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Le bombe nucleari in Italia non si toccano

Le bombe atomiche dell’esercito americano rimangono in Europa. Nonostante la Germania avesse messo al vertice della sua agenda di politica estera il disarmo atomico del Vecchio Continente, l’arsenale nucleare della Nato rimarrà intatto, come annuncia il quotidiano tedesco Berliner Zeitung. Anche in Italia quindi le bombe atomiche rimarranno al loro posto nelle basi Nato di Aviano e Ghedi.

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VITTORIA AMERICANA – L’arsenale nucleare della Nato che si trova nelle varie basi sparse nel Vecchio Continente non verrà smantellato. All’interno dell’Organizzazione di difesa che lega la grande parte dell’Europa agli Stati Uniti la Germania aveva proposto pubblicamente il disarmo atomico. Il ministro degli Esteri Guido Westerwelle ne aveva fatto un elemento centrale della sua politica estera, tanto che il ritiro dell’armamento nucleare dalle basi tedesche era finito nel contratto di coalizione che ha fatto nascere il secondo governo di Angela Merkel. Ma secondo il quotidiano Berliner Zeitung, il più diffuso all’interno della capitale tedesca, fonti diplomatiche e militari confermano come la Germania abbia abbandonato questa posizione al vertice Nato svolto a Chicago alla fine di maggio. A questo incontro Angela Merkel e Guido Westerwelle, così come i leader degli altri 28 paesi membri della Nato, hanno concordato su una dichiarazione che ancora l’organizzazione militare all’utilizzo tattico delle armi atomiche. L’arsenale nucleare rimane dunque un elemento centrale della strategia difensiva della Nato, come dimostra anche l’aggiornamento della forza militare aerea. I velivoli che sostituiranno i vecchi Tornado non saranno gli Eurofighter ma i Joint Strike Fighter, noti anche come F-35, proprio in ragione della loro capacità di trasportare arsenale atomico.

BOMBE IN ITALIA – In Europa sono presenti circa 200 bombe atomiche, un reperto della Guerra Fredda che però viene ancora mantenuto dalla Nato come arma di deterrenza. In Italia l’arsenale nucleare della Nato è depositato nelle basi di Aviano, provincia di Pordenone, e Ghedi, che si trova in provincia di Brescia. Nel nostro paese sono presenti una novantina di bombe secondo gli analisti, che possono essere trasportate dagli aerei statunitensi stazionati ad Aviano, oppure dai Tornado italiani che partono dalla base di Ghedi. L’Italia è vincolata a livello internazionale da trattati di non proliferazione delle armi atomiche, ma il nostro esercito rimane comunque attrezzato al loro utilizzo alla luce degli impegni Nato. In futuro gli analisti stimano una riduzione dell’arsenale atomico presente nella base di Ghedi, anche se il recente accordo rivelato da Berliner Zeitung non pare certo indirizzato in questo senso. Oltre all’Italia, in Europa ci sono altri quattro paesi che ospitano le bombe nucleari degli statunitensi. Germania, Paesi Bassi, Belgio e Turchia sono gli altri membri della Nato, escludendo ovviamente Gran Bretagna e Francia che dispongono di proprie testate atomiche. Nel corso degli ultimi anni l’arsenale nucleare della Nato è stato comunque ridotto considerevolmente, visto che sono state cancellate dai depositi europei circa 300 bombe, la maggior parte delle quali si trovava nelle basi di Ramstein, in Germania, e di Lakenheath nel Regno Unito.

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