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pubblicato il 19 gennaio 2010 alle 09:30 dallo stesso autore - torna alla home

Volano alti gli avvoltoi sulle ali del buon cuore degli internauti. E speculano sulla morte. L’Fbi a caccia degli speculatori

carte di credito revolving Haiti e i cybertruffatori: come difendersi?		 Era già successo all’indomani dello tsunami nelle Isole Samoa. Ne avevamo assaggiato il virale gusto subdolo navigando nei social network.  Come era facile presupporre, gli infami profittatori delle disgrazie del mondo sono tornati a lavorare alla grande per la tragedia di Haiti. Sono le aziende legate alla sicurezza online a lanciare l’allarme.

USATE LA TESTA, E POI IL CUORE - Lo raccoglie l’FBI,  e lo rilancia in un comunicato stampa giovedì scorso, nel quale, in “parole povere”, raccomanda: non date i vostri soldi a chiunque e proteggete i vostri dati personali. Per aiutare Haiti usate il cuore ma anche la testa, anzi, l’”occhio critico”. Verificate che le richieste di donazione provengano da siti affidabili… Qui, anche in rete, c’è infatti un manipolo di eroi dell’infido abili a speculare sulle nostre emozioni, pronti a cavalcare sull’impeto della nostra generosità. I cyber-truffatori possono farsi beffa di noi  essenzialmente in due modi: attraverso l’invio di email fasulle che richiedono donazioni, o cavalcando l’onda dei termini maggiormente cercati sui motori di ricerca e postati nei social network negli ultimi giorni. Parole come “Haiti” e “terremoto” servono a noi per cercare una rotta di navigazione, a loro per dirottarci in posti specifici. Dove vogliono, spesso in covi di malware. Metaforicamente, anche e soprattutto, nelle loro tasche. Il Websense Security Labs ha monitorato il fenomeno. In un post sul blog  evidenzia come utilizzando tecniche SEO gli sciacalli riescano a conquistarsi spesso posti di prim’ordine nei risultati delle ricerche effettuate su google e su bing. Non solo. Grazie ad uno strumento di tecnologia avanzata, la ThreatSeeker Network, che passa in rassegna più di 40 milioni di siti e 10 milioni di email all’ora, ha scovato tantissimi indirizzi spam e malevoli, associati all’ hashtag #haiti sui SN (come era capitato a noi ai tempi dello tsunami nelle isole Samoa), tante mail fraudolente, in gergo, “scam”, che sollecitano alla donazione, mettendo a rischio i nostri dati personali-oltre che dei nostri soldi-, il nostro computer, le nostra buona intenzione di fare qualcosa per aiutare.

SPARATE SULLA CROCE ROSSA - A guadagnare sulle nostre emozioni solo loro, gli sciacalli, grazie al nostro buon cuore ed alla nostra ingenuità. Nulla, così,cyber truffe thumb Haiti e i cybertruffatori: come difendersi?		 va ad Haiti. La più gettonata mail scam della scorsa settimana, portata ad esempio anche dalla Symantec, la nota azienda produttrice di antivirus, in un post sul suo blog è quella che sembra raccogliere fondi da destinare alla Croce Rossa Internazionale. Nel caso della mail specifica scovata e pubblicata dall’azienda di antivirus, essa ha l’indirizzo postale corretto, ma ci sono delle cose “sospette”. Come evidenzia il Guardian, che la riposta “è scritta male, con un errore di ortografia“. Inoltre il nome del mittente e le coordinate bancarie non hanno nulla a che fare con quelli diffusi dall’organizzazione internazionale della Croce Rossa. Per il quotidiano è esempio di una “419-scam”, da noi detto “truffa alla nigeriana“, così chiamata per un articolo del codice penale nigeriano, il 419, appunto. Ma gli sciacalli non viaggiano solo a mezzo posta elettronica.

NON APRITE QUELLA FINESTRA - Come le altre aziende che si occupano di sicurezza online, anche la F-Secure ha detto la sua al riguardo e, sempre come le altre, ha riferito infatti su un ulteriore pericolo, quello dei cosiddetti “antivirus rogue”. C’è proprio un link-ha riferito- dal titolo: ‘Haiti earthquake donate’ , che conduce in realtà ad un sito che installa queste “canaglie”. Per intenderci: avete presente quelle finestre che si aprono in alcune pagine web avvisandoci della presenza di una minaccia per il nostro pc? Bene, se cliccate ci installeranno un qualche malware, chiedendoci poi di acquistare la licenza per un finto antivirus. Ecco, stiam parlando di quelle robe lì. Su questephishing Haiti e i cybertruffatori: come difendersi?		 minacce si sono espressi portavoce delle varie aziende, quelle succitate e altre, come Mathew Nisbet, analista della Symantec, che ha detto: “La crisi umanitaria causata dal terremoto haitiano ha catturato le simpatie del mondo, le persone che vogliono donare on-line sono tante. Purtroppo queste sono esattamente le condizioni che un truffatore cinico è in cerca di sfruttare al meglio“. Più che queste ed altre parole simili,  è però forse opportuno riportare una serie di raccomandazioni che abbiamo raccolto da alcuni dei link già citati, perché possono essere utili a tutti.

AVVERTENZE PER L’USO – Per non farti fregare dagli sciacalli, perché i tuoi soldi finiscano davvero ad Haiti e possano aiutare gli haitiani sopravvissuti e la ricostruzione del posto: non rispondere a nessuna mail sospetta o insolita, soprattutto quelle che sollecitano donazioni. Non cliccare sui link presenti in questo tipo di mail. Se vuoi donare per una causa, fallo contattando un’associazione che conosci, i cui recapiti puoi verificare. Controlla gli indirizzi, i nomi, i numeri di telefono. Non credere sempre a tutti coloro che chiedono aiuto via email o sui social network. Verifica la veridicità di quelli che si presentano come gruppi no profit e le referenze che vengono fornite. A volte basta cercare informazioni in rete. Stai attento anche rispetto agli allegati delle mail che ricevi da persone che non conosci, anche se sono foto. Potrebbero contenere dei virus. Se vuoi fare beneficienza consulta i canali ufficiali delle organizzazioni umanitarie di buona reputazione, il sito web ufficiale, gli indirizzi ed i numeri di telefono diffusi sui canali ufficiali. Meglio digitare manualmente l’indirizzo del sito web in una nuova finestra del browser che seguire il link presente in una mail o farne il copia e incolla.Non compilare i moduli nei messaggi che richiedono informazioni personali o finanziarie o le password via e-mail. Un’organizzazione di beneficenza di buona reputazione improbabilmente chiede i dati personali via e-mail. In caso di dubbio, contattare l’organizzazione in questione. Non credere ai siti che dicono di aver scoperto virus sul computer. Quando capita chiudere immediatamente le finestre del browser. Diffidare anche della messaggistica istantanea che in modo improvviso e sospetto chiede di cliccare su dei siti web.

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