Australia: i film vietati ai minori trattati come porno

20/01/2010 - di

Un nuovo provvedimento restrittivo, stavolta sulle pellicole R-rated, lascia perplessi i cugini statunitensi Dopo le restrizioni alla libertà sul web e a quella sulla diffusione di alcune pellicole cinematografiche, vietate con la causale di non essere destinate ai bambini, oggi

Un nuovo provvedimento restrittivo, stavolta sulle pellicole R-rated, lascia perplessi i cugini statunitensi

Dopo le restrizioni alla libertà sul web e a quella sulla diffusione di alcune pellicole cinematografiche, vietate con la causale di non essere destinate ai bambini, oggi una nuova iniziativa lascia perplessi negli States. I cugini australiani hanno appena approvato una legge che tratterà come film porno i film R-rated, cioè quei film contrassegnati da un’etichetta che consiglia per gli adolescenti e i bambini la visione in compagnia dei genitori o di un adulto.

TUTTI COME PORNO - Questi film non saranno più visionabili insieme ad altri. Per esempio il cover di film segnalati dalla R di “Restricted” non potrà essere messo in bella mostra di fianco agli altri o, al massimo, potrà essere mostrato solo il titolo della pellicola e una breve ma invadente frase di avvertimento: “R 18+ FILMS AREA—THE PUBLIC ARE WARNED THAT MATERIAL DISPLAYED IN THIS AREA MAY CAUSE OFFENCE”. Chi si recherà in un Blockbuster, quindi, non troverà più un film vietato ai 17enni o ai 18enni di fianco a quelli classificati come PG-13, quelli in cui sono presenti scene di violenza e un piccolo contenuto a livello sessuale (come Star Trek, ad esempio). Ci sarà magari bisogno di una stanza a parte nelle videoteche, quindi film vietati ai minori, ma senza alcun contenuto sessuale, finiranno per essere collocati di fianco a quelli della categoria porno. Ma c’è di più. La legge riguarderà anche le versioni teatrali. I teatri non potranno più mostrare i trailer dei film R rated insieme a quelli non classificati come vietati ai minori, né fare pubblicità o affiggere manifesti.

CENSURA MASCHERATA - Quello che sta succedendo in Australia – fanno sapere da cinemablend.com – è una vera e propria censura, anche se non viene espressamente usato questo termine. L’R-rated in Australia – dicono – equivale all’americano Nc-17. Un indice che, rapportato all’Italia varrebbe quanto un “Rigorosamente V.M. 18 anni”. Il guaio è che sia negli States che in Europa non ci sono limiti così severi quanto quelli appena introdotti. Tecnicamente con la nuova legge un film R-rated può essere mostrato, ma come può un teatro – ci si chiede – mettere in programma un film senza poterlo pubblicizzare adeguatamente? Problemi li avrebbero anche gli acquirenti dei dvd. Per scegliere un film come American Psycho dovranno recarsi nel settore dedicato ai film vietati ai minori. Magari troveranno quel cover di fianco al materiale sessuale, tutto relegato al nuovo apposito ambiente, separato dal resto della videoteca da una tendina.

COME LA CINA? - In America si pensa che l’Australia sia come un posto dove poter mettere tutto al sicuro, un paese libero come il loro, per cultura e tradizione vicino agli States. Adesso, forse, cominceranno a ricredersi. Negli ultimi anni, infatti, e di questo si lamentano i cugini americani, l’Australia è uno dei paesi più celeri nel saltare sul carro della censura. Qualcuno è tentato davvero di fare un paragone addirittura con la Cina comunista.

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