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Quello che spia le donne nei camerini dei centri commerciali

I Carabinieri della Stazione Roma Tor Vergata hanno arrestato un romano di 47 anni, tecnico informatico, la cui passione è fare il guardone. Una devianza che gli è costata l’arresto mentre riprendeva una minore a cambiarsi indumenti intimi nei camerini di un centro commerciale in zona Tor Vergata. E’stato il personale di vigilanza del centro commerciale a chiamare i Carabinieri dopo aver notato l’atteggiamento sospetto dell’uomo nel centro commerciale.

LO STRATAGEMMA – Il suo stratagemma era semplicissimo. Gironzolava davanti ai camerini del grande magazzino in attesa delle vittime. Quando poi una di queste entrava per provare abbigliamento intimo, attraverso un foro presente nella parete di legno di un camerino adiacente, lui le riprendeva con il telefonino. Una delle due vittime riprese ieri era una ragazza romana di appena 15 anni e per questo oltre a rispondere del reato di interferenze illecite nella vita privata è stato arrestato per pornografia minorile e detenzione di materiale pornografico. La carriera di guardone è stata così interrotta.

LA MEMORIA NELL’HARD DISK – L’uomo, infatti, nella memoria del suo telefonino così come in diversi hard disk trovati a casa, aveva una collezione di video di donne giovani e meno giovani riprese in vari centri commerciali, supermerca ti, scale mobili della Capitale, dal 2009 a oggi. Oltre dal classico foro nel camerino, dove esistente, il maniaco riprendeva con la tecnica cosiddetta “upskirt”: video riprendere il sotto delle gonne delle donne mentre girano nel centro commerciale o mentre si abbassano a guardare i prodotti tra gli scaffali. Il materiale informatico contenente centinaia di file con video e immagini, una microtelecamera e il telefono cellulare sono stati sequestrat i. Il guardone è stato condotto a Regina Coeli mentre le indagini dei Carabinieri della Stazione Roma Tor Vergata proseguono. Dovranno essere a fondo analizzati gli hard disk per verificare se includono altri file dal contenuto pedopornografico. Non si esclude che parte dei file che ritraggono le ignare vittime possano già trovarsi sul web. (AGENPARL)