Draghi ha preso l’ultimo treno

di - 07/09/2012 - In Germania i dubbi sulla svolta dell'Eurotower sono sempre più rumorosi

Draghi ha preso l'ultimo treno
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L’acquisto di bond dei paesi in crisi è l’ultimo mezzo che l’Europa ha a disposizione per lenire la sua crisi. Dopo quattro anni di terrore da indebitamento sovrano, se anche la svolta della Bce non darà effetti positivi, la disgregazione dell’eurozona non sarà più un’ipotesi da escludere.

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MASSIMA TENSIONE - Der Spiegel rivela un inedito retroscena sulla conferenza stampa di Mario Draghi di ieri pomeriggio. Poco prima che il presidente della Bce comunicasse l’esito dell’ultimo Consiglio direttivo, gli allarmi dell’Eurotower sono scattati. Sembrava che all’interno dell’istituto di Francoforte fosse scoppiato un incendio, ma si trattava solo di un falso allarme. Le fiamme che hanno reso infernale la recessione di alcuni paesi europei come la Grecia è però divampato ormai molto tempo fa, e il surplus di tensione prima della riunione di ieri non era assolutamente necessario per i banchieri centrali. I 22 uomini che compongono il Board della Banca centrale europea, il presidente Draghi, i membri del comitato esecutivo che lo affiancano e i diciassette presidenti delle banche centrali dei paesi dell’eurozona hanno preso la decisione probabilmente più importante della storia dell’istituto. Dopo mesi di conflitto interno la Bce ha deciso di procedere all’acquisto illimitato di titoli di stato dei paesi membri, anche se saranno comprati solo i bond a breve e medio termine sul mercato secondario. La rottura di un tabu storico, che aveva paralizzato la gestione dell’eurocrisi incendiatasi ormai da quasi tre anni.

GERMANIA DELUSA – La rivoluzione della Bce è stata caratterizzata dal consenso interno. Solo Jens Weidmann, come ha rivelato più tardi la Bundesbank, ha votato contro il programma di acquisto dei titoli di stato. Un portavoce dell’istituto ha motivato il no del presidente in ragione di un’eccessiva vicinanza ad un programma di finanziamento diretto agli stati attraverso la stampa di moneta. La reazione della Germania non è però stata rabbiosa, almeno per ora. Angela Merkel ha dato il via libera a Draghi ormai da più di un mese, avendo ottenuto a livello europeo il proseguimento del rigore che ha caratterizzato la gestione della crisi dei debiti sovrani. Un giornale conservatore come Die Welt ha titolato ” I mercati festeggiano la morte della Bundesbank” per descrivere il boom dei mercati finanziari seguito all’annuncio di Draghi. Faz, il quotidiano più vicino alla Cdu della Merkel, ha rimarcato come il fronte dell’Europa del Nord, finora compatto nella difesa dell’austerità, sia stato diviso da Draghi. I toni rimangono critici ma sommessi, almeno per il momento, visto che lo stesso membro tedesco del Board, Asmussen, ha votato a favore del nuovo intervento della Bce. La tempesta, però, potrebbe scatenarsi nei prossimi giorni, anche perché per dare il via libera agli acquisti dell’Eurotower bisogna definire le condizioni per il programma di aiuto allo stato in crisi da spread.

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1 Commento

  1. patroclo scrive:

    con la recessione che sarà costante anche nei prossimi anni,con le banche che, ricapitalizzate da pantalone,non hanno alcun interesse a far defluire le risose verso la produzione,insomma con le entrate garantite dai soliti noti,nonostante le continue ed assordanti strombazzate contro l’evasione fiscale che viene combattuta col 117,laddove occorrerebbe fa emergere l’economia non osservata che fattura,esentata dal fisco, un terzo del pil,ci dovrebbero dire dove troveranno i soldi per pagare gli interessi..emetteranno altri titoli,oppure faranno piangere i soliti contribuenti,visto che la riduzione delle spese è solo una boutade….

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