Quanto ci costa la corruzione?

10/09/2012 - Fra ritardi e mancata crescita: tutti i dati

Quanto ci costa la corruzione?

Riuscirà questo paese a dotarsi di una seria normativa anticorruzione? Per il governo di Mario Monti la normativa è una priorità: per le forze politiche, non tanto, nel senso che il Popolo della Libertà, prima forza parlamentare del paese, ha tutta l’intenzione di mettersi di traverso fino a che non saranno rispettati i patti.

 

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SENZA LA CORRUZIONE - Si intende: lo “scambio”, promesso dal governo il 16 settembre, fra Ddl intercettazioni e misure sulla responsabilità dei giudici da una parte e, appunto, le normative anticorruzione. Secondo il ministro Paola Severino non ci sono preclusioni, i Ddl sono semplicemente “non calendarizzati” e quando lo saranno il governo parlerà: dunque, ogni responsabilità viene addossata sulle dirigenze delle Camere. Tuttavia, la situazione va velocemente sbloccata perché per il governo le misure anticorruzione sono una priorità. E, diremmo, anche per il paese. Lo si capisce dalle parole del ministro Severino.

«La crescita del reddito potrebbe essere superiore del 2- 4% con un’efficace lotta alla corruzione ». Poi un dato shock: «Dove la corruzione è più bassa, il settore delle imprese cresce fino al 3% annuo in più». Ancora: «La corruzione rappresenta una tassa del 20% sugli investimenti esteri»

L’Italia è ormai sotto osservazione degli enti internazionali che si occupano di denunciare l’impatto della corruzione sull’Economia: la Banca Mondiale e Trasparency International ritraggono l’Italia come un paese praticamente del terzo mondo per quanto riguarda la rilevanza di mazzettte e prebende sulla vita delle imprese.

I GRAFICI - Repubblica pubblica una serie di grafici che ci aiutano a capire.

Nel nostro paese non funziona la giustizia. Ci sono moltissime cause intentate sul civile, troppe forse per garantire una serenità al paese rispetto ad altri partner occidentali. Il nostro è un paese, così, grandemente litigioso e che però non riesce a smaltire questa mole di cause intentate. Il secondo grafico mostra come le cause vengano velocemente iscritte a ruolo ma per arrivare a sentenza ci si mette un tempo immane, 900 giorni, tre anni. Più della morente Grecia, e con gli altri paesi il paragone non è nemmeno ipotizzabile. Una volta raggiunta la sentenza, poi, l’odissea non è finita perché per raggiungere l’esecuzione forzata ci vuole il tempo che in Francia serve per avere una definizione della questione (praticamente un anno). Così un’impresa per risolvere sul civile le proprie questioni ordinarie, un risarcimento, un mancato pagamento, qualcosa andato storto, ci mette quattro anni.

Nel nostro paese la corruzione è percepita come emergenza nazionale. Lo dimostra il grafico di Transparency. In questo senso il ddl Anticorruzione dovrebbe spingere a maggior trasparenza e camminare verso la soluzione del problema. Ecco, nell’elaborazione Ansa-Centimetri, i principali contenuti.

Il PdL si sta mettendo di traverso. Ma Paola Severino ha già dimostrato di saper tenere il punto.

 

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6 Commenti

  1. limitless scrive:

    La corruzione, nn è questione di leggi, decerebrati, ma di cultura.
    Queste proposte, è la solita propaganda, intorbida e incanta popolo ebete!

    • jpmarat scrive:

      tendenzialmente d’accordo con te, ma considero purtroppo la cultura civica italiana ancora troppo arretrata, egoista e incentrata solo al benessere del “proprio orticello”.

      Considero inaccettabile ad esempio, che condannati di frodi abbiano la possibilita’ di amministrare il bene pubblico… le loro candidature dovrebbero essere ignorate dagli elettori ma purtroppo cio’ non avviene. Ben venga allora una legge che impedisca loro di candidarsi.

      Bisognerebbe affiancare a forme punitive, anche programmi di cultura civica (fin dalle scuole) che puntino a responsabilizzare le nuove generazioni.

    • Parlando di cultura... scrive:

      Non ci andrebbe la virgola tra soggetto e predicato, decerebrato!

  2. licantropo scrive:

    gli italiani i più tartassati al mondo dalle tasse e con gl stipendi più bassi in europa,praticano la bustarelle e il doppio lavoro. con l’emigrazione non controllata le cronache dei giornali ci dicono che si moltiplicano bustarelle per le patenti di guida per chi non conosce neppure una parola di italiano eper le licenze commerciali che gli immigrati riescono ad avere in 30 giorni e gli italiani in trenta anni….

  3. Luca Schiavoni scrive:

    bene, la Severino allora – che se non erro è la piu ricca dei neo ministri – dovrebbe risarcire lo Stato per il suo MANCATO INTERVENTO DA UN ANNO. Se aveva questi dai, ed è da novembre che dice “è una priorità” BEH in un anno ci ha fatto PERDERE il 2-4 per cento di PIL. Si dimetta oggi, e dia tutti i suoi averi a qualcuno a caso. Alcoa?

  4. paolo dinucci scrive:

    a che serve il decreto anticorruzione visto che i rappresentanti delle istituzioni sono dei cleptocrati. da decretone lo faranno diventere sicuramente un “de cretino”. comunque i cleptopolitici italiani involano ogni anno circa il sessanta per cento del prodotto interno lordo dell’italia altro che il miserabile 2%

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