I fascisti che creano un “numero nero” contro gli stranieri
di Redazione - Nell'indifferenza generale Forza Nuova annuncia la scandalosa iniziativa
L’iniziativa sembra una boutade per attirare l’attenzione, ma sottolinea un clima che diventa sempre più preoccupante.
IL NUMERO NERO - Hanno attivato un telefono cellulare per denunciare “discriminazioni, violenze, ingiustizie subite dal popolo italiano” e per ottenere “un sostegno militante”, sono i fascisti di Ravenna inquadrati sotto le insegne di Forza Nuova, la formazione che si dice lontana dal razzismo anche se suoi membri si fanno puntualmente ritrovare coinvolti in pestaggi dal chiaro tratto razzista, quando non vanno proprio in giro per strada a fare il tiro al bersaglio ai “negri“.
LA DIFESA DEGLI ITALIANI - Ed ecco che da questo pulpito Forza Nuova si propone come sponda per le denunce dell’arrogante comportamento degli stranieri, che pensano di potersi comportare in Italia come fanno gli italiani, invece di strisciare da quegli inferiori che sono. Potete chiamare e raccontare le“discriminazioni, violenze, ingiustizie subite dal popolo italiano”, dall’altra capo del telefono un fascista vi consolerà e prenderà nota della vostra denuncia, non è chiaro poi se i camerati ne rideranno davanti a una birra o meditano l’invio di squadracce a riparare i torti con qualche violenza mirata o meno.
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SERVIZIO NAZIONALSOCIALISTA - Dopo Genova e Como il tragicomico “osservatorio antirazzista” è arrivato anche a Ravenna, dove spiegano di agire : “nel nome di una solidarietà ipocrita e suicida, gli Italiani sono quotidianamente sopraffatti nell’assegnazione delle case popolari e nella ricerca di un posto di lavoro, direttamente colpiti nella sicurezza del proprio quartiere ridotto a terra di nessuno dalla criminalità straniera e nella difesa della propria integrità culturale e religiosa”. Robaccia leghista rimasticata, sulla quale è stata data una mano di nero e imposto l’antico marchio fascista, quello del nazionalismo straccione, non meno straccione dell”indipendentismo padano.
A CACCIA DELLA LEGA - Il ridicolo è che FN si pone proprio in caccia dell’elettorato leghista con questa iniziativa: “le chiacchierone ipocrite leghiste che lanciano anatemi e poi aprono le porte all’invasione (vedi profughi dalla Libia)”. Anche se poi a sentirli, si tratta di boy scout un po’ avanti con l’età e la vocazione da crocerossine: “il nostro è un servizio diverso: aiutiamo le persone a fare la spesa o gliela portiamo a casa, accompagniamo le ragazze a casa nelle ore serali, aiutiamo gli italiani discriminati sul lavoro o nelle graduatorie per le case popolari, poi bisogna vedere, da caso a caso, di che cosa uno ha bisogno”. Un servizio sciale insomma, o forse nazionalsocialista, quello che descrive il Mariani che risponde al numero nero, uno con le idee chiare, il Fatto Quotidiano riporta infatti dalla sua bacheca su Facebook un commento illuminante: “ I miei cari pacifisti da due soldi… comunisti… pacifisti… anarchici… noglobal… popolo viola… ricchioni… partigiani da cantina… amanti della libertà… finocchi con il culo degli altri… massoni… capitalcomunisti… ebrei… cretini… puzzoni… cheguevariani… maoisti… leninisti… marxisti… w cubani… ma andate a fare in c…” (Mariani espilicita la parola con una lunga fila di o, ndr)”. Proprio l’animo del boy scout, uno che secondo i termini di servizio su Facebook non ci potrebbe stare nemmeno 2 minuti a lanciare peana del genere.
BOY SCOUT CON IL FEZ - C’è un discreto lavoro per la locale questura, le plateali infrazioni alla legge Mancino paiono sprecarsi e lo stesso numero nero, posto che abbia dei precedenti che gli sopravvivono, sembra puzzare di reati odiosi da lontano. Uno spettacolo osceno, contro il quale per ora non si è levata la voce della politica locale o nazionale, quasi che ormai l’assuefazione a eruzioni di cotanto razzismo induca a ritenerle accettabili.
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@ Francesca: non ho mai pensato di scardinare i sentimenti nazionalisti, sarebbe inumano, deleterio e controproducente ( non credo alle rivoluzioni dall’alto); io stessa spesso nutro sentimenti nazionalisti, e di certo sono felice quando sento che la mia “azienda” si sta arricchendo e sta superando la crisi.
Il mio intento era solo smussare gli angoli troppo acuti e portare un po’ di ratio laddove il nazionalismo è troppo acceso.
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@ a Enzo Michelangeli: anche gli individualisti hanno questo bisogno innato: quello che cambia è il gruppo in cui ci si identifica.
Non dirmi che per te è lo stesso se viene arrestato un fascista o un teorico dell’individualaismo che tu stimi… non dirmi che le sensazioni che provi sono le stesse.