In principio fu il caso Berlusconi-D’Addario. Confessiamo: chi tra noi elettori e simpatizzanti del centrosinistra, non ha guardato dall’alto verso il basso “quelli” dello schieramento avverso di fronte a quella brutta vicenda di sesso e potere, con il sospetto – probabilmente fondato – di una possibile ricattabilità del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per una sua presunta satiriasi?
Poi c’è stato Piero Marrazzo e una squallida storia di trans, ricatti e cocaina, finita malissimo per chi crede nella “diversità” della sinistra e dei suoi rappresentanti. Ed ecco ora che arriva Flavio Delbono, sindaco di Bologna, che annuncia le sue dimissioni dopo soli 7 mesi per colpa del Cinziagate. Iniziato con una frase di Alfredo Cazzola, candidato a sindaco del PdL: “Le porto i saluti di Cinzia…”, è una storia di viaggi d’amore e lavoro nei weekend dell’ex vice presidente della Regione con sua segretaria personale, a spese della Regione. Poi la storia finisce, Cinzia finisce al Cup come centralinista e giura vendetta. Ma Delbono vince le elezioni comunali e – come disse il segretario Pd De Maria – il “giudizio sulla vicenda è già stato dato dagli elettori”. Brutta frase, che puzza tanto di berluscones.
E invece in questi giorni, alla vigilia di un’altra elezione, il Cinziagate riesplode. Il sindaco indagato dichiara “Non mi dimetterò nemmeno se sarò rinviato a giudizio”. Poi viene fuori che i due si sono incontrati di recente, non si sa per iniziativa di chi e per dirsi cosa, e il sindaco è fritto. Gli resta solo un gesto, quello che – ed è l’unica cosa che può consolare gli elettori di centro sinistra – Berlusconi non si è mai sognato di fare: le dimissioni “per il bene della città”. Ma soprattutto per il bene di Vasco, il governatore Errani, candidato al terzo mandato alla Regione, quella dove Delbono è stato vice presidente e assessore fino a 7 mesi fa. Quella dove lavorava Cinzia come sua “segretaria particolare”. Il sindaco si dimette perché rischia di trascinare con sé Vasco, intorbidando una campagna elettorale dove l’esito in favore del centrosinistra è meno scontato del solito.
Ci mancava il sexy scandalo. Così, dopo il Lazio dove il Pd si è fatto imporre un candidato esterno, prigioniero dei suoi fantasmi e dell’incapacità di scegliere un nome, dopo la Campania dei rifiuti di O’ governatore dove solo un miracolo potrà salvare il Pd, dopo la Calabria, dopo la Puglia dove si è appena misurata, assieme al rito di primarie straordinarie per partecipazione di popolo, la sintonia tra la classe dirigente e la “gente” del Pd, dopo l’Umbria che ancora si aggroviglia in un gioco al massacro senza un candidato dopo aver già fatto fuori quella vincente, tocca alla roccaforte delle roccaforti: l’Emilia Romagna.



ahò, almeno non è un trans!1!
Certo che ‘sti prodiani… Verga omnes
C’è chi preferisce un harem di pelati
Dov’è lo scandalo sessuale?Questo è soltanto un pezzettino di merda che,come moltissimi altri dirigenti del PD ( I periferici sono i peggiori di tutti,credo )è andato in giro per il mondo a scopare a spese della collettività.La prima parte della constatazione è cosa che non ci riguarda;per quanto attiene alla seconda,il soggetto avrebbe dovuto essere preso a sputacci in faccia fin dal primo minuto,mentre il partito ne ha tentato una difesa fino a quando si è accorto che la stessa sarebbe risultata controproducente.La causa fondamentale della crisi del PD è proprio che i suoi dirigenti sono diventati una massa di grassatori e non guardano più,come qualche anno fa,con un occhio al gatto ed uno alla padella:il loro sguardo è ormai rivolto agli interessi dei padroni,di cui stanno sposando i comportamenti e lo stile di vita,sia in campo economico che (La parola mi ripugna)in quello etico.
“In principio fu il caso Berlusconi-D’Addario. ”
“Poi c’è stato Piero Marrazzo e una squallida storia di trans, ricatti e cocaina”
In verità in verità io credo che la fine sia molto lontana.
Ancora una volta il PD riesce a farsi più male da solo di quanto non riesca a fare il PDL, con tutta la buona volontà.
Così il PDL, appena l’avversario semicomatoso è uscito temporaneamente dal coma, torna a ripetere che il mezzo cadavere di cui sopra non è ciò che appare ed è, bensì è granitico, astuto e abilissimo.
Poi quelli del PD hanno pure la faccia tosta di dire ai Gomez, Travaglio, Flores D’Arcais ecc. che la loro insistenza sulla necessità di selezionare con la massima attenzione i membri della propria classe dirigente ed i candidati è un’ossessione….
Sempre lo stesso canovaccio, sempre i soliti errori, sempre le solite tafa(ca)zzate,
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perchè loro vengono da lontano!! e meno male almeno magari se ne torneranno lontano da dove vengono.