza.
L’Alitala non è l’unica situazione deficitaria fra poco ci sarà anche quella della RAI altro bel carrozzone che perde anch’essa qualche milione al giorno.
Un professionista non sarebbe così impreciso e non tirerebbe in ballo medie di ore di lavoro giornaliere perchè come sanno tutti le medie dicono tutto e non dicono nulla.
Visto che ha letto il nostro contratto che ne pensa delle 17 ore di lavoro consecutive svolte anche di notte? delle 8 ore di riposo per garantire i voli quando si è fuori base? HA MAI FATTO UN VOLO DI LUNGO RAGGIO? Ha mai sentito parlare di fuso orario? Ha mai fatto 5 partenze di lungo raggio spalmate tra ovest ed est? Si occupi del suo mestiere e parli solo della casta che la riguarda, quella dei giornalisti. Poteva fare il pilota da grande magari l’Alitalia lo avrebbe preso.
Non cediamo alla tentazione di disprezzre o criticare il lavoro altrui perchè è il mondo del lavoro o meglio il mercato del lavoro è una ruota e se va male a noi prima o poi va tocca anche agli altri. Il deprezzamento generale non aiuta nessuno e se c’è qualcuno che sta meglio di noi cerchiamo migliorarci a nostra volta.
Un assistente di volo.
Manuela
“Il terzo comma dell’articolo 2 disciplina il “giorno singolo libero dal servizio” del Regolamento sui limiti dei tempi di volo e di servizio e requisiti di riposo per il personale navigante approvato, con la delibera n. 67 del 19 dicembre 2006, dal consiglio di amministrazione dell’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile. Cito testualmente: “Periodo libero da qualunque impiego che comprende due notti locali consecutive o, in alternativa, un periodo libero da qualunque impiego di durata non inferiore a 33 ore che comprende almeno una notte locale”.”
Professore ciò significa che è valido per tutte le compagnie italiane e non solo per Alitalia; inoltre è in armonia con la normativa comunitaria a cui devono rifarsi tutte le compagnie europee.Studia studia