L’indagine della procura si basa su un’ipotesi investigativa con al centro un direttore di giornale. Che avrebbe diretto il “traffico” del materiale compromettente. E i personaggi avrebbero pagato fino a 300mila euro per un servizio
Leonardo Pieraccioni, Stefano Ricucci, Michele Santoro e Beatrice Borromeo. Per adesso sono soltanto questi i nomi che sono trapelati dalle indagini della procura di Milano che, con il pm Frank Di Maio, sta indagando su venti casi di transazioni sospette tra agenzie fotografiche, direttori di giornali e personaggi pubblici, avvenute tra Roma e Milano e con al centro Carmen Masi della Photo Masi, Max Scarfone e Maurizio Sorge: Scarfone e la Masi sono già arrivati agli onori della cronaca, per le foto di Silvio Sircana e il video di Piero Marrazzo che lo ritraeva con un trans.
STRANE SIMILITUDINI – E in effetti questa storia di somiglianze con quella che ha coinvolto l’ex presidente della Regione Lazio ne ha davvero tante, troppe. Tanto che i quattro indagati non sarebbero gli unici finiti nel mirino dei pubblici ministeri. L’ipotesi investigativa su cui lavorano gli inquirenti è suggestiva: ci sarebbe una regia, una manina che ha diretto il “traffico” delle pellicole da una parte in causa all’altra, decidendo cosa andava pubblicato e cosa invece poteva finire nel dimenticatoio, previo ricatto delle persone coinvolte. Il nome che circola come mediatore principe è quello di Alfonso Signorini, direttore delle mondadoriane Chi e Sorrisi e Canzoni e già coinvolto nella vicenda Marrazzo, mentre l’indagata Carmen Masi ha fatto sapere tramite il suo avvocato che l’agenzia non ha mai consegnato foto ai vip coinvolti, ma ha sempre ed esclusivamente trattato con i direttori dei giornali, pur essendosi accorta che spesso le immagini venivano pagate ma poi non pubblicate. 
INTERMEDIAZIONE E RICETTAZIONE – E per capire in che modo potrebbero essere andati i fatti bisogna rileggere un vecchio verbale di “Bicio” Pensa, ex collaboratore di Fabrizio Corona, citato da Repubblica: “Poche settimane prima, Corona, secondo il ricordo vivo di Pensa, per fare solo un esempio, mette le mani su scatti che coinvolgono Simona Ventura in compagnia di un uomo. “Insomma il fotografo ha fatto le foto – ricorda l’episodio Pensa – alcune sono state messe su “Chi” ma effettivamente quelle che erano un attimino scandalose sono sparite”. Il sospetto avanzato dal paparazzo è che quelle immagini siano state girate direttamente alla showgirl. Secondo il testimone, è Signorini a trattare direttamente con i vip. Con che ruolo, ora, lo cercherà di scoprire Di Maio“.
I NOMI - A parte quelli già usciti, di grandi nomi coinvolti nella vicenda ce ne sarebbero molti. Si parla poi di alti dirigenti sportivi, personaggi del mondo dello spettacolo e addirittura del giornalismo. Esattamente come per lo scandalo Marrazzo, dove si parlava di un direttore di giornale che finiva spesso, fino a qualche tempo fa, come opinionista in trasmissioni televisive di primo piano. Tutti poi puntano il dito su due politici di una certa importanza, finiti nel giro uno in modo diretto, l’altro per un suo collaboratore (o una collaboratrice): sarebbe la prima l’estorsione da 300mila euro di cui si parla nelle testimonianze. Nelle quali si racconta anche qualche particolare in più. Ovvero, che molti scoop finiti sui giornali di gossip erano organizzati dai protagonisti (come si immaginava), ed altri, invece, erano frutto di accordi tra fotografi e persone vicine ai vip, le quali, dietro compenso, si prestavano a fornire luoghi e spostamenti dei personaggi famosi per permettere le paparazzate. Il toto-nomi è appena cominciato, nei prossimi giorni ne sapremo di più.






















[...] Articolo Originale: Foto-ricatti, vip e politici nel mirino Articolo aggregato il 22 gennaio, 2010 alle 11:43 ed archiviato in Vip. Puoi seguire il dibattito [...]
ah beh
Semplicemente MAIALI che “”GODONO DEL PRIVILEGIO”" della ricchezza e del POTERE.
Esseri umani che, se da loro dipendesse, schiaccerebbero tutti coloro che si oppongono ai loro appetiti. Individui i cui nomi ricorrentemente troviamo sulla stampa, non sono nemmeno degni di essere chiamati “”Umani”" ma semplicemente animali addomesticati.
[...] quadra, insomma, o meglio, quadrerebbe con l’impianto accusatorio che stanno mettendo su i pubblici ministeri, se non fosse per un piccolo particolare che non torna [...]