“Vi parlo del sistema Maugeri-Daccò”
13/09/2012 - Dagli interrogatori di Mozzali emerge il sistema delle presunte facilitazioni al Pirellone
Gli stanziamenti regionali alla Fondazione Maugeri erano “un sistema consolidato” e “qualsiasi erogazione dalla Regione alla Fondazione passava attraverso un pagamento a Dacco’”.
TUTTO A POSTO - Lo ha dichiarato ai magistrati di Milano, Gianfranco Mozzali, considerato il factotum dell’ex direttore amministrativo del gruppo ospedaliero Costantino Passerino. Mozzali è indagato nell’inchiesta dei pm Laura Pedio, Gaetano Ruta e Antonio Pastore sulla Fondazione Maugeri ed e’ stato raggiunto da una misura di custodia cautelare. Nella stessa inchiesta èindagato anche il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. A verbale Mozzali ha dichiarato anche che l’uomo d’affari Pierangelo Dacco’ “ha detto a Passerino, il quale era preoccupatissimo, di stare tranquillo in quanto lui aveva sistemato i suoi conti in modo tale che non risultassero uscite verso politici o funzionari pubblici e che il denaro rimaneva nella sua disponibilità”.
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PARAMETRI REGIONALI - Nei confronti della Fondazione Maugeri, ha spiegato ancora Mozzali, ci fu un aumento delle erogazioni, per l’indagato “dovuto senz’altro all’azione di Dacco’”, indagato anche nell’inchiesta sul San Raffaele, e che “è anche capitato, in alcuni casi, di elaborare delle ipotesi di delibera, nel senso che calcolavamo il risultato che la Fondazione avrebbe raggiunto qualora fossero stati recepiti determinati parametri dalle delibere regionali”. Inoltre, Mozzali ha parlato del fatto che si temesse di una riduzione dei soldi erogati alla Fondazione Maugeri nel caso fosse cambiata la Giunta regionale della Lombardia: “Se fosse cambiata la Giunta, la Maugeri avrebbe potuto perdere tutti i benefici riconosciuti”, ha affermato. Di questi presunti rapporti con la politica Mozzali parla anche in altri passaggi del suo interrogatorio reso davanti ai magistrati di Milano.
PAROLE DISINVOLTE - Riferendosi a Passerino, di cui era collaboratore, l’indagato, che si trova ai domiciliari, ha detto che l’ex direttore amministrativo della struttura pavese “con Dacco’ usava un linguaggio più disinvolto nel senso che spesso mi riferiva di avergli detto di “darsi da fare col suo presidente” e che si “desse una mossa” a fare quello che lui chiedeva”. Mozzali ha inoltre fatto mettere a verbale che “qualsiasi erogazione dalla Regione Lombardia alla Fondazione passava attraverso un pagamento a Dacco’”. ”Per quanto riguarda il presidente Roberto Formigoni e la Regione Lombardia, gli scenari dipinti dal signor Mozzali – ad essi del tutto sconosciuto – sono privi di qualsiasi fondamento”. E’ quanto si legge in una nota della Regione Lombardia. (Agi / Radicor)
ACCUSE SENZA FONDAMENTO - Giorni fa avevamo raccolto la voce del Corriere della Sera il quale spiegava quale fosse il motivo del coinvolgimento del Governatore della Lombardia. Formigoni è accusato di corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio (da 2 a 5 anni di carcere), aggravata dal carattere transnazionale del reato (aumento da un terzo alla metà), per quasi 7 milioni di euro di controvalore patrimoniale dei molteplici benefit messigli a disposizione da Pierangelo Daccò, ilmediatore ricompensato con 70milioni in 10 anni dalla Fondazione Maugeri per il suo ruolo di «facilitatore» nei rapporti tra questo importante polo privato della sanità italiana (con base a Pavia) e i meandri amministrativi del Pirellone.
I RINGRAZIAMENTI - Un mese prima di questa rivelazione, citando il Fatto Quotidiano, parlammo di un “pizzino”, ovvero di un biglietto di ringraziamenti per il sostegno ricevuto durante le elezioni regionali del 2010, inviato da Roberto Formigoni ai dirigenti della Maugeri: un sostegno dal valore di 500 mila euro. Ne parla a verbale l’ex direttore amministrativo Costantino Passerino. Il 16 luglio arrivò la notizia del sequestro, nell’ambito dell’indagine sulla Fondazione Maugeri, di beni immobili e quote di società italiane ed estere per oltre 50 milioni di Euro. 50 come i conti correnti in numerose banche italiane riconducibili agli indagati e ulteriori accertamenti sono in corso per procedere al sequestro di altre disponibilita’ in banche estere.
GLI OGGETTI SEQUESTRATI - Nello specifico parliamo di 17 immobili di pregio siti in Milano e provincia, presso rinomate localita’ turistiche della Sardegna, della Liguria e a Venezia (nel dettaglio tre immobili presso il Comune di Olbia, localita’ Schina Manna; quattro immobili in Sant’Angelo Lodigiano (LO); un immobile a Venezia; quattro immobili a Milano; cinque immobili in Bonassola); un lussuoso yatch “America” (ex mi amor) di oltre 30 metri, stazionante nel porto di Ancona, riconducibile a Dacco’; quote societarie di numerose societa’ con sede in Italia e all’estero (Svizzera, Olanda, Inghilterra, Irlanda, Usa, Seychelles, Panama, Nuova Zelanda, Lussemburgo, Singapore, Hong Kong); varie automobili di grossa cilindrata e motocicli; circa 1000 bottiglie di vini pregiati per un valore di acquisto superiore ai 300.000 euro che uno degli indagati aveva depositato presso la cantina di un noto ristorante di Milano.
LA RAGNATELA - Stando a quanto espresso da una nota al momento del sequestro, è stata accertata l’esistenza di un’associazione a delinquere transnazionale finalizzata a plurimi reati tra cui il riciclaggio e reimpiego di denaro di provenienza illecita, l’appropriazione indebita pluriaggravata ai danni della Fondazione Maugeri, la frode fiscale, l’emissione di fatture per operazioni inesistenti. Pertanto, in considerazione degli ingenti “fondi neri” illecitamente accumulati all’estero, della complessità della “ragnatela” di veicoli societari e di conti correnti costituiti in diversi Paesi, al fine di ostacolare la ricostruzione dei flussi di denaro e, infine, del carattere transnazionale dei delitti commessi, l’Autorita’ giudiziaria ha disposto il sequestro preventivo del profitto dei reati contestati anche “per equivalente” laddove non sia possibile reperire le somme direttamente pertinenti il reato.
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