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La rubricadi John B (John)
pubblicato il 16 settembre 2008 alle 12:07 dallo stesso autore - torna alla home

Quanti sanno realmente cosa è successo l’11 settembre del 2001? Proviamo a spiegarlo in meno di diecimila battute.

Questa rubrica tratterà serialmente il debunking di miti internettiani e non. A tenerla, il “terribile” John di crono911

L’ATTENTATO DEL 1993 E L’OPERAZIONE BOJINKA – Nel 1993 un gruppo di fondamentalisti islamici che si ispiravano al pensiero della scuola religiosa integralista egiziana fecero esplodere nel garage sotterraneo del World Trade Center un furgone imbottito di esplosivo con l’intento di provocare il crollo delle Twin Towers. 2861041148 262fdd7403 L11 settembre 2001 in breveL’ FBI individuò ed arrestò quasi tutti gli esecutori, ma uno di essi, Ramzi Yousef, esperto nella fabbricazione di esplosivi, riuscì a sfuggire riparando nelle Filippine dove operava lo zio Khalid Sheikh Mohammed (KSM), affiliato ad Osama Bin Laden e alla sua rete terroristica Al Qaeda. KSM decise di sfruttare le capacità del nipote nella realizzazione artigianale di esplosivi ad alto potenziale: i due progettarono un piano terroristico molto articolato e complesso, che prevedeva l’uccisione del Papa durante una sua visita alle Filippine programmata per metà gennaio del 1995 e la distruzione di una dozzina di aerei di linea americani in volo sul Pacifico. Questo piano (noto come Operazione Bojinka) prevedeva anche altri progetti, tra i quali quello di pilotare un aereo kamikaze riempito di esplosivo contro il quartier generale della CIA a Langley: a questo scopo era già disponibile anche un pilota pronto al sacrificio, Abdul Murad.

2861049914 68376bc0d6 L11 settembre 2001 in breveIMPREVISTI DEL MESTIERE – Un banale incendio nell’appartamento in cui Yousef stava assemblando le sue miscele esplosive provocò l’intervento della polizia filippina: Murad fu arrestato sul posto mentre Yousef riuscì a fuggire ma fu catturato in Pakistan circa un mese più tardi. Anche KSM era riuscito a riparare in Pakistan e a riunirsi ad Osama Bin Laden, dal quale ottenne l’autorizzazione ed i finanziamenti per organizzare un altro progetto ancor più ambizioso: il dirottamento di aerei di linea da utilizzare in missioni kamikaze contro obiettivi sul suolo americano. Un pilota era già disponibile: Hani Hanjour aveva conseguito la licenza di pilota commerciale negli Stati Uniti ed era già inserito nelle liste dei fedeli di Al Qaeda disposti al martirio. Gli altri piloti e gli uomini che dovevano supportarli (muscle hijacker) furono individuati tra gli affiliati originari di paesi considerati amici dagli Stati Uniti e che pertanto potevano ottenere i visti di ingresso senza particolari controlli e formalità (programma Visa Express).

2861072106 570eafd225 L11 settembre 2001 in breveLA PREPARAZIONE – La cellula di Al-Qaeda in Germania, infiltrata negli ambienti universitari di Amburgo, selezionò tre studenti musulmani idonei a frequentare le scuole di volo in USA: Mohammed Atta, Marwan Al-Shehhi e Ziad Jarrah. I tre raggiunsero gli Stati Uniti nel 2000, si iscrissero ad alcune scuole di volo frequentate abitualmente da molti aspiranti piloti arabi e conseguirono i brevetti di volo. Hanjour affinò le sue capacità con un corso per il pilotaggio di aerei di linea. A ciascuno dei quattro piloti fu assegnato un team di quattro “muscle hijacker”: sedici in tutto, uno dei quali però non riuscì ad entrare negli Stati Uniti. Ad Atta fu assegnato il comando dell’intera operazione. Nell’eventualità che uno dei quattro piloti venisse meno, fu inviato in USA un aspirante pilota suicida “di scorta”, Zacarias Moussaoui, che si iscrisse anch’egli presso una scuola di volo ma fu arrestato dall’FBI nell’agosto del 2001 per aver violato le norme sull’immigrazione. L’11 settembre 2001 i quattro team suicidi salirono a bordo di altrettanti voli: due dall’aeroporto di Boston, uno da quello di Newark e uno da quello di Dulles. Tutti i voli erano programmati per decollare intorno alle otto del mattino.

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