Interni

Una proposta per la Carfagna

15 settembre 2008

Qualche sera fa attendevo con ansia la fine del TG per  potermi gustare una delle mie trasmissioni preferite in una delle reti TV di proprietà di Silvio Berlusconi, quella dove belle ragazze svestite si dimenano sottoponendosi a prove di grande difficoltà, come il salto della cavallina, lo schiaffo del soldato o la danza del ventre.



Con mio grande dispiacere, la messa in onda ritardava, e stavo per cambiare canale per gustarmi un’altra  sagra del buon gusto, Miss Italia, quando sullo schermo ho visto il Presidente del Consiglio e la ministro Mara Carfagna esporre un altro provvedimento varato dal Governo più bello del mondo: un ddl contro la prostituzione, che prevede tra l’altro l’arresto per le prostitute e  per i clienti. Il mio animo da contrariato si è fatto sereno. Giusto! E’ ora di finirla con questo scempio! Che vergogna! Poi ho pensato a Deborah, quella fanciulla da cui mi reco tutti i lunedì per un massaggio ristoratore al modico prezzo di 150 euro a seduta (2 ore, con il guanto) e mi sono un po’ preoccupato. Ma il seguito delle dichiarazioni della ministro Carfagna mi hanno subito tranquillizzato: il reato varrà solo per le prostitute e i loro clienti per strada, quelle che lo comode comode, magari in qualche club per ricchi, non avranno problemi: non destano allarme sociale.

Ascoltavo le sagge parole della ministro Carfagna che, da brava  responsabile delle Pari opportunità, ribadiva con veemenza che l’idea di una donna che vende il suo corpo a lei fa orrore. E lei finalmente, sostituiva con le sue misure quelle della senatrice Merlin. Il mio cuore batteva emozionato. Non tanto alle parole della ottima Ministro, di cui non m’importava francamente un tubo, quanto al ricordo delle foto che ho potuto ammirare in cui la Carfagna mostrava generosamente il grande capolavoro della sua mamma e del suo papà: un vero spettacolo! Ma poi, ho provato – con qualche difficoltà – anche ad ascoltarla, e ho pensato: la Carfagna ha ragione, perbacco! Togliamoci dalla vista questo immondo mercimonio dalle strade. Se proprio si deve fare, facciamolo dentro una casa, dietro a un palcoscenico o a uno studio Tv, o dentro un camerino.

Al suo fianco, oltre al Presidente del consiglio, c’era anche il ministro della Giustizia Alfano, che raccontava preoccupato del sovraffollamento delle carceri, e proponeva un altro bell’indulto per svuotarle. Bravo anche lui. Un uomo che con Maroni e con la Carfagna rappresenta il meglio del governo più bravo e più bello del mondo: perché è proprio inventando nuovi reati e nuove aggravanti, confondendo inciviltà, micro-devianza e criminalità,  insomma mandando tutti e tutte in galera (tossicodipendenti, immigrati, prostitute)  che si risolve il problema del sovraffollamento delle carceri.

Ma Alfano è il più intelligente di tutti, e ha trovato la soluzione. Guardando i suoi colleghi ministri e le sue colleghe ministre, ha detto: se il problema è toglierle dalle strade, portiamo tutte le prostitute in Parlamento, alla Camera, al chiuso: nessun reato, nessun allarme sociale. Le donnine allegre riporteranno anche il sorriso nella politica e la contrapposizione non sarebbe più verticale, diventerebbe orizzontale. penso che ci starebbero anche molti del PD! Il Presidente del consiglio ha sorriso compiaciuto: dalla gioia voleva spostare subito, con Decreto legge il ministro Alfano a Mediaset, o al Milan. La proposta di Alfano sarà discussa al prossimo Consiglio dei ministri, naturalmente dopo aver consultato il sindacato delle prostitute. Anche loro hanno diritto alle pari opportunità!
Buon tutto!

8 commenti a Una proposta per la Carfagna

  1. cordapazza

    In consiglio di gabinetto comunque stanno ancora esaminando il progetto Carfagna…Ah no…è il suo calendario.

  2. @Cordapazza:

    O forse, entrambe le cose… ;-)

  3. “Via le prostitute dalla strada”…”mandiamole in carcere (semmai)”…cosa che avevo già scritto su uno dei post del Direttore…

    ….e la Carfagna….ha fatto bene!…non pe rniente è salernitana come me…. ;)

  4. Gateo

    Oh, finalmente qualcuno che affronta il tema puttane senza paura delle logiche conseguenze.
    Logiche conseguenze che condannano i favorevoli a qualsiasi cambiamento come ipocriti puttanieri e/o sfruttatori, ed i contrari al cambiamento come cattocomunisti menefreghisti.
    Ed anche se ci hai provato risulti cattocomunista, e’ inutile prendersela con le forme della Carfagna e con le riforme della giustizia!
    Mentre io, pensando che piuttosto che niente e’ meglio piuttosto, mi accomodero’ tra i puttanieri.

  5. @Lucia:
    Ma perchè non in parlamento? Secondo me si troverebbero a loro agio?

    @Gateo:
    Sinceramente poche cose mi sembrano superficiali ed inesatte (storicamente) come questa definizione, catto-comunismo.

    Con le forme della Carfagna non me la prendo, caso mai me la prendo con gli ipocriti (se sono anche puttanieri, non lo so, la mamma degli ipocriti è sempre incinta…).
    Ipocriti, nel senso che il fenomeno prostituzione, se desta allarme sociale, lo desta non tanto perchè le prostiute stanno per strada, ma il mercimonio e gli interessi delle grandi mafie che ci sono dietro (quelli invece non contano nulla, vero? ;-) )

    Quanto al tra niente e piuttosto è meglio piuttosto, il discorso ha un suo fondamento. Attenzione però a non fare come quel padre di famiglia che di fronte al crollo strutturale della sua casa si preoccupava di rifare l’intonaco. ;-)

    Buon tutto!, e un sorriso cattocomunista

    @tutti: un sorriso simpatico

  6. cordapazza

    A me allarma un ministro della Repubblica che se ne esce col solito decreto legge (e ti pareva?) accompagnandolo con parole che descrivono una sua privata e personale ossessione: che è proprio il contrario di quello che la politica dovrebbe essere.
    Questo, diciamo così, in sede teorica; concretamente, l’operazione mi ricorda quel pruriginoso moralismo che nell’epoca vittoriana portava a ricoprire con stoffe le gambe dei tavoli. Con la differenza che all’epoca, però, la regina poteva vantare ministri coi controcaxxi.

  7. antonio lanzilao

    Come Italiano sono fortunato. In politica godo di
    grandi geni che sanno sbagliare da soli.
    Non occorre che li facciamo sbagliare noi Italiani
    Sanno sbagliare da soli !

  8. @cordapazza:
    il paragone della copertura con la stoffa delle gambe dei tavoli è calzantissimo. Purtroppo, lo è anche la constatazione che di ministri come quelli a disposizione della regina Vittoria in giro non se ne vedono molti… .-(

    @antonio lanzilao:
    Sono, effettivamente, cose che mettono di buon umore! ;-)

    @tutti: Un sorriso in forma!

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