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Silvio e l’asse Fini-Casini: chi la spunterà?

19 gennaio 2010

“Per loro Berlusconi è un nemico da sconfiggere politicamente”: il Pdl romano attacca i centristi dell’Udc e sceglie la Lega. Mentre il Cavaliere temporeggia sulla scelta finale. Senza di loro il centrodestra correrebbe seri rischi nelle regioni del sud.

Dalle parti della capitale non si placano le polemiche tra i centristi di Pierferdinando Casini e il centrodestra berlusconiano in vista della definizione degli alleanze per le regionali. Ieri sono giunti gli ultimi avvertimenti di Casini che, in diretta ad Otto e Mezzo, lanciava una sorta di ultimatum agli ex alleati: “C’è o no un diktat nazionale che impedisce le convergenze con l’Udc in quelle regioni ove ve ne sarebbero le condizioni? Se c’è, non è che il Lazio sia una regione diversa dal resto del Paese”. “L’alleanza tra Popolo della Libertà e Udc è oramai innaturale e illogica”, ribatte oggi il sottosegretario ai beni culturali Francesco Giro. Che spiega: “Un’alleanza che viene addirittura negata dallo stesso Udc che preferisce accordi personali e riservati con i candidati Presidenti alle regionali, rifiutando con sarcasmo accordi diretti con Berlusconi che per loro è un nemico da sconfiggere politicamente. E’ grottesca l’affermazione di Casini, peraltro non irrilevante sotto il profilo politico, che il problema non è il Pdl ma la Lega. L’ostilità preconcetta di Casini alla Lega è un espediente, un trucco, anzi un truccaccio, al solo scopo di acchiappare voti antileghisti a Roma e al Sud”.

NUMERI PERICOLOSI – Insomma, la sensazione è che sia Udc che Pdl attendano che sia l’altro a decretare la fine delle ostilità, annunciando il proprio rifiuto ad ogni accordo per le prossime elezioni, indipendentemente da chi siano i candidati e dalla situazione regionale. Una responsabilità troppo difficile da accollarsi per i due interlocutori. In particolare per Silvio Berlusconi. Molti dei suoi gradirebbero una rottura netta con i centristi, ma il Cavaliere sa bene che senza l’Udc in molte regioni la vittoria sarebbe seriamente rimessa in discussione. Situazione che risulterebbe grave soprattutto se gli uomini di Casini dovessero poi convergere in un’alleanza con il Partito Democratico (Campania, Calabria, Lazio, non sarebbero certamente più dei feudi inespugnabili). I numeri preoccupano. E per questo esternazioni come quelle di Giro – se ne sentono diverse dalle parti del Pdl – passano, per ora, inosservate: “Dov’è tutta questa gran politica a favore di Roma e del Sud portata avanti dall’Udc? – si chiede oggi il sottosegretario – Tutto ciò appartiene al vecchiume della politica opportunistica fatta di trucchi ed espedienti, che Berlusconi ha voluto sconfiggere con la sua scelta per innovazione e il cambiamento. Se ora torniamo indietro e buttiamo tutto all’aria accettando i molti e ripetuti ricatti di Casini, ciò segnerebbe la fine del Pdl. Allora mi chiedo: non era meglio tenersi Forza Italia?”. E se l’Udc mette fretta, il Premier preferisce non proferire parola. Sintomo di malessere ed incertezza.

UDC SI’ UDC NO – Chi ha le idee chiare, invece, è proprio la candidata a Presidente della Regione per il Pdl. “Sono ottimista per natura”, ha risposto Renata Polverini al termine di una visita al mercato rionale di piazza Gimma, nel quartiere africano, a Roma, a chi le chiedeva se fosse ottimista che l’accordo con l’Udc vada avanti. “Non credo che l’accordo salti”, ha aggiunto facendo riferimento alle parole di Giro sull’alleanza dell’Udc. “Non mi pare che Giro abbia parlato di superamento. E’ un autorevole esponente della maggioranza del Pdl che ha deciso all’unanimità di candidarmi alla Regione Lazio”. Già, unanimità. Dopo essersi sorbito una candidatura da non tutti gradita all’interno del partito e della maggioranza (su tutti i liberal e il direttore del Giornale, Vittorio Feltri), Silvio dovrebbe anche patire la connivenza con un Udc sempre più in sintonia con Fini e i suoi. Per la Polverini ormai è fatta, è lei la candidata. Silvio accetterà il terzo incomodo?

Un commento a Silvio e l’asse Fini-Casini: chi la spunterà?

  1. rebyjaco

    Nella FAIDA tutta SICILIANA fra Berlusconi e Casini/Cuffaro, arriveranno ad un accordo, Berlusconi cederà una parte dei “”benefici”" all’altra parte. In quanto alla politica, non mi risulta che alcun Padrino sia mai stato di sinistra.

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