Olocausto: c’è chi dice no
25/01/2010 - LIBERTA’ – Libertà di espressione e di pensiero? E’ sotto questa bandiera che i negazionisti rivendicano il diritto di esprimere le proprie idee. Ma c’è anche tanta gente che sostiene questo diritto, pur non condividendo (almeno a parole) le loro
LIBERTA’ – Libertà di espressione e di pensiero? E’ sotto questa bandiera che i negazionisti rivendicano il diritto di esprimere le proprie idee. Ma c’è anche tanta gente che sostiene questo diritto, pur non condividendo (almeno a parole) le loro idee. Si deve convenire che in un paese libero e democratico ognuno ha il diritto di esprimere il proprio pensiero. Il nocciolo della questione, infatti, è un altro: questo diritto si estende anche alla possibilità di mentire e contraffare le prove, allo scopo di sostenere e propagandare le proprie opinioni? Questo diritto si estende anche alla possibilità di lanciare gravissime accuse senza uno straccio di prova? I negazionisti accusano
governi, storici, testimoni (vittime comprese) di aver mentito, di aver prodotto documenti falsi, di aver giudicato e condannato (e giustiziato) persone che non avevano commesso alcun crimine. Non solo ignorano le prove che li smentiscono, ma ne producono di false a sostegno delle proprie affermazioni. Ad esempio David Irving, uno dei più noti negazionisti contemporanei, non ha esitato ad alterare il testo di un appunto scritto da Himmler nel 1941. La frase originale era: “Verwaltungsführer der SS haben zu bleiben”. Letteralmente: “I comandanti delle SS devono rimanere al loro posto”. Nei libri di Irving quella frase è trascritta sostituendo “haben” con “juden” (ebrei), e quindi diventa un “Ai comandanti delle SS, ebrei al loro posto” per cui (con un po’ di interpretazione creativa) il significato di quella frase finisce per trasformarsi in: “I comandanti delle SS devono lasciare gli ebrei lì dove sono”. E questo, secondo Irving, sarebbe un ordine di non deportare gli ebrei. La libertà di espressione dà il diritto di mentire in questo modo su argomenti così sensibili? E’ interessante notare che proprio David Irving ha intentato una causa contro un autore che aveva criticato le sue posizioni. In altre parole Irving pretende di poter dire e scrivere di tutto in nome della libertà di espressione delle proprie idee, ma allo stesso modo pretende che sia condannato chi contesta le sue affermazioni. L’azione legale di Irving fu subdola: egli infatti la esercitò presso una corte inglese, ben sapendo che in Inghilterra – in questi casi – l’onere della prova non ricade sull’accusa ma sulla difesa. Gli andò male ugualmente, i giudici inglesi sentenziarono che Irving aveva torto e che aveva effettivamente falsificato e manipolato fatti e documenti. David Irving è stato poi condannato da un tribunale austriaco a tre anni di reclusione, proprio a causa delle sue posizioni negazioniste. Questa sentenza ha fatto molto discutere, specialmente in previsione che vari paesi europei, tra cui l’Italia, possano adottare normative penali mirate a reprimere il negazionismo dell’Olocausto. Qualunque sia l’opinione di ciascuno in ordine all’opportunità di contrastare per legge l’attività propagandistica dei negazionisti, la giornata della memoria del 27 gennaio svolge una funzione fondamentale per stimolare la riflessione su quella tragedia e difendere la verità storica.













certo che però sti ebrei…
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io sono una di quelle persone che considerano appunto la cosa passata……e come non vengono ricordati altri episodi storici in cui gli stermini hanno superato di gran lunga gli ebrei….non vedo perchè per loro ci debba essere questa sorta di compassione….di solidarietà…addiritura la giornata della memoria,”per non dimenticare”……non voglio sminuire la tragedia….ma neanche essere una dei tanti milioni di ipocriti che ne parlano ancora..ma ai quali fondamentalmente non gli interessa………HA ROTTO QUESTO OLOCAUSTO…..cerchiamo di dimenticare
Molto facile scrivere il commentino così. Vai da un reduce di qualche campo polacco e chiedigli se gentilmente può dimenticare, che a te tutta ‘sta memoria dà fastidio.
Tu hai altro di più importante da ricordare, vero?
Sono passati 65 anni, non credo ci saranno in giro ancora tanti reduci dei campi di sterminio.
Nessuno ti costringe a ricordare, Simona, visto che la cosa ti ha “rotto”.
In fin dei conti “la giornata della memoria” non ti toglie nulla dalla tasca, quindi qual è il problema?
Caro john, non e’ un problema, pero’ dell’Olocausto degli ebrei ce ne parlano mattina mezzogiorno e sera 365 giorni l’anno, magari giustamente, e come tutte le cose martellanti alla lunga col passare degli anni stancano un po la gente, tutto qui.
Io direi che dovrebbero parci un po anche degli altri Olocausti, tipo la tratta in schiavitu e lo sterminio di milioni di neri dall’Africa all’America, lo sterminio di milioni di pellerossa del nord-America, lo sterminio di 1 milione di prigionieri tedeschi in Germania 1945/46.
Suvvia io vorrei che i mezzi di informazione parlassero, almeno qualche volta anche degli altri Olocausti.
Non penso sarebbe un delitto ogni tanto parlare ed elencare tutti gli Olocausti, lo stesso vale anche per le leggi razziali, sono state una vergogna in Europa, giustamente vengono ricordate e se ne parla, pero’ trovo inaccettabile che delle leggi razziali rimaste in vigore negli USA sino al 1964, non se ne parli mai o quasi mai.
Parliamo qualche volta anche delle leggi razziali americane, non penso sia un delitto farlo.
Io farei della giornata del 27 gennaio, la giornata della memoria di tutti gli Olocausti che l’Umanita ha vissuto, perche penso sia riduttivo ricordare che non si ripeta un solo tipo di Olocausto, ma nessun tipo di Olocausto deve più ripetersi.
Mai più olocausti al mondo devono avvenire, di nessun tipo!