L’Economist vince contro Berlusconi (e se ne vanta)
di Maghdi Abo Abia - Anche in appello l'ex Premier è sconfitto
Gongola, il settimanale Economist, che nell’edizione a stampa datata 8 settembre commenta con giubilo la vittoria in appello contro Silvio Berlusconi.
AN ITALIAN STORY - L’ex presidente del Consiglio aveva citato in giudizio il settimanale britannico per diffamazione a mezzo stampa “relativamente a un articolo dell’aprile del 2001 intitolato “An Italian Story”. Si tratta del numero in cui, poco prima dell’appuntamento elettorale, l’Economist, all’epoca diretto da Bill Emmott, titolava in copertina “Why Silvio Berlusconi is unfit to lead Italy”. L’articolo fece scalpore. Proprio Emmott ha annunciato per primo due giorni fa la sentenza d’appello di Milano via Twitter.
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APPELLO RESPINTO - Si legge sul settimanale che in seguito alla prima denuncia, “sette anni dopo, un giudice rigettò tutte le richieste del signor Berlusconi ordinandogli di pagare le spese all’Economist. Silvio Berlusconi, che era allora di nuovo premier, fece appello. Siamo lieti di annunciare che il tribunale di Milano ha respinto l’appello e gli ha di nuovo ordinato di pagare le spese”. Un altro caso che coinvolgeva Berlusconi e l’Economist, prosegue il settimanale, si concluse due anni fa: l’ex premier denunciava di essere stato diffamato in una lettera aperta “del nostro allora direttore, Bill Emmott.
ECONOMIA LENTA - La lettera gli chiedeva di rispondere ad alcune domande sulle sue vicende politiche e affaristiche che erano spiegate in dettaglio in un dossier online. Quel caso fu chiuso da un giudice nel 2009 ma senza spese. Berlusconi non fece appello”. E il settimanale (che titola “I contanti vanno benissimo, Silvio. Forse l’ha già sentito dire ma almeno noi non ci spogliamo”) conclude: “Negli anni in cui Berlusconi dominò la politica italiana, l’economia del paese è cresciuta più lentamente di qualunque altro paese a parte lo Zimbabwe e la Libia. Forse a questo avrebbe dovuto prestare maggiore attenzione”. (TmNews / Photocredit Lapresse)
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Tutti giudici comunisti in questo mondo di Ladri….!!!!!
Aveva ragione L’Economist; se ne è accorto prima degli italioti che era UNFIT, gli italioti ancora no…!!!!!!
Basterebbe avere la BBC in italiano e le informazioni fruirebbero a una buona porzione di italiani
in appello o in capello?
An Italian Story anche nella lungaggine, 11 anni per la conclusione giudiziaria.
gli italiotti come dici tu non cambieranno mai, loro leggono i giornali
del nanomafioso,gurdano mediaset,ascoltano le balle che raccontano il
pupazzo angilino,cicchito e gasparri,a questo punto come fa il loro
piccolo cervello a capire dove sta l’interesse del paese,io parlo
sopratutto per gli operai,artigiani,casalinghe,i giovani che non hanno
un lavoro(forse sono tutti milanisti),poveri noi.
i milanisti non hanno molto che ridere; oltre a non aver vinto nulla, nemmeno il trofeo del papà del pirla, adesso devono aspettare i saldi di fine stagione…le rimanenze di magazzino; il grande imprenditore, ha finito i soldi, o forse preferisce (ancora) mantenere la flotta delle sue mignotte, tanto gli italioti …quelli li incula ancora gratis!!!!!