Esteri

Haiti: via i giornalisti dall’aeroporto

21 gennaio 2010

I soldati americani hanno chiesto alla stampa straniera di lasciare l’accampamento allestito presso il campo di aviazione di Port-au-Prince.

Le truppe Usa hanno convocato questa notte i giornalisti stranieri per comunicargli di lasciare l’aeroporto della capitale haitiana prima delle otto del mattino di oggi (ore 13 in Italia). La notizia arriva dal gruppo Efe della stampa spagnola  accampato nell’ aerodromo di Port-au-Prince, in cui sono ubicate anche tutte le agenzie di aiuti internazionali. Senza spiegare i motivi, i militari detto loro che si tratta di una disposizione che colpisce tutta la stampa internazionale. Al momento non si conosce però dove saranno spostati per esercitare le loro funzioni informative.

IMMANCABILE CHAVEZ - I giornalisti spagnoli che si trovano sul luogo, hanno informato di quanto accaduto il Ministero degli Affari Esteri e l’Agenzia spagnola per la cooperazione internazionale allo sviluppo (AECID). Secondo la portavoce dell’agenzia, Virginia Castrejana, il Segretario di Stato per la cooperazione ibero-americana, Juan Pablo de Laiglesia, discuterà della questione in occasione della riunione che è prevista con il primo ministro haitiano, Jean Max Bellerive, e che potrebbe includere anche il Presidente, René Préval, e l’ambasciatore americano ad Haiti, Ken Merten. Per Castrejana l’AECID è intenzionata a risolvere con la massima priorità questa questione.Le truppe americane hanno già preso il controllo di Haiti, immersa ormai nel caos totale. A questo proposito, il presidente René Préval ieri ha respinto qualsiasi controversia sul dispiegamento di 10.000 marines nel loro paese. “Non abbiamo alcun problema ideologico per l’aiuto di coloro che sono in grado e che vogliono aiutare”, ha detto il capo dello Stato. Una risposta forte dopo il violento attacco del Presidente Chavez che aveva accusato Washington di usare la tragedia della popolazione per occupare militarmente Haiti.

WELCOME TO GUANTANAMO - Nel frattempo, il generale Ken Keen, capo della forza congiunta degli Stati Uniti che opera ad Haiti, ha assicurato ieri mattina che il porto della capitale sarà riaperto venerdì al traffico commerciale, ma che comunque funzionerà al 50% della capacità. Il generale di brigata Michael Dana ha spiegato che la riapertura del porto, sotto il controllo di Haiti, decongestionerà l’aeroporto della capitale, che sta ricevendo al momento tutto il flusso degli aiuti umanitari.”Il governo degli Stati Uniti ha la più grande delle intenzioni di attuare una la politica della linea dura, senza eccezioni, per non permettere a nessun cittadino di Haiti di raggiungere le coste degli Stati Uniti illegalmente”. Questa la dichiarazione del Dipartimento di Stato distribuita ad Haiti da parte delle forze militari statunitensi. “Qualsiasi haitiano dovesse essere trovato in mare sarà inviato presso la base navale di Guantanamo”. Intanto, nella base statunitense a Cuba, i militari americani hanno già iniziato la preparazione di tendopoli, nel caso di una eventuale migrazione di massa della popolazione haitiana. Circa 100 tende sono già state montate, ciascuna capace di contenere 10 persone, per scongiurare che ondate di haitiani si riversino, spinti dalla disperazione,sulle coste degli Usa. “Le autorità hanno inoltre verificato gli impianti di latrina e di raccolta di culle e altri materiali di consumo” ha affermato Copeman, il comandante della task force che gestisce il centro di detenzione per presunti terroristi a Guantanamo, dove gli Stati Uniti detengono ancora quasi 200 uomini. Gli immigrati haitiani verrebbero comunque sistemati sul lato opposto della base e non avrebbero alcun contatto con i prigionieri. La base è anche utilizzata per il trasporto di rifornimenti e di personale verso Haiti, che dista circa 200 miglia. Già nei primi anni ‘90, decine di migliaia di boat people haitiani sono stati detenuti a Guantanamo fino a quando non sono stati rispediti nel loro Paese.

ABBORDAGGI - Secondo quanto riferito da un marinaio a bordo della portaerei USS Carl Vison, la nave normalmente durante il giorno, circola a circa 6 Km. dalla costa. Ma dallo scorso sabato, si allontana anche di 30 km durante la notte perché già nei giorni passati, diverse imbarcazioni di haitiani hanno cercato di salire a bordo in cerca di cibo e riparo e sono stati respinti. Ufficialmente, le autorità militari negano l’incidente e riferiscono dello spostamento della portaerei di notte citando problemi generici di sicurezza. E così, gli elicotteri che volano incessantemente sulle città costiere continuano a ripetere messaggi in creolo con la voce dell’ambasciatore haitiano a Washington “Non pensate che gli Stati Uniti vi accoglieranno a braccia aperte. Vi rimanderanno a casa subito, perciò non fuggite”.

4 commenti a Haiti: via i giornalisti dall’aeroporto

  1. se avete visto l’inviato del Tg1 non potete dar del tutto torto agli americani

  2. l’immagine, la prima, è stupenda

  3. Tess

    Io me le immagino queste barchette che tentano di abbordare una portaerei

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