L’ebola torna a fare paura

13/09/2012 - Un nuovo focolaio della pericolosa malattia ha già causato 31 vittime in Congo

L'ebola torna a fare paura

Se pensate che Ebola sia un pericolo ormai passato nel dimenticatoio state sbagliando di grosso, almeno visto le notizie che arrivano dalla Repubblica Democratica del Congo, dove il virus in una nuova esplosione dell’epidemia ha ucciso 31 persone.

MALATTIA TREMENDA - La Bbc riporta dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, la quale conferma che l’allarme per il pericolo dovuto ad una nuova epidemia venne lanciato lo scorso 17 agosto, L’ufficiale di Polizia Eugene Kabambi ha definito la situazione molto seria e fuori controllo. L’Ebola è molto pericolosa, capace di uccidere il 90 per cento degli infettati. Come noto non esiste vaccino né cura per una malattia che si trasmette attraverso il contatto. Chi ne viene colpito viene afflitto da gravi emorragie interne che possono portare alla morte in poche ore.

 

 

IL PRECEDENTE UGANDESE - Nella vicina Uganda il mese scorso un altro focolaio di Ebola ha portato alla morte di 16 persone, ma secondo gli esperti i due fenomeni non sembrano correlati. La Reuters conferma che secondo le stesse autorità è possibile che si possano prendere provvedimenti per le maggiori città del Paese. Al momento sarebbero stati stanziati anche due milioni di dollari per venire incontro alle prime misure necessarie per bloccare la malattia. Il nuovo focolaio si è sviluppato nelle città di Isiro e Viadana nella provincia orientale del Paese.

LA PRIMA VOLTA 36 ANNI FA - Al momento l’Organizzazione Mondiale per la Sanità sta osservando sessantacinque persone le quali sono probabilmente state contagiate dal virus, mentre altre 108 sono semplicemente “monitorate”. Lo scorso 2 agosto affrontammo il problema partendo dall’emergenza ugandese. Da quando la malattia è stata diagnosticata per la prima volta 36 anni fa i malati nel paese sono stati 1,850. Numeri non certo spaventosi ma che devono essere associati alla paura scatenata da queata ebbre emorragica capace di aver ucciso 1.200 di questi malati. Ebola causa febbre molto alta, dolori muscolari, debolezza, vomito, diarrea ed appunto sanguinamenti non controllabili. Non esiste né un trattamento medico né un vaccino.

DA ANIMALI MALATI - Per questo motivo l’insurgenza dell’emergenza nella vicina Uganda ha scatenato una così elevata attenzione. L’ultimo contagio è avvenuto nel villaggio di Nyanswiga, a 225 chilometri dalla capitale Kampala. Insurgenze della malattia come queste sono comuni nel Paese, visto che spesso la causa scatenante di questa infezione è rappresentata da un animale malato. La caccia ed il consumo di queste bestie fa si che la malattia si diffonda in maniera estremamente rapida e per di più senza controllo.

PREOCCUPAZIONI - A preoccupare maggiormente gli abitanti della capitale e non solo è il fatto che uno di questi malati è andato in un ospedale di Kampala, città collegata con il resto del Continente. Non c’è certezza che quest’uomo abbia diffuso il virus ma la sua semplice presenza ha spaventato l’intera capitale, con tanto di fuga dall’ospedale appena è comparsa la parola “ebola”. Ad aumentare i pericoli e l’agitazione le parole del presidente ugandese Yoweri il quale ha pubblicamente vietato il contatto fisico tra individui per bloccare la malattia.

IL RISCHIO FLUIDI - Perché l’Ebola si trasmette con il contatto. Sudore e saliva, nel caso di starnuti o baci, sono i canali preferenziali. E’ presente anche il sangue così come il vomito, la diarrea, i fluidi “intimi”. Non dimentichiamoci che parliamo spesso di aree tribali. Quantomeno il virus non si diffonde nell’aria ma solo con il contatto. Ed è proprio la necessità del contatto che fa sentire mediamente al sicuro. A differenza dell’Hiv che rimane latente nel corpo dell’infettato per anni, Ebola fa vedere subito i propri effetti devastanti, ragion per cui è difficile immaginare un contagio non voluto.

E SE RAGGIUNGE LA CAPITALE? - In questo caso il rischio più grande lo corrono i medici che stanno curando le persone affette dal’ultimo focolaio. Fortunatamente per Kampala l’ultima epidemia si è palesata in un villaggio senza possibilità di contatto con soggetti terzi. Con l’arrivo a Kampala invece è possibile che tutto possa assumere contorni giganteschi, come nel caso della Sars, diventata un problema globale quando ha raggiunto una città come Hong Kong collegata a tutto il mondo. Il mondo occidentale al momento può stare al sicuro ma certo non è consolante sapere che la minaccia microscopica può sempre essere dietro l’angolo. (Photocredits Lapresse)

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2 Commenti

  1. Hyksos scrive:

    Chi se ne fotte di quei cannibali

  2. jena scrive:

    magari c´acchiappasse ai nostri politici di mrda l´ebola, ce ne sbarazziamo infretta…lol.

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