27 gennaio 1945 – Una data da portare nella memoria
27/01/2010 - LA SELEKTION – Quando siamo arrivati dei signori che parlavano tedesco, che mi hanno detto essere delle SS, ci hanno fatto sostare su di una banchina: Eravamo a migliaia, tutti radunati, un tipo in divisa ci scrutava per un po’,
LA SELEKTION – Quando siamo arrivati dei signori che parlavano tedesco, che mi hanno detto essere delle SS, ci hanno fatto sostare su di una banchina: Eravamo a migliaia, tutti radunati, un tipo in divisa ci scrutava per un po’, e poi alzava il braccio. Ora il destro, ora il sinistro. La
chiamavano Selektion. Quando è arrivato a Lili ha alzato il sinistro e ha detto: “Lagerstrasse!”, mentre quando siamo passati io, i nonni e mio fratello ha alzato il destro. Mi è dispiaciuto di abbandonare Lili. Mi hanno spiegato che lei è stata considerata “Abile al lavoro” e l’hanno mandata ai campi, mentre a noi spetta la “Villeggiatura”. Sapere che a lei toccherà di lavorare, mentre io potrò finalmente giocare in pace, mi fa sentire un po’ in colpa. Ci sono due uomini, due ufficiali, che ci fanno un sacco di fotografie. Ci hanno fatto passare per un bellissimo bosco di betulle, e una bimba, Gertel, l’hanno fotografata mentre faceva le polpettine con la terra. Ci hanno portato in un fabbricato, e fatto scendere nel sottosuolo.
LA DOCCIA – Ci hanno spiegato che bisognava spogliarsi, lasciare i vestiti, perché prima di andare agli appartamenti dovevamo farci una doccia, per la disinfestazione. Il medico ha detto di ricordarsi il numero dell’appendiabito, altrimenti al ritorno dalla doccia, con quella confusione, avremmo potuto perdere i nostri vestiti. E io, al mio cappotto con gli alamari, anche se rovinato da quella ridicola stella gialla, ci tengo. Appena entrati nelle docce, si è sentito un rumore, e dalla doccia è uscito uno strano fumo dall’odore acre. Improvvisamente mi sono sentito catapultato in aria, per un attimo è diventato tutto buio, ho sentito mia nonna urlare, mio fratello tremare. Poi, più niente, solo una grande quiete…E ho cominciato a vagare per il campo, come portato dal vento freddo di quassù. Ho visto la mia Lili che piangeva disperata. La chiamavo, ma sembrava che lei non potesse sentirmi, non so perché.
L’ALBUM DI FOTOGRAFIE – Passavano i mesi ma io non avevo né fame né sete, giravo sfiorando i rami delle betulle, il viso di Lili che lavorava nel campo ma non mi rispondeva, e vedevo migliaia di altre persone che arrivavano e scendevano a fare la doccia. Un giorno, sono arrivati dei soldati con divise di altro colore, la gente li accoglieva stanca e triste, ma non
c’era paura, anzi. La mia Lili mentre cercava una coperta ha trovato un album di fotografie. E c’eravamo noi: io, mio fratello, i nonni. Lili, non so perché, è scoppiata a piangere, ha stretto a sé l’album, è uscita. Sono passati i giorni, i mesi, gli anni. Lili è diventata una donna. Un giorno dei signori sono venuti a chiederle quell’album di fotografie, ci hanno fatto un libro che è uscito in tutto il mondo.
I BAMBINI NEL VENTO – Adesso, anche se sono qui che viaggio nel vento, accanto a mio fratello, a Gertel, la bimba con le polpette di terra, ai tanti bambini svaniti in quelle docce di Auschwitz, ma anche assieme a quelli arrivati dall’Armenia, e poi a quelli che continuano ad arrivare tutti i giorni, dal Darfur, dall’Iraq, dalla Nigeria, mi piace che ci siano tanti che vedono la mia fotografia. Quella mentre sorrido felice a quell’ufficiale tedesco, nel bosco di betulle, a fianco di mia nonna, con negli occhi bambini la gioia della vita che mi attende, i fiori, l’amore, il lavoro, e tutte quelle cose che faranno di me un uomo. Forse, in questi giorni in cui la cronaca corre veloce come il vento, vedendo quelle foto qualcuno si ricorderà di me, di noi, di quello che è successo in quei giorni di primavera, in quel posto chiamato Auschwitz...“
“Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario” (Primo Levi)













Toccante!
La morte di tanti innocenti, solo perchè appartenenti ad un’altro credo, è stata la vera “Apocalisse” di cui tanto si è discusso…il giorno della memoria mi ricorda il diario di Anna Frank, criticato anche, ultimamemte, da un esponente della Lega considerando troppo hard…ma ci rendiamo conto?
Anche in questa occasione, dove tutti dovrebbero farsi un esame di coscenza-si tira in ballo un partito-tra l’altro mi piacerebbe sapere chi ha fatto questo commento.
Chiedetevi invece come mai,in questa ricorrenza, giornaletti come Leggo letto da tantissime persone,perchè gratuito, danno rilsato solo ai fatti ultimamente noti
I giovani sono già per se stessi assenti dal passato e non si fa niente per informarli proprio in una giornata come questa. Auguriamoci che non succeda mai più.
Manuela
Carlo in queste occasioni sai sempre come scuotermi
Ci sono altre foto… tipo questa http://www.cdec.it/voltidellamemoria/dbdisplay03.asp?idsel=5&o=&a=&s=
[da http://www.cdec.it/voltidellamemoria/dbdisplay02.asp ]
12,25 milioni di persone non riesco nemmeno ad immaginarle