Il federalismo annacquato del ddl Calderoli

16/09/2008 - LE REGIONI A STATUTO SPECIALE – Si erano promessi sfracelli sulle regioni a statuto speciale che, effettivamente, sono un po’anacronistiche in uno stato “federale”. Non è andata così. L’art.20 è forse tra le peggiori novità di questo testo: in cambio

     
 

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LE REGIONI A STATUTO SPECIALE – Si erano promessi sfracelli sulle regioni a statuto speciale che, effettivamente, sono un po’anacronistiche in uno stato “federale”. Non è andata così. L’art.20 è forse tra le peggiori novità di questo testo: in cambio della debolissima affermazione di principio che esse concorrono al conseguimento degli obiettivi di perequazione, sempre nei limiti dei rispettivi statuti, (che però sono leggi Costituzionali, e nel caso dell’Alto Adige investono anche trattati internazionali, quindi difficilmente “adattabili”) si è fatto un bel “regalo” alla Sicilia, alla quale verranno destinate quote del gettito derivante alle accise sugli oli minerali in proporzione ai volumi raffinati sul proprio territorio, cioè il gettito derivante dalle raffinerie, quasi tutte localizzate in quella regione. Attenzione, sono un sacco di soldi: le accise sugli oli minerali sono la quarta imposta italiana, quasi 20 miliardi di gettito! Su questo punto Galan ha tuonato forte (e a ragione), anche perché si tratta di una tassa sul consumo, quindi la pagheranno i cittadini di Treviso, Milano, ecc…mentre il Governatore Lombardo (che non sembra proprio un esempio di ottimo gestore di risorse pubbliche) ne incasserà il gettito.  E meno male che dal testo è stato cancellato all’ultimo momento un comma (introdotto in una bozza intermedia) che prevedeva addirittura per le regioni a statuto speciale, l’attribuzione di quote dell’imposta del reddito delle imprese con sede legale fuori dal territorio regionale e con stabilimenti o impianti nella regione medesima.

I TEMPI SI ALLUNGANO – Il ministro Bossi è andato alla sorgente del Po a cantare vittoria, ma Galan e Formigoni che brontolano hanno – dal loro punto di vista – ragione anche su un altro punto: i tempi si allungano: recependo le osservazioni di alcune regioni, i tempi di attuazione sono passati da 3 a 5 anni, per le funzioni non essenziali, mentre per quelle più importanti resiste quell’indefinitoin un tempo sostenibile”  per il passaggio da vecchio a nuovo sistema, che fa pensare a tempi molto lunghi. E il limite per l’approvazione dei decreti di attuazione (che sono la vera applicazione del provvedimento), previsto originariamente in 6 mesi, ora sono diventati un anno, e secondo alcuni addirttura 2 anni. E ora è previsto che i decreti attuativi siano firmati, oltre che da Calderoli, Tremonti, Maroni e Fitto, anche dalministro Ronchi e, di volta in volta per le diverse materie, dai ministri Sacconi (welfare) Gelmini (scuola) e altri. Non sembra un buon biglietto da visita per la riuscita del federalismo fiscale allungare i tempi per i decreti applicativi, quelli dove si entra nella carne viva dei provvedimenti, con cifre, guadagni e perdite tra regione e regione, tra comune e comune. Perché per il Pdl che vuole riconquistare il sud (Calabria, Campania, Puglia) e il Lazio presentarsi con dei decreti attuativi in cui si capisce che il federalismo non è un gioco a somma zero, non è il “bisogna che tutto cambi perché tutto resti come prima”, ma una cosa seria, può essere rischioso. Viceversa, se il vino del federalismo fiscale fosse davvero annacquato fino a diventare semplice acqua fresca, la Lega Nord avrà più di una difficoltà a spiegarlo ai suoi elettori. Se l’opposizione uscisse dal suo letargo, potremmo vederne delle belle.

     
 

20 Commenti

  1. Vincenzo scrive:

    Finalmente i lupi affamati della Padania sono stati scoperti, il loro federalismo non è altro che volere la botte piena e la moglie ubriaca. W l’Italia che non permetterà a chi semina divisione di: razza, di cultura, di politica, di religione e di rosorse economiche.

  2. Alfredo scrive:

    ” SEMPRE NEI LIMITI DEI RISPETTIVI STATUTI.”

    Ebbene, (nella notizia riportata) non si tiene
    conto dell’art.37 dello Statuto Siciliano, che
    prevede per le imprese industriali e commerciali
    che hanno sede centrale fuori dal territorio
    della regione, ma che in essa hanno stabilimenti
    ed impianti, nell’accertamento dei redditi,viene
    determinata la quota del reddito da attribuire
    agli stabilimenti ed impianti medesimi.
    L’imposta relativa a detta quota compete alla
    regione.
    Alla faccia del regalo!E’scritto nero su
    bianco e qualcuno dovrà ingoiare questa pillola.
    In Val d’Aosta, dove non viene prodotta una
    sola goccia di petrolio e men che meno viene
    raffinato, godono del privilegio di pagare i
    carburanti la meta’del prezzo pagato dai siciliani, il nostro Statuto cos’è carta straccia?

    Lo stato italiano ha destinato da sempre
    al sud meno risorse, come del resto fa con tutto per soddisfare prima di tutto gli interessi
    dei gruppi finanziari del nord.
    L’autostrada Messina-Palermo per esempio è
    stata ultimata da poco, linee ferrate ancora
    con un solo binario ecc.
    L’unica soluzione è l’indipendenza dall’italia.Si deve finire di avere a che fare con la pericolosa e egoistica imbecillità di alcuni padani,(non pochi per la verità) figlia evidente di una deliberata disinformazione e di una preconfezionata cultura non solo politica.

  3. Gregorj scrive:

    “Lo stato italiano ha destinato da sempre
    al sud meno risorse”

    permettimi di sorridere.

  4. Alfredo scrive:

    Per Gregoj.

    Sono convinto che non ti farebbe male andare
    sui siti “L’unità truffaldina di Nicola Zitara”
    o ” L’origine politica del capitalismo padano”
    o ancora ” Fora i padri della patria di Andrea
    Balia. Buona lettura.

  5. AG scrive:

    Linea ferrata Bologna-Verona (quella che porta al Brennero e di lì in Austria-Germania) portata a 2 binari giusto qualche mese fa.
    Vogliamo parlare del passante di Mestre? O del raddoppio dell’A1 fra Bologna e Firenze?

    A Alfrè, parla cazzarola delle banche che non ne avete più una al sud e di come il nord vi fotta il risparmio per poi investirlo altrove senza andare all’unità d’Italia (dove hai ragione, ma son cose di 150 anni fa).

  6. Gregorj scrive:

    anche perché sono 150 anni che la politica vi compra il consenso con i soldi, e voi ve lo fate comprare.

  7. Alfredo scrive:

    Si, sono 147 anni per l’esattezza che i padani
    hanno cancellato dalla storia le nefandezze
    che hanno commesso nel meridione rubando e depredando.
    Ci hanno propinato per anni una storia falsa
    appresa nelle scuole fin da bambini. Gli eroi
    della patria.
    A Norimberga, truci assassini nazisti furono
    condannati con la pesante accusa di stragi e
    sterminio.
    In italia è successo l’incontrario. Gli sterminatori sono stati acclamati, considerati eroi e a loro sono state intitolate strade e
    piazze ospedali ecc.
    ORA CHE FINALMENTE APPRENDIAMO LA VERITA’
    dobbiamo minimizzare perchè è successo 147
    anni addietro??? Noi ne portiamo le conseguenze ancora oggi e non dimentichiamo.
    In quanto al resto voi pensate di navigare
    in una barca diversa ?? Illusi.
    Io personalmente non mi sento neanche italiano
    se devo fare un viaggio preferisco andare
    all’estero, mi trovo più a mio agio.

  8. PRINCIPE PIROPALLO DI CAPRACOTTA scrive:

    VIVA ‘O RE

  9. AG scrive:

    Alfredo parlare di cose successe 147 anni fa non è inutile, fai un figurone coi turisti come i fan borbomici che gestiscono l’ultima fortezza borbonica a cadere nel Piceno abruzzese. Due foto per i turisti coi costumi dell’epoca, due libri di quanto era bello e buono o’re, mica quel buzzuro coi baffi piemontese che manco sapeva l’italiano.

    Tutto molto divertente ma poi?

    Per quanto riguarda l’estero poi ogni posto ai suoi, chiedere ai Gallesi e agli Scozzesi (meglio di no agli Irlandesi perchè ti menano tanto li hanno sfruttati). Vuoi fare un giro in Belgio per godfere dell’amore fra Vallone e Fiamminghi?
    Dai su… fammi’o'piacere.

  10. Comicomix scrive:

    @Vincenzo:

    Io penso (e non sono leghista, sono di sinistra!) che una maggiore responsabilizzazione del livello regionale e locale faccia bene all’Italia. Ovviamente, nelle forme e nei modi dovuti. Non mi sono mai piaciute le dichiarazioni della Lega, ma non mi piace neppure chi pensa che si possa continuare in questo modo. Purtroppo, gratta gratta, le dichiarazioni della Lega sono, appunto, dichiarazioni. Alla prova dei fatti, non hanno la forza per imporre il loro progetto.

    @Alfredo:
    Tocchi molti punti nei tuoi commenti, su alcune cose hai ragione, su altre meno.
    Il sud è destinatario da sempre di fondi copiscui. Il fatto che siano stati spesi malissimo è anche colpa delle classi dirigenti meridionali, dei legami con le mafie, ecc… (non mi dilungo, sul tema sono stati scritti trattati). Che ci sia dall’unità d’Italia ad oggi un flusso di risorse ingentissime verso il sud mi sembra un dato incontestabile. Che l’inversione di rotta si debba avere con il federalismo è opinabile. (comprendo perfettamente questo tuo punto di vista)
    Ma sul fatto che se si fa il federalismo certi privilegi debbano finire, sinceramente a me sembra pacifico. Per la valle d’Aosta, e per la Sicilia.
    Che – e questo si intendeva dire – si rischi uno sfilacciamento del progetto federalista (buono o cattivo che sia) in nome di mediazioni non proprio di alto profilo tra forze della maggioranza che hanno interessi divergenti non mi sembra un bene. O si fa un federalismo (equilibrato, ma coerente) o sennò è meglio lasciar perdere. Ma questo non significherebbe in ogni caso che le cose restino come sono. ^_^

    @Principe piropallo di capracotta:
    E pure la regina! ;-)

    @Gregorj & AG.
    Grazie a voi, non ho nulla da aggiungere…:-)

    @tutti:
    Un sorriso tuttora sconnesso ;-)

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