Che impressione, questi del Primo Maggio. Mamma. Ogni anno che passa, stessa lagna, stesso mare.
Una bandana, sempre la stessa, ce la passiamo tutti quanti, e tutti quanti gli anni, un capello (ormai bianco) in due, una ruga, in comune, d’espressione, dice che è perché soffri, si, di non tornar a casa in tempo per vedere i Cesaroni.
L’altro anno me lo fo piacere, l’unica cosa che non è stata ancora detta sull’evento.
Uno non fa a tempo poi ad invecchiare che ti seguono così (tranne Pelù) un po’ tutti quanti.
Vogliono una vita tranquilla ormai, ma non s’era detto che la volevamo spericolata (l’abbiamo avuta, però, piena di guai), no. Evidentemente no che si può fare.
Mamma che impressione. L’ha detto pure Zampaglione.
Il Sessantotto ha quarant’anni ma se ne sente (cento)venti.





















uff, però un tuo bel resoconto come quello dell’anno scorso per cui sbizzarrirsi a parlare di musica, mi mancherà
.-(
Siamo fuori dall’arco parlamentare. Fuori dal Campidoglio. Caruso ”Pascoschy” ( si scriveva poi cos ? boh!?)ferito nell’onore ha detto: lo scazzo radical prosegue alla Maddalena, il prossimo anno. Attacco alla base Nato in notturna sugli zodiac, coi visi sporchi di pece. Marines che picchiano in anticipo, individuando agli infrarossi. Forse ci verrà risparmiata la kermesse in tribunale per danneggiamento e devastazione. E un due tre Pinochet, quattro cinque sei morte agli ebrei, sette otto nove il negro non commuove. Forse. Oggi Pisanu era di altra opinione e parere. Mah!? L’Utopia: mezza agonia. Mi rimetto l’orbace. Meglio del pallore di Pelù, se è pantomima. Tanto gli operai ormai votano a destra e vanno in Piazza San Giovanni con la t-shirt del Guevara. Resta Vauro a difenderci. Coerenza. Alla prossima.