20 gennaio 2010
Ore 15.11: Parma, Palazzo Soragna. Inizia Strategie per la Comunicazione Globale- Enterprise 2.0 & Social Media Marketing. La sala è già piena. Ha appena preso parola Cesare Azzali, direttore dell’Unione Parmense degli Industriali, che introduce l’incontro. Nel corso del dibattito, tra gli altri, sono previsti interventi di Luca Sartoni, Marco Massarotto, Marco Camisani Calzolari, Marco Zamperini, Pepe Moder e Mirko Pallera.
Ore 15.30: “Oggi non si parla più di digital divide, cioè di chi ha la tecnologia e di chi non ce l’ha. Oggi la differenza è tra chi la sa usare e chi non la sa usare. La risorsa finanziaria non è più un limite. Il limite è la creatività, la visione“, Giorgio Triani, docente in Scienze della comunicazione degli Studi di Parma, che continua: “l’unica risorsa che scarseggia, oggi, è l’”attenzione“, perché le persone sono multitasking, fanno mille cose in contemporanea…Dicendo delle grandi potenzialità del web, però, direi di non cedere alla retorica del web, a chi dice che ci si può fare qualunque cosa. La rete è un mezzo. Se vado su twitter, su friendfeed devo farci qualcosa. Devo chiedermi che tipo di atteggiamento sviluppo rispetto alle innovazione. Occorre essere aperti. Dall’uno contro tutti si passa all’uno per tutti. L’essere assieme non vuol dire che dobbiamo annullarci, ma che dobbiamo profilarci bene come persone e sfruttare questa grande opportunità collaborativa offerta dal web.”
Ore 15.45: È’ la volta di Marco Camisani Calzolari, docente in Tecniche della Comunicazione digitale all’Università Statale di Milano, amministratore delegato e fondatore di Speakage Srl: “quello che impara uno studente che inizi un corso di studi oggi-dice-tra tre anni sarà obsoleto. Questo è un mondo che cambia velocemente, e non lo si può conoscere affondo se non vivendolo. Poi parla di Facebook e della comunicazione aziendale su internet. Il social network -suggerisce-non è necessariamente il luogo adatto per gestire le comunicazioni con i propri clienti, però si fa. Ci si illude. Le mail di Facebook non sono vostre, sono di un’altra azienda. Non gliele regalate. Ho visto politici che scrivono solo su FB, praticamente gli fanno pubblicità. Idem per le aziende che lo scelgono come unico canale di comunicazione con i propri clienti che finiscono per sostare sul social network senza spostarsi sul sito dell’azienda stessa. Le regole del marketing son rimaste le stesse…” Dopo passa in rassegna alcuni dati: solo il 60% delle aziende italiane ha una connessione internet, e , fra queste, solo il 20% ha un sito web…Cosa devono fare dunque i direttori d’azienda che vogliano usare al meglio la rete? Esplorarla, diventare, essi stessi, utenti, aprirsi, dialogare. Si posso creare grandi business sulla conversazione digitale con i clienti. Non è pura filantropia. Il mondo digitale è fatto prevalentemente di persone, non di tecnologia. Ricordatelo”.
Ore 15.50: “L’innovazione non può essere gestita a tratti. L’innovazione ha bisogno di un contesto creativo, “innovativo”, appunto. C’è poi bisogno di un filtraggio delle informazioni, si condivisione delle stesse. La capacità di sviluppare e sintetizzare una conoscenza, a quella è che si deve mirare”. Ha preso parola Graziano Ciarlini, dottore commercialista e revisore contabile, Temporary managere e consulente nei processi finanziari, che parla di innovazione e sviluppo all’interno dei Social Network. Dopo essersi portandosi a parlare degli usi della rete da parte delle aziende, ma, soprattutto, di sostenibilità e ambiente, introduce il concetto di “rispetto delle regole come opportunità, per generare nuovo valore” che alcune multinazionali stanno iniziando a condividere e mettere in pratica. Fa un esempio, quello dell’HP.



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