Interni

P2P, la Federazione anti-pirati si dà alla pirateria

22 gennaio 2010

La Fapav porta in tribunale Telecom per contrastare i download illegali, ma i dati presentati nel ricorso sono stati raccolti illecitamente

Ci sarebbe da ridere, se non fosse che la questione è piuttosto seria. Alcuni giorni fa la Federazione antipirateria audiovisiva (Fapav) ha presentato con la Siae un ricorso d’urgenza al tribunale civile di Roma, sezione Proprietà industriale, contro Telecom Italia, colpevole di scarsa opposizione ai pirati che popolano le reti peer-to-peer. Nel ricorso Fapav presenta alcuni dati rilevati tra settembre 2008 e marzo 2009: utilizzando dei file esca la Federazione ha verificato che ci sono stati 2,2 milioni di accessi illeciti a nove film in prima visione, in “oltre un milione di casi” da utenti Telecom, e che “in un numero estremamente elevato di casi, gli abbonati Telecom” hanno fatto “illecita riproduzione delle opere” accedendo a determinati siti, tra cui The Pirate Bay, ItalianShare, Vedogratis e Italiansubs (che, a onor di cronaca, con la “riproduzione illecita delle opere” non ha nulla a che vedere). Fapav chiede quindi al giudice di intimare a Telecom di comunicare i nomi dei pirati all’autorità giudiziaria e di impedire l’accesso ai circuiti P2P, con una penale di 10000 euro al giorno per il ritardo nell’ottemperanza di queste misure.

IL CASO - Telecom, naturalmente, si oppone, e il caso sarebbe l’ennesima riproposizione di un’antica questione ancora irrisolta, quella delle responsabilità dei provider nella sorveglianza sui pirati, se non fosse per un aspetto giustamente sottolineato da Telecom nella contromemoria: i dati riportati da Fapav, se veritieri, sono stati ottenuti illecitamente. Se infatti l’uso di esche permette di avere informazioni sugli accessi a determinate opere e sugli indirizzi IP degli utenti, per scoprire quali siti tali utenti hanno visitato è necessario introdursi nel computer o nella rete dell’utente con appositi programmi (trojan o spyware). E questa, vocabolario alla mano, si chiama pirateria informatica.

I REATI - Si è schierata con Telecom anche l’Associazione Internet Provider (Aiip), secondo la quale il provider non ha per legge alcun obbligo di sorveglianza sui suoi utenti. Ma a questo punto la parte più interessante della vicenda riguarda l’attività di Fapav, che avrebbe commesso varie violazioni al codice sulla privacy e alle direttive europee, nonché i reati di accesso informatico abusivo e “intercettazioni telematiche mediante installazione di dispositivi-spia”. A questo punto le scelte per Fapav sono due: rimangiarsi tutto, spiegando di aver inventato i dati e di aver dichiarato il falso nel ricorso, oppure affrontare le accuse, provando a spiegare al giudice e soprattutto agli utenti perché la Federazione che combatte i pirati si è improvvisamente (e improvvidamente) data alla pirateria. In entrambi i casi, ci sarà di che divertirsi.

5 commenti a P2P, la Federazione anti-pirati si dà alla pirateria

  1. Italiansubs (che, a onor di cronaca, con la “riproduzione illecita delle opere” non ha nulla a che vedere)

    E invece anche i sottotitoli, quelli creati dai fan che peraltro si fanno un discreto mazzo, stanno sotto l’ombrello del copyright. Per fortuna è raro che gli studios s’impuntino pure su questo.

  2. Matteo Coceani

    A pirata, pirata e mezzo…

  3. Nomenklatura

    Siamo un paese governato politicamente dal monopolista tv. Non so voi ma io ci sento odore di operazione “cavallo di Troia”. Mi spiego: si crea il caso, cioè si urla ai pirati, si da la colpa al provider e si fa un sacco di rumore sui media, a questo punto interviene il solito pool di ministri, parlamentari presta nome, giornalisti sputa sentenze che facendo parte del partito dell’amore incitano alla chiusura di internet, alla deportazione dei pirati(in italia se scarichi una canzonetta sei un terrorista se metti un camioncino pieno di esplosivo sei uno che fa “intimidazioni”). Alla fine interviene il governo ufficialmente che fa passare il solito decreto d’urgenza sull’onda della finta emergenza pirati. Vabbe’ dai io penso sempre malissimo di tutto e tutti, sono paranoico, non succederà nulla di questo e noi siamo una democrazia e la Costituzione verrà rispettata e le centrali nucleari non verranno costruite e il processo breve non verrà attuato… sorridete siamo su candid camera!!!

  4. Z

    Esigo, da cittadino europeo, di poter votare il partito di Pirate Bay, ancorché presente, territorialmente, solo in Svezia. Quest’Europa mi sembra molto intenta a salvaguardare le proprie clientele, a discapito della democrazia e della rappresentanza.

  5. Pippo

    E perchè non denunciare la FAPAV ?

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