Esteri

“Abbiamo gli alieni dentro al naso”. Però non puzzano

27 gennaio 2010

“Che aspetto avranno gli extraterrestri il giorno in cui riusciremo finalmente ad incontrarli? E come dovremo diffondere le notizie delle nostre scoperte senza creare panico tra la gente?” Si sarebbe dovuto discutere anche di questo alla conferenza di due giorni  conclusasi ieri a Londra, alla Royal Society. Noi non c’eravamo. Tanti scienziati sì. Almeno due hanno confessato.

Girava voce che Mr Obama in persona, lo scorso 27 novembre, avrebbe fatto una rivelazione straordinaria vuotando il sacco sugli Ufo e/o confessando di essere egli stesso un extraterrestre. Ma  poi,  o siamo stati tutti portati in massa su Marte per l’occasione  e lui ha parlato da solo allo specchio desolato (mentre  a noi veniva azzerata parzialmente la memoria), o era la solita bufala, o il Presidente ci ha semplicemente dato buca e qualcuno si è incavolato a tal punto da voler organizzare  sulla scottante questione una bella conferenza mondiale di astro-biologi, astro-fisici e astro-personaggi del genere. Alla faccia sua.  Così è stato, forse, o così era stato previsto. Certo è  solo che ieri e ieri l’altro  un manipolo di illustri scienziati si è ritrovato davvero a  discutere di tali oscure verdi faccende,  nientepopodimeno che nella sede di  una delle accademie scientifiche più famose del mondo, la più prestigiosa in Inghilterra, la Royal Society, a Londra. “L’individuazione di vita extra-terrestre e le conseguenze per la Scienza e Società“, questo  il titolo del convegno appena conclusosi, il primo di quelli in programma per la celebrazione del trecentocinquantesimo anniversario della  fondazione della “società”.

Pierluigi Collina "looks like an alien"?

Pierluigi Collina "looks like an alien" ?

ALIENS LOOK LIKE(?)- Fonti inattendibilissime svelano che per l’occasione era stato invitato a relazionare anche Pierluigi Collina, con un intervento dal titolo: “Non sono alieno ma dicono che abbia un certo qualcosa di E.T”.  Le stesse voci riferivano che settimana scorsa interi boschi in tutto il mondo erano stati controllati alla ricerca dei bruchilooklikeufo da portare al convegno come esempio concreto di piccoli esserini verdi che respirano inosservati tra di noi. Purtroppo pare che i “caterpillars” siano poi stati avvisati da qualche rumors sul web di noialtri,  e che siano per questo corsi a nascondersi dentro al water di  strane “casine ovoidali” che però non volano (per vederne una basta leggere pagina due di questo post:)) e che avevano adocchiato di recente su friendfeed. Quindi niente. Troppo complicato invece anche solo il pensare di  portare a Londra le splendide creaturelooklifeufo dell’Oceano Artico.  Quindi ancora niente.  Collinaaa? Macché ci avete creduto?

MICA SONO  COME E.T. - In realtà gli scienziati non pensavano a nulla di tutto ciò quando discutevano di “alieni”.  Meglio: non tutti… “Gli extraterrestri potrebbero essere molto più vicini a noi di quanto noi stessi si possa immaginare. Potrebbero esserci  proprio sotto al naso, e perché no, dentro. A spiegarlo  Paul Davies, un rinomato fisico dell’Arizona. Lo scienziato non si riferisce agli extraterrestri cui si rimanda il nostro immaginario collettivo costruito sugli stereotipi dei  film di fantascienza,  ma a ipotetiche forme di vita microscopica non umane. Poiché non siamo stati invitati non possiamo che riferirvi quanto abbiamo letto in giro. Noi, per la verità,  a sentire che abbiamo un E.T tra le narici, non possiamo far altro che pensare a  soffiarci il naso. Se ci avessero chiamato a dibattere con loro sulle “implicazioni della scoperta di vita extraterrestre per la religione, la teologia, la società”, glielo avremmo  anche detto.

Bruco somigliante all'alieno del nostro immaginario

Bruco somigliante all'alieno del nostro immaginario

SONO DENTRO DI NOI ?- Per fortuna a Londra erano in tanti. Così, le argomentazioni dell’illustre fisico, che ribadivano quanto del resto da lui già ipotizzato in un articolo del 2007 pubblicato su “Scientific American“: Are aliens among us? , hanno suscitato qualche perplessità ed un lungo dibattito. “Come possiamo provare che tutta la vita sulla Terra discende da una sola ed unica origine? Noi fin’ora abbiamo esaminato solo la superficie del mondo microbico…” ha chiesto lo scienziato ai suoi colleghi.  Certo, però, sebbene in tanti tra di loro “ancora ritengano teoricamente interessante il  suo discorso, sembra oggettivamente  difficile poterlo dimostrare in qualche modo. Esistono tanti organismi inusuali, compresi quelli nascosti negli oceani  e quelli che prosperano nelle sorgenti di acqua calda in ebollizione,  ma questo non significa che siano forme di vita completamente diverse da quell terrestri“.  Questo è quanto gli ha risposto, in sintesi,   Jill Tarter, astronoma americana, direttrice del  SETI ( Search for Extraterrestrial Intelligence),  un progetto statunitense  che cerca  segnali di una qualche forma di civiltà aliena ascoltando i messaggi che vengono dall’Universo. Non che il  lavoro della donna  sia comprensibile ai più- siamo digiuni dei prerequisiti base per comprenderlo, ammettiamolo-,  ma il sapere che anche lei abbia  avanzato dei dubbi circa la teoria di Davies  ci rincuora. Certo,  perché l’idea che gli alieni possano stare più di là (nel cosmo), che di qua (nel nostro naso), che siano qualcosa d’altro rispetto a noi piuttosto che qualcosa con/o/e dentro di noi, è più “simpatica” da credere. Lascia aperti i canali del sogno ed ancora  una qualche possibilità che il nostro immaginario costruito sul film di Spielberg non debba essere del tutto demolito. Magari invece ha ragione Davis, perché  solo l’un per cento dei batteri presenti sulla Terra-sostiene- è stato fin’ora studiato.   È pur vero, però, -come ha osservato tale Bruce Jakosky, astrobiologo dell’Università del Colorado-che non si sa nemmeno cosa cercare…E-consentiteci- è altrettanto verosimile che se questi alieni possono addirittura “far parte” di noi,  poi così tanto “alieni” non sono. Una semplice questione di definizioni, la nostra. Ma noi-si sa-parliamo così perché ignoriamo.

11 commenti a “Abbiamo gli alieni dentro al naso”. Però non puzzano

  1. maria teresa

    Fenomenale :D

  2. Alessandro

    Bello. Mandiamo i segnali laser. Chissà che, fra mille o più anni, qualche ET su un pianeta lontano abbia il culo di vederli e la stupidità per rispondere (considerato che la risposta impiegherebbe almeno altrettanto tempo ad arrivarci).

    P.S. più seri questi, comunque, del tizio che si fa pagare per andare in una trasmissione RAI a dire che lui “parla con gli angeli”…

    • Drake è un genio folle, magari il ramo di ricerche che ha inaugurato non porterà direttamente a risultati concreti in breve tempo, anche se già il Seti@Home ha rappresentato una mini-rivoluzione nell’informatica. In generale ho sempre pensato che di personaggi così a cavallo tra scienza e fantascienza c’è sempre bisogno, perché possono avere intuizioni che magari verranno comprese appieno o applicate tra secoli.
      Il paragone con i tizi che dicono di parlare con gli angeli (chi è, Bongiovanni?) o di essere stati rapiti con gli alieni è quantomeno offensivo :D

  3. Sono sicuro che non siamo soli nell’univarso (se non altro perché è infinito) ma temo che difficilmente incontreremo degli alieni extra terrestri.
    Accontentiamoci dei non pochi alieni intra terrestri che popolano le nostre giornate e che si affollano sui nostri (tele)schermi.

    UN sorriso alienato ma non troppo

    C.

    P.s. (Per Frank e Cocci): Ma Giornalettismo è scienza o fantascienza, secondo voi? :-)

  4. “Ma-ha rifletutto- l’esperimento potrebbe funzionare solo se a carpire il segnale ci fosse qualcuno che vuole mettersi in contatto con noi e che poi ci risponde”

    Se non erro gli alieni risultano essere degli “esseri” di un intelligenza insuperabile…a quale pro, quindi, contattare noi poveri e stupidi umani?? non avrebbe senso! :) :) :)

    Bel pezzo Cocci!

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>