Salvatore Cuffaro, l’ex governatore della Regione siciliana, detto “Totò vasa vasa” ed ora senatore dell’Udc, dopo la condanna in primo grado a 5 anni è stato condannato in appello a 7 anni di carcere per favoreggiamento aggravato nel processo alle cosiddette “talpe” della Dda di Palermo per aver agevolato Cosa nostra e per rivelazione di segreto istruttorio ha mostrato un aplomb invidiabile.
Ha detto: “Prendo atto, però, della sentenza della Corte d’appello. In conseguenza di ciò, lascio ogni incarico di partito. Mi dedicherò, con la serenità che la Madonna mi aiuterà ad avere, alla mia famiglia e a difendermi nel processo, fiducioso in un esito di giustizia”. Lorenzo Cesa, segretario dell’Udc, il partito di Cuffaro (e di Pierferdinando Casini) ha detto che “Le dimissioni di Cuffaro da ogni incarico di partito sono sul piano politico più eloquenti di ogni nostra parola”.
In attesa della sentenza definitiva della Cassazione – ognuno è innocente fino a prova contraria – il nostro buon Totò potrà riflettere sull’opportunità di lasciare anche il posto da Senatore della Repubblica e da componente della Caommissione di Vigilanza della Rai. Anche il suo silenzio su questo punto, cari Casa e Casini, è piuttosto eloquente.



quello non lo lascia perché è l’ancora di salvezza dalla galera
Ancora di salvezza un cazzo. Nel caso in cui la cassazione dovesse confermare la sentenza d’appello quello in galera ci finisce, secondo le norme vigenti. Poi ci son sempre le bicamerali…le larghe intese…le amnistie, gl’indulti gl’inciuci e i processi brevi…
Non sia mai che tra dieci anni i punti cardinali del quadrilatero della moda fossero piazza Bettino Craxi, corso Vittorio Mangano II, via Totò Vasavasa e largo Psiconano.
E sulla guglia più alta del Duomo, al posto della madunina, la statua di Massimo D’Alema…
Questa è una delle conseguenze della FAIDA in corso fra la ………di Cuffaro/ Casini e la ..,……..che appoggia Berlusconi e che ha in Maroni l’arma principale.