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(Giulio Borghini)
Ho provato a spulciare notizie dai vari siti ufficiali siglati Forza nuova, Azione Sociale, Fronte Sociale Nazionale, Fascismo e Libertà, Nuovo ordine Nazionale. Purtroppo, ho potuto tracciare sommariamente quello che avevo immaginato nella mia mente. Mi risulta impossibile definire la grandezza e la gravità di tutto quello che esiste nei siti sopra elencati. Temi come l’aborto, l’omosessualità, il razzismo, il cameratismo, l’apologia del fascismo, la violenza, lo squadrismo, mi hanno scosso.
Scosso perchè in Italia, dal 1952, una legge ormai quasi dimenticata, vieta l’esaltazione di principi, esponenti, fatti o metodi del fascismo e le sue finalità antidemocratiche.
Attribuisce inoltre reato commesso da chiunque faccia propaganda per la costituzione di un associazione, di un movimento o di un gruppo avente l’obiettivo di riorganizzare il disciolto partito fascista, denigrando perciò i principi democratici, fondamentali, la democrazia stessa, le istituzioni che la compongono, compiendo propaganza razzista, razziale e abnegando i valori della resistenza.
Alternativa sociale, dei giorni nostri, si parla delle elezioni politiche del 2006 dove faceva parte della coalizione del centro-destra, che nasce però nel 2004 dall’unione di Forza nuova, Libertà d’azione e Fronte Sociale Nazionale; stiamo parlando di Neofascismo, nato dopo la guerra da qualche reduce della Repubblica di Salò, dai FAR ossia fasci armati rivoluzionari, si intende come dottrina politica ed ideologica, ispirata prevalentemente a quelle che furono le mosse e le leggi del Fascismo.
Il Fascismo Italiano, spesso e volentieri, nella memoria relativamente comune, viene considerato come uno dei momenti di lucente prosperità, economica e politica. Fosse anche vero, il seguito, non è da dimenticare. Il Fascismo divenne dittatura nel momento in cui Mussolini decise di sopprire ad ogni costo e fino alla morte la libera opposizione politica, ne fa esempio l’omicidio Matteotti, la libera opposizione ideologica, i giornali non potevano più scrivere sulle squadre d’azione fasciste, dove ritroviamo Balbo e Farinacci, responsabili di scorribande, stupri, violenze, torture con l’olio di ricino, incendi, occupazioni ed omicidi per tutto il paese, intesi come “spedizioni punitive”. Neanche più le assiociazioni antifasciste potevano rimanere in piedi. Datano dal 1925 al 26′ le Leggi Fascistissime, dove si ufficializza appunto la legge sulla Stampa, tutti i giornali dovevano essere diretti da una persona gradita al Prefetto, si vieta il diritto di sciopero, le serrate, l’unico partito ammesso era il Partito Fascista e proprio in questi anni, veniva istituita l’OVRA, la polizia segreta, polizia politica. Rilevò l’incarico di Capo della Polizia Arturo Bocchini, il quale sosteneva che una dittatura senza un’efficace controllo, non era destinata a durare.
Così in Italia, come in Portogallo durante gli anni di Salazar, anche i portieri erano informatori, il clima generale era cauto, spaventato, uno spionaggio ben fatto, capace di far sentire tutti, persone comuni e nello specifico dissidenti, a disagio, perennemente scrutati. Nessuno conosce per certo il signicato dell’OVRA, molti la definiscono “Organizzazione di vigilanza e repressione antifascista” altri “Organo di vigilanza dei reati antistatali”.Diciamo che più del significato, l’OVRA spicca per la sua capacità intimidatoria e repressiva.
L’attentato nel 1926 di Anteo Zamboni a Bologna, concretizzò quello che si definisce “un regime dittatoriale”. Infatti, nel novembre del 26, venne approvata la legge di difesa dello Stato, nacque così un Tribunale speciale, un Generale e cinque consoli della Milizia sentenziavano diffide, ammonizioni, confino e pena di morte. Bocchini poi, nel 2 aprile del 1936, insieme ad Himmler, firmò un protocollo segreto d’intesa tra appunto l’OVRA e la Gestapo. I dissidenti in particolare, venivano schedati da cima a fondo, figuravano nelle famose “cartelle” inclinazioni morali, sessuali, capacità lavorative, caratteristiche fisichi, psichiche. Fù proprio Benito Mussolini verso la fine degli anni trenta a promuovere provvedimenti contro gli ebrei. Vennere rimossi dall’insegnamento, in scuole e in Università, ma non si fermò solo quì. Chiunque, ognuno, tutti, costretti al silenzio, all’ombra e alla paura. Scardinati da posizioni di rilievo, guadagnate negli anni, scienziati, tecnici, lavorati pubblici, privati, assistenti, studiosi, intellettuali. La corrente razzista ispirata a quella tedesca, stava facendo capolino.
Era però possibile continuare a vivere tanquillamente, come prima, bastava soltanto dimostrare che si era nati da un adulterio.
Fascismo e leggi razziali, tanto per non dimenticare. La superiorità della “razza”, “occidentale”, “ariana”, “italiana” e diversa da quella orientale ed africana, diversa da quella ebrea, diversa da quella araba. La chiesa non fù da meno, e questo a volte, tende a dissolversi.
Il gesuita Tacchi Venturi, alla richiesta di abrogazione delle leggi raziali da parte della comunità ebraica italiana, rispose che non si sarebbe interposto, in quanto concordava con i decreti, non con tutti, ma resta che concordava.
Questo mio appunto sottolineato, è volto a “ricordare” fatti narrati sommariamente a tutti coloro che del fascismo estrapolano solamente “il lusso e l’avanguardia che viveva l’italia grazie al duce”.
Anni lucenti? se così fossero definiti, significherebbero la cancellazione di anni di barbarie commesse da fascisti e nazisti, operanti in unione, in stretto contatto e sinergia, durante le deportazioni, durante i rastrellamenti, durante gli arresti, durante le esecuzioni.
Inoltre, se Mussolini non era il mandante, era stato informato. Vennero istituiti dei veri e propri centri sullo studio dei cittadini ebrei, che segnarono poi, la loro condanna a morte, in quanto erano stati elencati dati anagrafici, recapiti etc.. ma non solo le squadre fasciste, erano incaricate agli arresti, le autorità invitavano anche dei semplici aderenti al partito, civili, a compiere gli arresti. Ed erano fascisti, non tedeschi, non la Gestapo.
Quel mattino del 24 marzo 1944, a Roma, alle fosse Ardeatine, Mussolini si era mostrato semplicemente “preoccupato” per i possibili dissensi. Trecentotrentacinque cittadini, rastrellati alla buona, puniti per l’attentato in via Rasella, finirono uccisi. Marzabotto, l’eccidio, parteciparono i fascisti.
In Italia c’erano dei campi d’internamento, fatti per gli ebrei scomodi al regime e per quelli stranieri, altri venivano tenuti nelle prigioni, anche a Roma a Regina Coeli, a Milano al San Vittore.
Ed è curioso che chel 15 marzo del 1944 Mussolini nomina Giovanni Preziosi a capo dell’ “Ufficio per la Razza”, con il compito di far sparire gli ebrei. Per “sparire” si intende spedire nei campi di concentramento ebrei e cittadini misti confiscando tutti i loro beni.
Quindi quando si parla di fascisti, si parla di questo.
Quando si parla di dottrina Fascista, si parla ancora di questo.
Sommariamente, pagine e pagine di documenti validi, testimonianze, racconti si trovano ovunque ed è bene immergere le proprio radici lì.
Rivendicando l’azione fascista. Sempre.
I valori della resistenza. Il rispetto verso coloro che diedero la propria vita, combattendo contro le ingiustizie, le disumane ingiustizie, le agghiaccianti esecuzioni, le barbare retate.
Partigiani italiani, sparsi ovunque.
Figli di Partigiani uccisi.
Mogli di Partigiani uccisi.
Padri e Madri di Partigiani uccisi.
Le Vittime della Resistenza.
Le vittime dei campi di sterminio
Le vittime delle città mutilate e storpiate dai violenti e spietati assassini
Bambini, fosse, stupri, uccisioni, tutto quello che sappiamo e tutto quello che non sappiamo.
il rispetto verso la Resistenza, quel periodo che grazie a loro, uomini e donne, e al loro coraggio, alla loro tenacia, alla loro etica e al loro sacrificio, ha garantito ai cittadini che sono venuti dopo, la Democrazia, il pensiero libero, la sicurezza, la giustizia, la morale, la libertà di esprimere il proprio credo, la proprio inclinazione sessuale, le proprie passioni. Accolgo con tristezza ciò che infanga tutto questo.
Mi duole ammettere che al mondo, in Italia soprattutto, c’è ancora chi, dimentica, o forse mai ha saputo. Una parte di morte dentro di noi c’è, piuttosto cupa, straziante e commossa.
Perchè chi ricorda, è solidale, è pronto a ricordare in ogni momento, soprattutto quando ce n’è bisogno. Ed ora, ce c’è davvero bisogno. Potevamo essere noi, poteva essere nostro padre, nostra madre, il nostro vicino, il nostro professore, il nostro migliore amico, noi. E la storia è destinata a ripetersi se si ignora con questa facilità, superficialità. Non possiamo definire “spacconerie” e ridere sopra a chi con il saluto romano acclama un esponente politico.
Non possiamo sorvolare e sminuire simili gesti.
“Il male e il bene sono tali nella loro essenza,
e non resi buoni o cattivi dal donatore;
ma se vi dà il bene – chiamalo conseguentemente; se
male scaturisce da lui, non nominatelo come mio,
finchè non conoscete meglio la sua fonte vera; e non giudicate
dalle parole, sebbene di spiriti, ma dai fatti
della vostra esistenza, così come deve essere.
Un buon dono è stato fatto dal pomo fatale -
la vostra ragione: che non sia ribaltata
da tiranniche minacce atte a forzarvi alla fede
contro ogni percetto esterno e sentimento interno:
pensate e resistete, e date forma a un mondo interiore
nel vostro petto – là dove l’esterno fallisce;
così sarete più vicino alla natura spirituale,
e guerreggerete trionfando sulla vostra.”
George Byron, Caino, un mistero























