LE CARTOLARIZZAZIONI DI CARTA - Lehman Brothers nel corso dell’ultimo decennio è stato il principale operatore nel settore delle cartolarizzazioni immobiliari.
In pratica comprava i mutui, li impacchettava e rivendeva i titoli così creati con sopra il proprio prestigioso marchio, lucrandoci sopra un notevole differenziale in tassi. Un po’ come fanno tantissime aziende, oramai ex manifatturiere, che importano prodotti dalla Cina o Indonesia, ci mettono sopra il loro rinomato logo incrementandone immediatamente il valore agli occhi del consumatore. Solo che se in una scarpa Nike entra l’acqua, amen, al massimo se ne piglia un’altra paio. Ma se titoli sui quali gli investitori hanno investito miliardi di dollari si incomincia ad avere il dubbio che non verranno pagati, come ben capirete, il problema è ben più grosso. Infatti ancora nel luglio 2008 Lehman aveva nel proprio portfolio ben 60 miliardi di dollari di questi titoli, oltre a quelli che aveva venduto per il mondo, a fronte di capitali per soli 26. In generale l’insieme delle attività della Lehman era coperto solo per il 4,2% dal capitale dell’azienda.
CETO MEDIO SPENDACCIONE - Questa strategia, che si chiama leva finanziaria, moltiplica gli utili in rapporto ai propri capitali in maniera impressionante quando le cose vanno bene (il famoso ROE di cui sentirete parlare tutti i banchieri anche nostrani) ma moltiplica in negativo pure le perdite quando invece le cose volgono verso il peggio. E così Lehman ha dovuto dichiarare nella prima trimestrale del 2008 perdite per oltre 2,8 miliardi di dollari e il proprio management fu costretto a vendere attività per 147 miliardi per cercare di tamponare la crisi.
A questo va aggiunto anche il piano di licenziamenti presentato in agosto che andrà ad interessare il 6% della propria forzo lavoro, pari a 1500 persone. Ma, sinceramente, pare possibile che una banca che si occupa di mutui vada in una crisi così profonda solo per quella quota di mutui concessi a persone che avevano garanzie di reddito sufficienti? No questo lo abbiamo già spiegato: sono troppe le insolvenze e i pignoramenti che si stanno verificando negli USA, e riguardano non solo persone con bassi redditi, ma per intero una classe media che ha speso negli ultimi anni più di quanto guadagnava attraverso la continua concessione di mutui e l’utilizzo sfrenato delle carte di credito.
LA CORDATA AMERICANA - Proprio sabato la FED e il ministro del Tesoro di Bush, Henry Paulson, hanno convocato trenta grandi banche, fra cui anche l’inglese Barclays e le svizzere Ubs e Credit Suisse. In pratica han detto di tirar fuori i soldi per acquistare le residue attività di Lehman (che perdon valore di giorno in giorno), oppure questa andrà al fallimento. Il Tesoro USA, in pieno periodo elettorale, non intende infatti accollare ai contribuenti il costo del salvataggio e regalare alle banche la Lehman
ripulita, come successe con Bear Stearns acquistata da JP Morgan e come sta succedendo in un altro luogo, con una compagnia aerea che ben conosciamo.
MA TORNIAMO IN ITALIA - Ma a parte l’eventuale buco derivante dalle vecchie cartolarizzazioni, cosa comporterà tutto questo per gli italiani? Un po’ di banche che si fondono, e vabbè uno potrebbe anche dire meglio così, ma in prospettiva si vede il “credit crunch“, cioè una contrazione del credito: meno soldi alle aziende, e quindi meno investimenti e posti di lavoro, meno soldi ai privati, e quindi meno possibilità di acquistarsi la casa o cambiare l’auto, se non a costi molto più elevati. Non proprio lo scenario migliore per cercare di risollevare il PIL italiano già pronosticato in crisi. E soprattutto il segnale finale che la ricreazione è veramente finita. Quello che non si sa è quanti bimbi hanno le mani troppo sporche di merenda per poter rientrare in classe.






















Credo che piu’ che l’attività di structuring sia stata l’attività di trading a fregare Lehman. Nello structuring (1) l’emittente è un SPV (2) il rischio credito è trasferito integralmente (3) l’originator di solito lavora viene remunerato per servizi accessori (servicing, paying agent) e come controparte per derivati (swap). Per quanto riguarda le operazioni del Tesoro (immagino si parli delle varie SCIC, SCIP etc.) valgono le stesse considerazioni, quindi grossi problemi per il bilancio statale non dovrebbero esserci. A meno che non ci sia qualcosa d’altro che non è stato ancora reso pubblico…
ma sì, tanto è tutto a posto: http://borsaitaliana.it.reuter.....6220080915
Lo so che per voi exstalinisti è difficile da capire, ma le banche sono diventate PRIVATE (Unicredit compresa)!
Nel pezzo si parlava di potenziale buco per il bilancio statale dovuto al fallimento della controparte Lehman, e questo mi pare improbabile - a meno che nelle operazioni strutturate da Lehman non siano presenti delle clausole anomale, chi lo sa. Le banche italiane adesso faranno a gara a dire che non hanno posizioni con Lehman, che pero’ era uno degli attori più grossi su derivati di credito quindi potrebbero esserci delle “belle”sorprese.
Lo so che per te è difficile da capire, ma ho ben presente la differenza tra pubblico e privato. Stavo solo aggiungendo un’informazione, visto che non mi pareva necessario editare il testo.
“Credo che piu’ che l’attività di structuring sia stata l’attività di trading a fregare Lehman.”
Non se ti tieni in pancia 60 miliardi di dollari delle stesse cartolarizzazioni immobiliari che hai creato (cosa riportata nel pezzo se si avesse la buona cura di leggerlo come facciamo di solito noi exstalinisti :P) probabilmente usate come base per qualche succesiva “sintesi” di titoli oppure semplicemente rimaste sul gozzo perchè non si trovavano più gonzi liberisti ai quali rifilarle.
Il problema del Tesoro sono i trades dove Lehman è controparte swap (sugli IRS), ma penso che i contratti verranno sistemati, anche se sarà molto laborioso. Lehman si è fregata comprando MBS a manetta nel 2006. Poi si sono accorti che qualcosa non quadrava, hanno tentato di coprire il rischio ma non ce l’hanno fatta.
che scorbutico, sei uscito per pranzo ma avevano finito il kebab di bambino, dì la verità…
Si Phas credo anch’io, ma gli swap sono regolati per differenze, quindi la perdita potenziale è ben lungi dal nominale. Il problema potrebbe essere se devi rinegoziare gli stessi swap con un’altra controparte se i termini attuali sono a favore della rep.it….
AG: sorry, avevo letto il passaggio ma non avevo colto che parlassi dei titoli strutturati e rimasti invenduti. il numero cmq mi pare altino (il primario è rallentato a dismisura quest’anno, anche per le emissioni retained), sicuro che questi geni non abbiano anche raccolto carta pensando ad un rimbalzo? cmq 10 euro che non riesci a scrivere 10 commenti senza metterci dentro i liberisti kattivi.
E io 25 che non riesci a non dire “exstalinisti” a sproposito.
Ops, ho già vinto!
Io sarei anche curioso di sapere come le cartolarizzazioni fatte dal Tesoro italiano con la Lehman fossero regolate contrattualmente. Il saldo da versare allo stato al termine della vendita degli immobili è già stato versato? Può essere sottoposto a revocatoria (come nel diritto fallimentare italiano) o no? Poi c’è tutto il settore del “parastato” che era in affari con la Lehman, per esempio per la cartolarizzazione dei crediti sanitari (cioè i pagamenti delle USL) che sono finiti nei bilanci di tante banche italiane. Oppure la cartolarizzazione dei crediti contributivi non pagati all’INPS. Insomma è un gran casotto e non vorrei che lo Stato debba “ripagare” ai sottoscrittori parte di ciò che ha incassato dalla Lehman in quanto garante finale di quelle operazioni. In questo mi affido ai nostri liberal-liberisti che conoscono il common right finanziario USA. Che ne dite?
mi giunge notizia che in Campania la regione abbia speculato sui derivati perdendo molti soldi nonostanze consulenze miliardarie (altre perdite)
è possibile fare un bell’ articolo prima che sia troppo tardi (vicine elezioni) per non essere chiamati fascisti ?
lettore, alias tu-sai-chi-e-lo-sapemo-pure-noi,
perché non ci dici quello che sai in mail? Garantita massima discrezione
commentare est facile…denunziare est diabolico e non bastano i sentito dire
ho problemi alla tastiera, il diavolo est in agguato
per questo apprezzo il vostro lavoro sinceramente
Vai da quello da cui l’hai sentito dire e mettilo in contatto con noi. E poi, se apprezzi il nostro lavoro, dacci l’opportunità di farlo!
Da quello che so io la Campania è una delle regioni che più a cartolarizzato i crediti dei fornitori verso le sue USL. Adesso quei titoli chi li paga? http://www.ilsole24ore.com/art.....iew=Libero