Processo breve, ecco perché è incostituzionale

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Il DDL sul “processo breve” è ormai a bordo della Navetta parlamentare che lo porterà dal Senato alla Camera. In quella sede, apprendiamo, potranno essere limati alcuni dei profili di incostituzionalità che il testo approvato dalla camera alta sembra tuttora presentare.

A che ci stiamo riferendo? Uno dei più importanti vizi di costituzionalità di una legge, elaborato dalla Giurisprudenza della Corte, attiene alla sua “ragionevolezza”. Questo principio, in estrema sintesi, deriva direttamente dall’articolo 3 della nostra Costituzione e stabilisce che a situazioni uguali va riservato uguale trattamento, mentre a situazioni differenti non va riservato uguale trattamento: per dirla con Don Milani, non c’è infatti “maggiore ingiustizia che fare parti eguali fra diseguali”.

E il processo breve, nel testo finora approvato, sembra cadere proprio in questa situazione. Il disegno di legge prevede, come sappiamo, un contingentamento obbligatorio dei tempi processuali, sulla base di tre categorie: reati con pena inferiore ai dieci anni, con pena superiore ai dieci anni, e reati di mafia e terrorismo. Ognuna di queste categorie ha un termine massimo diverso per l’arrivo a sentenza, altrimenti viene immediatamente ghigliottinato.

Il punto è però un altro. L’articolo 9 della legge, la “norma transitoria”, stabilisce che la legge si applica anche ai processi in corso, ma solo se la pena massima è di dieci anni. Ed è proprio questa cosa a non tornare: il legislatore divide i processi in tre “tipi” diversi, ma poi applica una certa disposizione solo ad uno di essi, senza ulteriori giustificazioni. Situazione uguale (un processo in corso), trattamento diverso (applicabilità immediata solo ad alcuni processi): per la Corte, una situazione del genere sarebbe passibile di irragionevolezza.

Per superare questo ostacolo il legislatore della Camera dovrebbe introdurre una qualche giustificazione convincente riguardo questa discriminazione: perché questa legge dovrebbe entrare in vigore subito, ma solo per alcuni processi? La cosa va spiegata perché riesca ad avere senso, ma sarà difficile farlo. E c’è il rischio che questo testo, così maldestramente composto, porti il paese verso un nuovo capitolo dello scontro fra pezzi dello Stato, con la Corte Costituzionale chiamata a fare il suo lavoro su un provvedimento inaccettabile, mentre il Governo che lo ha fortemente voluto la accusa di lavorare per la sovversione delle istituzioni. Uno spettacolo che abbiamo già visto e di cui, personalmente, preferirei fare a meno.

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14 Commenti

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  2. sosio pagliaroli scrive:

    Ma scusate,con il processo breve la magistratura smette di essere una casta
    inamovibile e intoccabile? Smette di essere il braccio operativo della sinistra?-E poi,secondo quale criterio si può definire breve un processo che se tutto và bene dura sei anni,dico sei anni.Concordo che stiamo continuando ad
    andare a rotoli ma se questa vuole essere la legge che riforma la giustizia stiamo proprio precipitando.E non sono di sinistra.

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