Ci raccontano di un governo impegnato a contrastare chi froda il fisco. In realtà, mentre nel 2009 sono calate le entrate, l’evasione fiscale è aumentata. Un esperto da noi contattato ci ha spiegato come, ancora oggi, “bastano solo 48 ore per aprire una società offshore completamente riservata, evadere il Fisco e soprattutto farla franca davanti alla legge”
Del recente bollettino economico della Banca d’Italia, il numero 59 per la precisione, ce ne siamo già occupati recentemente con riferimento alla stucchevole polemica aperta dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi sul numero effettivo dei disoccupati nel nostro Paese. Quello stesso documento, tuttavia, presenta anche altri dati economici di notevole importanza. In particolare, per la parte concernente le entrate tributarie. Se ne sono accorti gli esperti economici dell’istituto Nens, i quali hanno evidenziato come “Nel 2008 le entrate complessive erano aumentate della 0,7%, mentre nel 2009 sono diminuite: -2,6%. Senza le imposte una tantum e lo scudo fiscale (per un gettito complessivo di quasi 10 miliardi) avremmo avuto una diminuzione del 5,1%. L’Irpef è calata di un 3,1%, ma le ritenute da lavoro dipendente ed assimilati hanno tenuto (+0,3%), perché gli aumenti contrattuali hanno bilanciato il calo di reddito di coloro che hanno perso il lavoro o sono stati messi in cassa integrazione“.
DESTRA E SINISTRA PARI NON SONO – Il saldo nel 2009, ha avuto un calo del 21,8% rispetto all’anno precedente, scendendo da 7.430 a 5.809 miliardi di euro. A questo computo partecipano “principalmente i lavoratori autonomi che vendono beni e servizi alle famiglie; quelli che li vendono alle imprese o alla P. A.“. Negli ultimi anni l’andamento è il seguente [Tabella 2006-2009 ]. Nel 2007 i versamenti a saldo (sui redditi dell’anno prima) sono notevolmente cresciuti. Poi si sono stabilizzati ed infine sono caduti nuovamente in picchiata. Tutto ciò non può essere spiegato dalle sole variazioni nelle attività economiche di dettaglianti, artigiani e piccoli imprenditori, avvenute nel 2006 o nel 2008, ma risentirebbe, secondo il Nens, “piuttosto nei mutamenti di governo verificatisi nel periodo 2006-2008″. In effetti, nella primavera del 2006 il centrosinistra vince le elezioni, vengono presi subito una serie di provvedimenti (Bersani-Visco) che oltre alle liberalizzazioni riguardano misure di contrasto dell’evasione. Viceversa la situazione cambia con i saldi 2009. Nel 2008 al governo salgono Berlusconi e Tremonti. E puntualmente il nuovo governo annulla le misure del governo Prodi come la tracciabilità, l’elenco clienti-fornitori ecc… Appare perciò evidente come “l’insieme degli autonomi quindi, al di là degli studi di settore, risulta sensibile alle variazioni di colore politico dei governi; vi è una diffusa percezione che un governo di centrosinistra comporti un’accentuarsi del contrasto all’evasione, mentre la percezione opposta avviene nel caso del governo di destra. Magari non sarà vero – chiosano velenosamente al Nens - ma sembra dai dati che questa sia la percezione dei contribuenti interessati; che avrà trovato poi conferma dal varo dello scudo fiscale“.
TIEAS… FOR FEAR? - L’ economista de lavoce.info Maria Cecilia Guerra, ha rilevato come: “L’operazione scudo fiscale è stata gestita da un punto di vista mediatico con grande abilità. Focalizzando l’attenzione su un messaggio positivo: il rientro di quasi 95 miliardi, presentato come un segno di fiducia nell’Italia e nella forza della sua economia. Un’informazione però fuorviante. Perché non tutti i capitali sono effettivamente tornati nel nostro paese. E in ogni caso non si può dare per scontato che verranno investiti in Italia. Quanto al gettito, accertamenti con le nuove norme antievasione avrebbero quasi sicuramente garantito maggiori entrate“. Infatti, le imposte evase possono essere ragionevolmente stimate attorno al 43%, a cui vanno aggiunti sanzioni ed interessi. Non solo. Per un’efficace lotta ai cosiddetti “paradisi fiscali”, l’Ocse e il G20 hanno impegnato i singoli paesi a stipulare appositi accordi bilaterali con questi “paradisi” denominati Tieas (Tax information exchange agreement). Quanti dei 120 Tieas firmati dopo il primo novembre 2008, a tale scopo, vedono coinvolta l’Italia? Nessuno, contro i dodici firmati dalla Francia e i cinque dalla Germania per esempio. Insomma, la famosa lotta ai paradisi fiscali tanto decantata da Tremonti&Co. è una clamorosa farsa. A spiegarci come aggirare il Fisco, con dovizia di particolari, è un esperto che – dietro la nostra assicurazione dell’anonimato – abbiamo direttamente contattato.




vabeh, ma allora andiamo anche noi di G. alle Cayman, che aspettiamo?
Ecco perché le fonti tornano sempre utili. Poi l’admin. speak english very well e a Curacao ci andrebbe di corsa, scommetto
quando hai un primo ministro truffatore evasore,corruttore nel tuo paese cosa ti aspetti la legalità?
noi dagli olandesi siamo considerati come i colombiani…..anche in germania svizzera/austria/francia/inghilterra,hanno una buona opinione di noi..
grazie presidente per tutto quello ke fa.come a reggio calabria stamattina.ha fatto disperdere i manifestanti contro il premier dalle forze dell’ordine in assetto antisommossa.ha fatto chiudere la piazza facendo entrare solo 300 giovani e dotandoli di striscioni pro-premier a favore di riprese tv.LA RETE DI MINZOLINI.saranno le uniche immagini nelle tv rai-set che vedremo nei tg.
grazie sign.presidente per il suo modo dittatoriale
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