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Quello che va in carcere a 80 anni (da invalido) per reati sessuali

Denunciano un grave caso di malagiustizia i legali di un anziano imprenditore di Olbia, originario di Messina, 8 anni fa condannato per reati sessuali, che rimane in cella nonostante i seri problemi di salute e l’invalidità fisica. L’uomo, 80 anni, arrestato dopo sentenza definitiva, oggi rinchiuso nel penitenziario sassarese di San Sebastiano, prima di finire in cella era affidato alle cure di una badante a causa della sua patologia.

 

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IL NO AI DOMICILIARI – Ora a causa delle sue precarie condizioni trascorre tutta la giornata in infermeria. Gli avvocati non sono riusciti ad ottenere scarcerazione ed arresti domiciliari. All’anziano detenuto restano da scontare ancora tre anni di pena. Del caso parla Franco Ferrandu su L’Unione Sarda:

Per i suoi legali è stato impossibile ottenere i benefici di legge, le misure alternative come gli arresti domiciliari. Sono garantiti tra l’altro alle persone che superano i 70 anni di età, ma non riguardano i condannati per l’articolo 609 bis, relativo ad atti sessuali, considerati alla stregua di una violenza. Domenico Putzolu, il legale dell’anziano imprenditore, non è riuscito ad ottenere dai sanitari del penitenziario una certificazione che dimostri l’incompatibilità del detenuto con il regime carcerario, e l’impossibilità di seguire la terapia a San Sebastiano. Con molto ritardo i certificati medici sono stati trasferiti all’ufficio del magistrato di sorveglianza, cui spetterà la decisione sulla scarcerazione. L’avvocato annuncia battaglia: «Nomineremo un medico legale che stabilirà se hanno ragione loro, se quindi l’anziano detenuto dovrà trascorrere i prossimi mesi in carcere, oppure se abbiamo ragione noi. In questo dovrà essere rimandato a casa, agli arresti domiciliari. Per ora rimaniamo in attesa dell’udienza». Secondo quanto disposto dai giudici della Corte di Cassazione, l’uomo deve scontare tre anni di reclusione. Le recenti normative stabiliscono che per ottenere le misure cautelari alternative, coloro che vengono condannati per reati sessuali devono scontare almeno un anno di carcere, ed essere sottoposti a osservazione della loro personalità. Il legale Domenico Putzolu è perplesso, anche perché dal reato alla detenzione sono trascorsi diversi anni. «Con questi trattamenti lo Stato vuole mandare all’esterno segnali di severità. Ma sono molte altre le occasioni in cui potrebbe essere mostrata una maggiore fermezza».

 

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