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pubblicato il 16 settembre 2008 alle 10:38 dallo stesso autore - torna alla home

Quali sono gli interventi da fare in uno scenario nel quale il calo della domanda ha portato a un calo della produzione? Di chi sono le responsabilità? Cosa va fatto per incentivare a crescere le nostre piccole imprese, dalla produttività troppo bassa?

Agli inizi del mese l’Ocse ci aveva avvertiti. In quell’occasione venivano riviste al ribasso le stime di crescita per l’Europa (dall’1,7% all’1,3%), ma ancor di più per l’Italia (dallo 0,5% allo 0,1%). Abbiamo assistito inermi all’indebolirsi della domanda interna e al calo delle esportazioni (verso Paesi Ue ed extra Ue). Sulla base di tutti questi dati negativi non potevamo dunque aspettarci dati positivi sulla produzione.

IL CALO DELLA PRODUZIONE – Infatti i dati Istat sulla produzione industriale indicano chiaramente che la spirale negativa continua, l’indice destagionalizzato registra un calo dell’1,1% rispetto al mese precedente e del 3,2% rispetto a luglio 2007. 2860027267 dd9b00cb4f Queste piccole imprese che non crescono maiIl dato è già corretto per tener conto della differenza dei giorni lavorati. Il calo non è certo momentaneo, basta osservare i dati dei primi sette mesi dell’anno. Da gennaio a luglio del 2008 la produzione industriale ha subito una diminuzione dell’1,6% rispetto ai primi sette mesi del 2007 (anche in questo caso il dato è corretto per i giorni lavorativi). Scindendo l’indice nelle sue varie componenti si nota come il calo della produzione di beni di consumo non durevoli sia il più pesante. La produzione industriale di beni di consumo non durevoli a luglio registra infatti un meno 2,8% rispetto a giugno e un meno 2,4% rispetto a luglio 2007. Per quanto riguarda invece i beni di consumo durevoli la riduzione è stata dell’1,8% rispetto a giugno e del 2% rispetto a luglio 2007. Tuttavia la situazione si capovolge confrontando i dati dei primi sette mesi 2008 con i primi sette mesi 2007. Infatti mentre in questo periodo il calo per i beni non durevoli è stato del 0,3%, per i beni durevoli si è registrato un calo del 3%.

SPIRALE NEGATIVA – Sconforta poi vedere come anche la produzione di beni intermedi (-1,2% rispetto a giugno e -3,9% rispetto a luglio 2007), di energia (-1% rispetto a giugno e -2,9% rispetto a luglio 2007) e di beni strumentali (-0,6% rispetto a giugno e -3,3% rispetto a luglio 2007) abbia registrato un calo. Sconforta perché un calo di queste produzioni rappresenta un probabile calo della produzione anche per le imprese che utilizzano questi beni come input, calo molto probabile, visto che anche le importazioni sono in calo, è buono solo il dato sui prodotti energetici (ma non è un fatto positivo). Se guardiamo questi dati, e ricordiamo anche i dati sui consumi, anche prevedendo un parziale miglioramento nel 2009 (o già dagli ultimi quattro mesi del 2008 sempre che il prezzo del petrolio non riprenda a salire), resta comunque il fatto che l’economia italiana si trova nel bel mezzo di una spirale negativa. 2860870532 ec3f6364e1 Queste piccole imprese che non crescono maiLa domanda interna è ferma (se non in calo) e la produzione si adegua. L’industria si è arresa, non trovando sbocchi nella domanda interna e neppure nelle esportazioni ha deciso di adeguarsi riducendo la produzione.

I PROBLEMI DELL’INDUSTRIA – Il calo potrebbe essere seguito dalla ricerca (da parte dei produttori) di margini unitari di prezzo più elevati, inducendo tensioni inflazionistiche. In questa situazione aumenteranno le richieste di aumenti salariali rendendo sempre meno probabile un esito positivo dell’incontro (ormai alle porte) tra confindustria e sindacati. Vanno quindi trovate soluzioni, ma per farlo occorre analizzare le possibili cause. Il sistema industriale italiano ha forti carenze strutturali. A parità di settore, le industrie italiane sono relativamente più piccole, hanno una produttività relativa ben più bassa anche rispetto a imprese di dimensione analoga di altri Paesi industrializzati. Il 24% degli occupati in Italia lavora in imprese con meno di dieci addetti, e queste imprese rappresentano solo il 10 per cento della produzione totale. Hanno quindi una bassa produttività relativa, in percentuale rispetto al sistema imprese in Italia è di poco superiore al 40% (la media Ue è del 48%). La situazione non migliora col tempo, difficilmente in Italia le piccole imprese crescono. Basti pensare che delle imprese che nel 1987 avevano meno di sei addetti, solo il 12% ha superato i dieci addetti nel 2001.

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