Il produttore del film blasfemo interrogato dalla polizia

di - 15/09/2012 - Nakoula Basseley Nakoula, che diceva di essere solo il produttore, sotto torchio in Canada

Il produttore del film blasfemo interrogato dalla polizia

Un californiano legato alla diffusione del film su Maometto che ha infiammato il mondo musulmano e’ sotto interrogatorio dell’Fbi. Lo ha riferito la polizia.

INTERROGATORIO - La polizia di Los Angeles la notte scorsa ha prelevato da casa Nakoula Basseley Nakoula l’uomo ritenuto l’autore del film su Maometto che ha provocato le rivolte nel mondo arabo. Secondo quanto riporta il Los Angeles Times, poco dopo la mezzanotte gli agenti hanno scortato in un’auto un uomo, che si era coperto il volto con un fazzoletto, per portarlo, come e’ stato precisato in seguito, alla centrale di Cerrito per interrogarlo. (Adnkronos)

177 Commenti

  1. Hyksos scrive:

    se volete apro la bocca e potete inondarmi di tutto lo sperma che avete

  2. agnese scrive:

    Enrico, tu l’hai scritto in molti, in moltissimi post che il tuo sogno è cacciare senza pietà chiunque non sia utile alla Grande Italia, che le risorse e i servizi andrebbero utilizzati solo per gli italiani ( e non per chi paga le tasse in Italia), che gli italiani sono migliori di tutti gli altri: se vuoi , con calma , ti cerco tutti passaggi e te li linko. E allora perchè mi chiedi ” dove avrei scritto che…?”
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    Lo so benissimo che alcuni musulmani erano alleati con Hitler ( ed altri, come i magrebini , combattevano nelle fila degli alleati).
    Avevo un libro molto interessante che riportava due lettere a confronto : una lettera era del Gran Mufti di Gerusalemme, e l’altra di Gandhi, ed entrambe erano dirette ad Hitler; nei prossimi giorni ( non stasera perchè sono stanca) te le posto, se le trovo in rete.
    Il confronto è molto bello, perchè l’una riporta le parole di un uomo comune ( il Gran Mufti) che dice ” noi siamo alleati perchè abbiamo gli stessi nemici: gli ebrei e gli inglesi”, e l’altra, ben più famosa, riporta le parole di un uomo eccezionale ( Gandhi).
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    Quello che probabilmente tu non sai è che forse questa Santa Alleanza c’è ancora: anni fa ho letto un libro “Diario di un naziskin” di Ingo Hasselback, se ricordo bene; c’era scritto che molti neonazi avevano organizzato strutture paramilitari , con tanto di divise ed esercitazioni, e che molti di questi nazisti si offrivano volontari nelle guerre; l’ultima volta che Ingo ebbe notizie di loro, erano alleati di Saddam Hussein, nella guerra del Golfo.
    Questi neonazi erano gli stessi che aggredivano gli immigrati turchi, che volevano cacciare gli stranieri e che amavano tanto la loro patria: Riuscivano ad essere profondamente antiislamici ed antisemiti e misteriosamente alleati di Al Qaeda… mah!
    La cosa lascia stupiti, ma non troppo: entrambi i gruppi sono ( purtroppo bisogna scrivere “sono” e non “erano”) molto simili nel loro essere così categoricamente convinti di rappresentare l’unica cosa giusta e santa e nella lotta contro gli infedeli colpevoli di essere diversi.
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    Ora capisci perchè ti ho detto che i fondamentalisti amano i tipi come te e perchè ti ti ho salutato con “insciallah”?
    Ribadisco comunque che non volevo essere offensiva…
    Ciao!

    • Enrico scrive:

      No guarda,non mi offendi affatto;è che riesci sempre di più a stupirmi,per via dei tuoi argomenti-che lo confesso-sono realmente”disarmanti”!Ma cercherò-con pazienza e serenità-di risponderti in modo esaustivo:
      Dunque,io NON ho mai dichiarato che gli italiani sono”migliori e\o superiori”agli altri;NON ho mai dichiarato di voler”cacciare via senza pietà chiunque non sia utile alla Grande Italia”,ma invece che in un contesto socioeconomico come questo,cioè di crisi,di disoccupazione,di impoverimento per moltissime famiglie italiane(e non solo),l’immigrato regolare(perchè quello clandestino non dovrebbe neanche trovarsi sul territorio)che perde il posto di lavoro-e non riesce più a ricollocarsi in tempi congrui-dovrebbe tornarsene in patria,e in ciò davvero non ci vedo nulla di strano nè di”spietato”;se l’immigrato(regolare)aveva avuto-in tempi passati-la possibilità di un’occupazione,e adesso quel posto di lavoro non ce l’ha più,non comprendo davvero perchè debba continuare a restare in Italia;bastano e avanzano i nostri,di disoccupati,senza doverne aggiungere di stranieri;io stesso,che ho lavorato all’estero,ti posso garantire che è così dovunque,e che questa curiosa visione di ostentata pena e compassione per chi-straniero-non ha un’occupazione stabile e regolare o addirittura non l’ha mai avuta,è UNICAMENTE ITALIANA;vabbè che in Italia il vaticano e il partito comunista più grande dell’occidente hanno inevitabilmente lasciato-e lasciano tuttora-il segno,con tutto ciò che questo comporta,ma continuare ancora così,dopo tutti i danni che sono stati provocati,e soprattutto in una crisi qual’è questa,è peggio che stupido,è suicida!
      Ma andiamo avanti;secondo me tu tiri in ballo il nazismo-accostandomene i principi-in modo surrettizio e improprio,poichè non c’entra nulla l’ideologia nazionalsocialista con quanto io vado dicendo,anche perchè io NON PERSEGUITO NESSUNO,ma al contrario,sono arcistufo di sentirmi io perennemente in colpa e sotto inquisizione,per esprimere quello che-sono sicuro-la maggioranza degli italiani prova e condivide con me,che NON E’XENOFOBIA NE’RAZZISMO,MA UNICAMENTE SANO,NATURALE E NECESSARIO ISTINTO DI CONSERVAZIONE!
      In ogni caso,non mi interessa alcunchè dei nazisti e di Alqaeda,per me sono argomenti superflui e già archiviati;tieni però conto che di balle megatoniche se ne scrivono e se dicono in quantità industriale,e vai a vedere ciò che è vero e ciò che è falso,c’è da diventare matti.
      Io ho postato i miei commenti in seguito ai fatti relativi al filmetto americano sul profeta,e credimi,non riesco a capire perchè sarei io quello che sbaglia nel condannare chi-come è successo-ammazza.devasta e incendia per una pellicola di tale qualità;tu ti illudi che”non provocando”questi criminali,come farei invece io(?),costoro si rabbonirebbero di colpo e diventerebbero mansueti,dialoganti e persino simpatici?La tua ingenuità la trovo commovente,agnese,non avermene per questo,ma debbo essere sincero.
      Mi ricordo di una storiella che mi insegnarono alle medie(molti anni fa);raccontava di un agnello e di un lupo,che trovatisi insieme a bere dallo stesso ruscello,con l’agnello che beveva l’acqua a valle di dov’era il lupo,si sentì rimproverare da quest’ultimo che lui(l’agnello)gli sporcava l’acqua!L’agnello provò a tergiversare dicendo giustamente che ciò non era possibile,in quanto l’acqua correva dal lupo verso di lui,e non viceversa,ma il lupo,stanco di quel battibecco,balzò comunque sul povero agnello e lo sbranò;morale della favola:ogni pretesto è buono per giustificare i delitti dei violenti contro i più deboli!Ecco dove va a sbattere la tua tesi sugli”opposti estremismi”.
      Per concludere,voglio ribadire con forza la mia assoluta ripugnanza per la violenza,fisica e morale,ma nel contempo ribadisco la mia determinata volontà di difendermi,se aggredito,per il principio della legittima difesa e in nome dell’istinto di conservazione,cosa auspicabile per tutti e non solo per me;personalmente non credo che sia bene porgere”l’altra guancia”,chi eventualmente mi colpisse farebbe bene ad aspettarsi una mia reazione,perchè non ho la vocazione al martirio;
      Ultimissima cosa:la fede è un grande dono,ma si deve essere anche realistici;aspettare che Dio aggiusti i nostri problemi e le nostre sciagure può essere utile a non disperare,ma io ritengo che Dio si aspetti che anche noi facciamo la nostra parte su questa terra,se no che ci avrebbe messo a fare al mondo?

      • agnese scrive:

        Non ho mai detto che non provocandoli si rabbonirebbero, ma che non provocandoli inutilmente essi avrebbero meno seguaci e, di conseguenza , meno potere.
        Quello che loro vogliono è essere provocati e se noi li provochiamo facciamo il loro gioco: davvero intelligente.
        Inoltre tu vedi le persone o bianche o nere, invece la maggior parte delle persone sono grigie, con varie sfumature.
        Anche io e te siamo grigi, più o meno tendenti verso il nero o verso il bianco.

      • agnese scrive:

        ,ma io ritengo che Dio si aspetti che anche noi facciamo la nostra parte su questa terra,se no che ci avrebbe messo a fare al mondo
        .
        Domanda da 100 milioni , ammesso che Dio esista e che sia stato lui a metterci su questa terra.
        .
        Ma che cosa dobbiamo fare, qual è la nostra parte?
        .
        Io credo, parlando misticamente e non realisticamente, che ci sia qualcosa di più importante di Dio stesso ( ameno che Dio sia proprio questo): la coscienza collettiva , il senso universale di Bene e di Giustizia.

        • Enrico scrive:

          Un discorso così difficile-per chiunque-è reso ancora più complesso dal fatto che sui blog i commenti si accavallano,appaiono il giorno dopo,spesso le domande e le risposte sono sistemate in sequenza incoerente,ecc.;ma a parte questi problemi,proverò a rispondere ugualmente a qualche tua domanda,non credo proprio di avere tempo e capacità per rispondere a tutti i tuoi post,che sono un bel pò;dunque,sulla domanda da 100 milioni,su cioè cosa dobbiamo fare,e qual’è la nostra parte,io ritengo che l’arcinoto”libero arbitrio”sia alla base dei nostri comportamenti,poichè se non fosse così,se tutto fosse già predestinato,non avrebbe alcun senso essere al mondo,se non per quello del meccanicismo casuale;bada però che questo principio ha almeno 2 fondamentali implicazioni:la prima è che noi possiamo scegliere COSA fare(limitatamente alle nostre possiblità e al contesto nel quale ci siamo venuti a trovare);la seconda è che se Dio non esistesse-ed è una possibilità-allora,non avrebbe senso la predestinazione,in quanto nessuna entità superiore potrebbe predestinare alcunchè,ma resterebbe comunque inalterato il principio del libero arbitrio;perciò-secondo me-la nostra parte è quella di cercare di migliorare noi stessi e gli altri,di convivere il meno malamente possibile con il nostro prossimo,ma anche di avere il coraggio,la determinazione e l’energia per cntrastare il male,e qui tutto si complica,perchè cos’è il male?Per me e per te il male è uccidere,rubare,devastare e violentare,ma questa concezione è tutt’altro che condivisa dalle varie culture e religioni dell’umanità;come si fa a dialogare con chi pretende di convertirti per forza,pena la morte o soprusi di ogni genere,o con chi ritiene giusto lapidare gli adulteri,o ammazzare gli apostati?Per me è impossibile,e infatti non ci provo neanche;ma tu invece ritieni che se noi non li”provocassimo”,sarebbero più miti e ragionevoli,ma ti sbagli;La favola di Esopo del lupo e dell’agnello è troppo nota perchè tu non la conoscessi,certo,ma è esattamene lo specchio della nostra situazione;con una variante:l’agnello può-se lo vuole-trasformarsi in leone-con le ovvie conseguenze per il lupo!Un altro punto è quello relativo alla mia”ingenuità”sull’appello all’unità e alla solidarietà tra italiani;adesso sei tu che credi che io caschi dal pero;so molto bene quanta cattiveria,incomprensione,rancore e malignità esistano tra le persone,le famiglie,i ceti sociali e le categorie economiche del nostro paese(ma non solo);PROPRIO PER QUESTO E’NECESSARIO PROVARE A INTACCARE QUESTA DURA CROSTA CHE SI E’INCANCRENITA NEL TEMPO CON APPELLI ALLA SOLIDARIETA’E ALL’UNITA’ENERGICI E COSTRUTTIVI;poi è chiaro che ognuno farà come vorrà,ma per come la penso io,non si deve lasciare mai nulla di intentato.Se noi italiani e gli occidentali in generale,non si renderanno conto al più presto della minaccia che incombe sulla nostra civiltà,sulla nostra cultura,e sui noi stessi-persone fisiche-e non prenderemo TUTTE le contromisure necessarie,allora il nostro destino sarà davvero segnato.Un cordiale saluto.

          • agnese scrive:

            Vorrei precisare meglio una cosa , Enrico.
            Io non credo che sia possibile andare da Ahmadinejad e dirgli “dialoghiamo?”, e lui: “sì che bello” e si va tutti insieme in pizzeria.
            Io credo che agendo in modo intelligente ( che non vuol dire solo SAPER dialogare[ preciso SAPER DIALOGARE: solo DIALOGARE non basta]) si possano togliere ad Ahmadinejad un po’ di simpatizzanti e di gregari, cioè di FORZA e POTERE.

          • Enrico scrive:

            Secondo me confidi un pò troppo nell’intelligenza;uno stupido non capisce-o capisce poco e male-ciò che gli dice uno intelligente(e può accadere anche il contrario)!

          • agnese scrive:

            Può darsi Enrico, ma io ho precisato che la comunicazione non può esserci con tutti, e non solo per le diverse intelligenze ( lo sai che le intelligenze sono 9?).
            Comunque , se anche funzionasse con una sola persona…
            .
            Secondo me ha detto bene Rocco: di fronte certe cose, come il traffico di uranio, non possiamo comportarci da agnellini fiduciosi,ma è inutile e controproducente , in questo frangente ,attaccarsi a cose sciocche come la libertà di satira ( che pure è importante) .
            Secondo me , inoltre, le religioni e le sensibilità degli altri non andrebbero mai offese, neppure la cristiana…

  3. agnese scrive:

    Libera commenti

  4. Enrico scrive:

    No comment?

    • agnese scrive:

      No comment sul fatto che sia realistico diventare l’incredibile Hulk, almeno per me, poi non so se tu sei un karateka.
      Cosa c’è di così irrealizzabile nella mia opzione b?
      Io se subissi un’aggressione cercherei di comportarmi così, anche perchè so benissimo che non posso stendere ( quasi) nessuno con un sinistro e il gesto servirebbe solo a peggiorare la situazione.
      Cioè… non nego che potrei agire in modo irrazionale e provare a picchiare, ma a mente fredda non mi pare una buona soluzione. Paradossalmente, sono più convincente a parole: i malviventi potrebbero desistere, se non altro per evitare la ramanzina, poveretti! ;-)
      Buonanotte!

      • Enrico scrive:

        Cara agnese,tu hai i tuoi punti di vista che io fatico persino a leggere,ma non importa;è giusto che ciascuno di noi possa manifestare liberamente il proprio pensiero!

        • rocco scrive:

          Enrico, non devi far fatica a leggere, devi solo rispettare il pensiero altrui e prenderne atto, esattamente come facciamo noi. Quanto alla mia fede, quantunque radicata, non deve essere strumentalizzarla. Credevo fosse chiaro che mie convinzioni sono state espresse dal punto di vista sociologico.

          • rocco scrive:

            Scusate, intendevo “strumentalizzata”

          • rocco scrive:

            Continuo in altro post per chiarire meglio il mio pensiero riguardante la convivenza nella comunità globale.
            Ritengo che la convivenza internazionale debba essere gestita con l’arma della diplomazia. Prendete quel pazzo di Ahmadinejad, che crede di prenderci tutti per culo, con i suoi esperimenti all’uranio: lo sappiamo bene dove vuole arrivare, ma dobbiamo essere cauti, perché in caso di guerra, lui sarebbe annientato, ma morirebbero molti innocenti, come è accaduto ad Hiroshima. La differenza è che quell’orribile costo fu pagato per arrivare all’armistizio. Faccio un altro esempio più semplice: se il Sindaco di Napoli avesse i mezzi per contrastare il mercato di droga di Scampia, dovrebbe abbattere fisicamente quei quartieri, favorire un’edilizia popolare e “diluire” tra le persone civili quei loschi personaggi, anche servendosi di qualche ammortizzatore sociale. Solo in quel modo essi potrebbero crescere in una cultura qualitativamente omogeneizzata. Ma tutto ciò comporterebbe inevitabilmente dei sacrifici sul piano sociale da parte delle persone “civili”. Il discorso non cambia sul piano internazionale, ma volendo essere pragmatici, io non posso venire a casa tua criticando la tua fede, l’organizzazione della tua casa, dei tuoi figli e perfino la tua sessualità. Fin quando ciascuno rimane a casa propria può decidere se sulla pizza ci metti la mozzarella o il fiordilatte, oppure se la Nutella debba essere fatta con le nocciole, cioè puoi mantenere la tua identità, limitando i contatti alle questioni internazionali. Quando invece sei globalizzato ti dovrai comportare come il Sindaco di Napoli che ho illustrato sopra. Ecco perché ritengo che la globalizzazione non migliori i rapporti tra i popoli, infatti il progresso si sostanzia in primis negli scambi interculturali, p.es. significare al popolo Arabo che noi rispettiamo il loro credo, ma anche il rispetto delle donne e dei bambini è indice di civiltà, che tagliare la mano ad un ladro non significa fare giustizia, ma essere barbari, non avere uno Stato di diritto; se non hai uno Stato di diritto non puoi essere né libero né civile. Tutto questo avviene con un lungo processo di sedimentazione, fatto con tolleranza e cautela, altrimenti tale ingerenza diventerebbe una violenta crociata che avrebbe solo l’effetto dell’intolleranza di quei popoli, senza ottenere alcun risultato. You understand?

          • Enrico scrive:

            Mi sembra di avere rispettato il tuo e l’altrui pensiero,ma a me pare che tu vuoi anche che io lo debba condividere,e questo francamente,mi sembra un pò eccessivo;Mmeno male che il”nazista”sono io!

          • Enrico scrive:

            Aggiungo-per correttezza-che comunque condivido il tuo ultimo post,e sono d’accordo con te.

        • agnese scrive:

          Comunque è chiaro che ero ironica, Enrico; nel momento in cui subisci un furto, ad esempio, difficilmente riesci a convincere qualcuno a non rubare, anche se ciò non è impossibile.
          Invece sarebbe possibile rieducare alcune persone che si trovano in carcere ( non tutte, naturalmente), agendo nel modo giusto.
          Mi sa che tu ti sei però soffermato sul dialogo, che rappresentava un minimo aspetto della mia opzione b ;D ) e non sull’osservazione di dettagli per individuare ed identificare le persone e per carpirne i punti deboli.
          Ovviamente il tutto va riportato ai gruppi estremistici, però in una vera aggressione , io riterrei molto più razionale osservare e capire piuttosto che reagire ( a meno che non se ne presenti l’occasione, ma in quest’ultimo caso la reazione offensiva sarebbe una diretta conseguenza del ” capire i punti deboli” e non un’aggressione a caso).

  5. Enrico scrive:

    @agnese:ti ho risposto,ma per adesso non vedo il mio commento…forse domani.

  6. agnese scrive:

    @ enrico
    Scusami, ho pochissimi tempo per risponderti e ammetto che non ho letto per intero i tuoi ultimi post ( per mancanza di tempo).
    Ci credo che fai fatica a seguire i miei discorsi, perchè non ne cogli affatto il senso generale ( sembrano qualcosa fuori dal mondo, per te).
    Come fai a scambiare il mio pessimismo cosmico leopardiano con l’ ingenuo candore di chi è convinto che basti dialogare per risolvere problemi irrisolvibili? Come fai a scambiarmi per una persona così ingenua da dovermi rammentare le favole di Esopo?
    Io l’ho scritto più di una volta che con alcuni è possibile dialogare e con altri no, e se anche non l’avessi scritto, io e te siamo la dimostrazione vivente che fra alcune persone il dialogo è proprio impossibile.
    Ma con altri è possibile, e se ciò servisse anche per una sola persona, quella sarebbe una persona in meno per al qaeda .
    Dicono il Talmud e il Corano ( in pieno accordo): chi salva una vita, salva la vita del mondo intero.
    .
    Non pensare che io caschi dal pero quando dici che dappertutto funziona così , che all’estero noi italiani saremmo cacciati senza un lavoro produttivo: lo so bene che il mondo funziona ed ha sempre funzionato così.
    Per questo non sono stupita che AL QAEDA stia cercando di conquistare il potere… non abbiamo fatto forse lo stesso anche noi?
    Solo dopo, molto dopo , siamo diventati democratici.
    Ed è chiaro che noi cerchiamo di impedirglielo in tutti i modi: ma se loro risulteranno più forti di noi ( e più adepti, martiri e Kamikaze riusciranno a conquistare, più saranno forti) non ci sarà incredibile Hulk che tenga e che possa impedirglielo.
    Tutto al mondo passa e quasi orma non lascia… non pensare che il mondo occidentale come lo abbiamo conosciuto noi sia eterno.
    Noi potremmo al massimo allungargli la vita,se fossimo capaci di agire con intelligenza e di adottare strategie a lungo termine, invece di fare gli incredibili Hulk; ma siamo stupidi, come genere umano intendo, e quindi incapaci di difendere quel poco di buono che siamo riusciti a creare.
    So bene come funziona il mondo, so bene che chi non è produttivo deve andarsene fuori dai coglioni e non farsi vedere, così non disturba ( trovo solo ingenuo il tuo tentativo di creare una solidarietà nazionale: perchè fra italiani dovrebbe essere diverso? Fra italiani vale lo stesso principio e se non sei produttivo o utile non vALI nulla!); ma allora non possiamo gridare allo scandalo se gli altri applicano lo stesso principio con noi.
    .
    Una sola strada non è mai stata intrapresa- e mai lo sarà – nella storia: quella della solidarietà fra esseri umani.
    Non sono nè ingenua nè idealista, solo mi chiedo chissà cosa succederebbe se per una volta venisse intrapresa.
    ( per la verità, una volta almeno nella storia è successo qualcosa di simile: dopo la crisi del 29, è stata adottata l’economia keynesiana: peccato solo che si basasse sul debito- consumismo e non sulla solidarietà, ed ora il sistema sta implodendo)
    Ciao.

  7. gnese scrive:

    Enrico, ti ho risposto, ma il commento non è stato ancora pubblicato.

    • agnese scrive:

      @ rocco
      E’ vero che nell’era pre- globalizzata ogni nazione era più libera e poteva decidere cosa mettere sulla pizza o nella nutella, ma sicuramente, quando si è passati al nazionalismo sono sorti gli stessi problemi ( pensa solo a nord- sud).
      .
      Una variante notevole, secondo me, è la qualità della tecnologia che l’uomo sta manipolando senza averne un’intelligenza adeguata: la tendenza a volere sempre di più e quindi a globalizzare c’è sempre stata, ma l’inquinamento, il nucleare , la deforestazione , ce li ha solo la nostra generazione.
      Tu che sei religioso, non era il profeta Daniele che parlava di una generazione che avrebbe distrutto il mondo?
      .
      PS: mi piace molto il tuo discorso su Scampia, e , razionalmente e realisticamente parlando, sarebbe intelligente applicarlo a tutto il mondo, e non per la globalizzazione in sè, ma per la pericolosità delle tecnologie che stiamo maneggiando .
      Ciao

  8. agnese scrive:

    @ Enrico
    Non sono una credente nel senso classico del termine, diciamo che sono una “sperante”, ma senza struttura, nel senso che non appartengo a nessuna religione strutturata ( e soprattutto non sono cattolica).
    Diciamo che a volte manifesto una componente un po’ …”mistica”, ma è una cosa mia, non seguo nessuna teoria e temo moltissimo le sette new age.
    Hai detto una cosa verissima: io sono profondamente convinta che nell’insieme chi compie atrocità non sia diverso da chi non le compie, anche se ci sono differenze INDIVIDUALI.
    Mi spiego meglio, PREMETTENDO CHE IL COMPORTAMENTO DEI MAFIOSI E FONDAMENTALISTI NON é ACCETTABILE: se prendi 1000 italiani non criminali, 1000 criminali ( mafiosi, ecc) e 1000 fondamentalisti islamici, a livello statistico non ci sono differenze INNATE (ovvio che ci siano differenze culturali e di comportamento) fra i diversi gruppi.
    Ci sono invece differenze sostanziali fra i singoli individui: alcuni sono più sensibili e tendenzialmente ragionevoli ed altri molto meno, ma sono equamente distribuiti all’interno dei tre gruppi, anche se in genere chi raggiunge posizioni di potere è meno sensibile.
    .
    Quello che ci confonde , che ci inganna, sono tre cose, per me:1) la maggior parte degli uomini ha una sensibilità ed una ragionevolezza molto basse ( ecco perchè vediamo gli altri cattivi: perchè sono come noi); 2) tutti viviamo nell’incapacità di capirci per davvero ( a proposito di religione, questo è chiaramente scritto anche nella Bibbia: gli uomini stavano diventando troppo potenti e stavano costruendo una torre alta fino al cielo, così il dio geloso del vecchio testamento , per impedirgli di farlo decise di confondere le loro lingue in modo che non potessero più capirsi); 3) tutti tendiamo ad assumere la “forma” del nostro gruppo di riferimento in modo acritico e lo vediamo diverso e migliore degli altri; hai presente le classiche illusioni ottiche? Ecco , si tratta di una specie di illusione ottica.
    PREMETTO CHE IO NON CREDO CHE LE AZIONI DEI MAFIOSI E DEI FONDAMENTALISTI SIANO UGUALI A QUELLE DEGLI ITALIANI “NORMALI”: IO PARLO SOLO DI INDIVIDUI E DELLA LORO ESSENZA, NON DI COMPORTAMENTI.
    .
    Ti dico però che la mia non è un’ideologia, è una percezione del mondo, spesso dolorosa, che non vorrei avere , ma che ho fin da piccola.
    Fin da piccola io vedevo il mondo così… forse è un’illusione ottica, non so.
    Forse è una malattia, o forse è il mio Karma :-D ( sono anche un po’ buddista!).
    .
    Comunque crescendo mi ha fatto piacere scoprire che non sono l’unica, che le ricerche e gli esperimenti di psicologia mi danno ragione e mi ha procurato un grande piacere intimo leggere concetti come “banalità del male” di Hannah Arendt e Stanley Milgram , “effetto lucifero” di Zimbardo, ecc.
    Ultimamente mi sono appassionata a un neurologo e psicologo inglese, Simon Baron Cohen ( dev’essere il cugino di Sasha Baron Cohen) che sta studiando le differenze di empatia fra gli individui.
    Mi picciono queste cose , proprio perchè corrispondono a percezioni “dolorose” che io ho sempre avuto.
    .
    Posso farti una domanda? Siccome una volta ho letto un tuo commento dove dicevi che credi alle razze… ma tu credi che le differenze siano innate e biologiche?
    Se il corso della storia fosse andato in modo diverso- alla sliding doors – ed ora i fondamentamentalisti fossimo noi cattolici, tu, Enrico, credi che saresti diventato un fondamentalista e saresti andato a bruciare le ambasciate?
    E se anche non l’avessi fatto tu, credi che altri italiani lo avrebbero fatto?
    Ora ti saluto, ciao!

    • agnese scrive:

      Sai , riflettedo meglio sui nostri… “campioni di individui”, penso che si debba fare una precisazione: se prendiamo mille criminali italiani da un quartiere a rischio, ad esempio Scampia o lo Zen di Palermo, oppure se li scegliamo fra i mafiosi, penso che non ci siano, a livello statistico, differenze INNATE di sensibilità e ragionevolezza rispetto al resto della popolazione; se invece prendiamo 1000 individui dalle carceri , a caso, ci potrebbero essere delle differenze statistiche, perchè le persone con empatia pressochè nulla tendono ad avere maggiormente un comportamento deviante: è il caso degli psicopatici, ma anche dei narcisisti ( secondo alcuni Breivik ed Erika De Nardo sarebbero narcisisti).
      Però non sempre i narcisisti sono delinquenti, anche se riescono lo stesso a fare molto male: anche le persone estremamente concentrate su sè stesse, sulla loro immagine e bellezza sono narcisiste : non commenttono alcun reato e non sono perseguibili, ma vedono solo i propri bisogni e il proprio egoismo, tendono a sfruttare gli altri e quando non gli servono più li abbandonano senza tanti patemi d’animo.
      Buona serata!

      • rocco scrive:

        Potresti considerare le teorie del Lombroso.Sarebbe come studiare il superio cominciando dal vecchio Sigmund Freud, un inizio validissimo. Se sono ancora valide le teorie del criminale nato e del criminale pazzo, riusciremmo a classificare da Hitler a Breivik a Provenzano a Schiavone, concludendo che ciascuno di loro ha un comune denominatore.

        • agnese scrive:

          No, guarda, sei completamente fuori strada: Il Lombroso non c’entra un fico secco.
          Può darsi che un domani ci diranno ” Scusate tanto, ci eravamo scusati”, ma per ora le teorie di Baron Cohen sono considerate valide e scientifiche, scansioni cerebrali, neuroni specchio e dati statistici alla mano.
          .
          Egli è considerato uno dei maggiori studiosi a livello mondiale dell’autismo, pertanto di empatia se ne indende.
          Sembra che siano stati identificati anche dei geni dell’empatia, ma non ci metterei la mano sul fuoco.
          E questo, naturalmente , non c’entra nulla col razzismo, anzi… è come dire sono stati identificati i geni responsabili del diabete, malattia diffusa fra tutte le etnie.
          E ci sono studi specifici su come i traumi possano influire sullo sviluppo del circuito dell’empatia.
          Puoi informarti se non ci credi, come immagino farai: certo, sarebbe stato meglio informarsi prima di commentare.

          • agnese scrive:

            Scusa, avevo dato per scontato che il tuo commento fosse completamente ironico, ma ora , rileggendo , non ne sono più sicura.
            Che intendevi con rispolverare il buon Cesare?

          • agnese scrive:

            Naturalmente volevo scrivere ” Scusate ci siamo SBAGLIATI”

        • agnese scrive:

          Do per scontato che il tuo commento non fosse ironico e ti rispondo seriamente ;d.
          La teoria del criminale nato non è valida: nessuno nasce criminale.
          Invece sta prendendo piede questa concezione di differenze innate di empatia ( anche se i traumi e le esperienze infantili influiscono persino sulle strutture cerebrali perchè il cervello è plastico).
          Baron Cohen individua alcune tipologie a zero empatia, e le suddivide in zero positive ( cioè persone che non fanno del male e spesso possiedono doni nascosti, come autistici ed asperger) e zero negative ( persone difficili: psicopatici, personalità antisociali, disturbo narcisistico di personalità , border line).
          Questi ultimi, sono considerate persone insensibili ed in particolari contesti è più facile che delinquano.
          Ma nessuno nasce criminale, e soprattutto non c’entrano nulla le “razze” o i tratti somatici, la conformazione cranica, ecc.
          Per ora sembrano studi accettabili, ma può benissimo darsi che si tratti di un grande abbaglio, come già successo in passato.
          Ciao!

          • agnese scrive:

            In base a questi studi l’empatia non è come una lampadina, o accesa o spenta, ma assomiglia a una lampada regolabile , con diverse intensità e diverse sfumature, che dipendono anche dai diversi momenti della vita e dai diversi contesti.
            Siamo tutti classificati in base ad una scala a 7 livelli, da 0 A 6.
            La maggior parte delle persone si colloca fra il 2 il 4 ( livello molto basso); inoltre ci sono più uomini al livello 4 e più donne al livello 5.

          • agnese scrive:

            Poi, la cosa più importante: si può essere educati all’empatia e la si può stimolare, anche se difficilmente qualcuno passerà dal livello 1 al livello 5 e gli zero negativi restano un problema.

        • agnese scrive:

          Comunque è vero che c’è un filo conduttore da Lombroso a Baron Cohen, anche se quest’ultimo non è un criminologo: sì , è un po’ come studiare il super-io partendo da Freud, sebbene Freud sia ancora molto più attuale del Lombroso:Freud ha farcito il suo concetto di super-io con teorie che ruotano attorno alla paura di castrazione e all’invidia del pene ( e in questo modo pretendeva di spiegare anche le differenze fra uomini e donne -_-), ma il concetto in sè rimane : qualcosa di sociale, che sta sopra il nostro io , che ci limita anche nella libera espressione dei nostri istinti.
          Lombroso invece riteneva che i criminali fossero geneticamente involuti in tutti i loro aspetti.
          Il concetto “non rimane”, anzi, le persone con bassa empatia hanno spesso molto successo e raggiungono posizioni di comando, in tutti i settori, più degli empatici.
          Quello che resta è il principio dell’ innatismo di alcune caratteristiche temperamentali , che in realtà non era mai stato abbandonato a livello intuitivo, sebbene fosse screditato a livello scientifico ( ma si sa che la scienza, come la storia, procede per corsi e ricorsi).
          .
          Il vero problema è quello della punibilità: le persone non empatiche agiscono seguendo il loro egoismo: ciò deve essere considerato una malattia, non devono essere punite?
          In realtà, tolto l’aspetto della mancanza di empatia, spesso queste persone non sono malate, anzi a volte raggiungono posizioni di potere più degli empatici: può passare il principio che deve esere punito solo chi è più sensibile ed è in grado di sentirsi colpevole?
          In altri casi invece tali persone soffrono e vanno frequentemente in crisi ( border line, alcuni antisociali) anche se il sospetto che manipolino e che “ci marcino” è molto forte.
          Il principio della non punibilità dei non empatici oscilla paurosamente fra il giusto e il perverso, senza ssfiorare la via di mezzo.
          Sono problemi insolubili, forse ogni caso dovrebbe essere giudicato a parte.
          Ma da chi? Anche questo è un problema…

          • rocco scrive:

            Cara Agnese, ti confermo che il mio commento NON era affatto ironico. Ho sempre creduto nella teoria del criminale nato e di quello pazzo. Pur non essendo nè uno psicologo, nè uno psichiatra, ho avuto modo di riscontrare in questi individui gli stessi tratti somatici accompagnati dal profilo crminale. E’ evidente che la tua competenza è diversa dalla mia e quindi ti ringrazio del contributo, prendendo per buono ciò che assumi.

          • rocco scrive:

            Comunque, Agnese, in merito al tuo dubbio sulla punibilità dei più o meno empatici, concluderei per quest’ultima, escludendo comunque ogni tipo di esimente. Tuttavia, occorre considerare che nella scienza penalistica, il concetto di volontà è fondamentale nella configurazione del reato.

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