Esteri

Haiti, un disastro non vale la crociera

18 gennaio 2010

Le vacanze di lusso dei villeggianti nel mar delle Antille continuano, a 60 miglia dalle zone colpite dal terremoto. La compagnia: “E’ per il bene della popolazione”.

Lo fa sapere il Guardian: anche se da quelle parti c’è stato il terremoto, le navi da crociera continuano a solcare e a fermarsi nelle spiagge e nei porti privati sulle rive dell’isola per far divertire i ricchi villeggianti: nonostante soltanto 60 miglia li separino da un centinaio di migliaia di cadaveri, the cruise must go on.

COCKTAIL CON IL MORTO – Il quotidiano inglese parla di cocktail sorseggiati a pochi passi dal disastro, e nomina le navi Independence of the Seas, di proprietà della Royal Caribbean International, che ha solcato la costa Nord dell’isola la fine della scorsa settimana, e il Navigator of the Seas, che si trova oggi da quelle parti. La compagnia di crociere della Florida ha affittato una pittoresca porzione peninsulare di territorio con le sue spiagge incontaminate dal governo, dove i clienti possono fare sport acquatici, barbecue e shopping; la zona è protetta da guardie armate ai cancelli d’accesso. La decisione di proseguire la vacanza, sempre secondo il Guardian, ha trovato i passeggeri, e le navi hanno portato alla popolazione qualche aiuto in forma di cibo e donazioni, ma molti vacanzieri sono voluti rimanere comunque. “Non posso immaginarmi a giocare nell’acqua e mangiare barbecue sorseggiando coctail mentre a Port-au-prince ci sono decine di migliaia di morti raggruppati nelle strade, e i sopravvissuti stanno cercando cibo ed acqua“, ha scritto un passeggero sul Critic internet forum della compagnia.  It was hard enough to sit and eat a picnic lunch at Labadee before the quake, knowing how many Haitians were starving,” si trova scritto nel forum secondo il Guardian I can’t imagine having to choke down a burger there now“. Qualcuno dei vacanzieri sembrava essere piuttosto preoccupato che qualche haitiano affamato potesse presentarsi ai cancelli della spiaggia, altri si interessavano soprattutto alle attività ludiche a cui partecipare durante la permanenza.

“PER GLI HAITIANI MEGLIO CHE STIAMO LI’” - John Weis, vicepresidente della compagnia di crociere, dice che l’azienda si è posta il problema dell’opportunità di portare i propri clienti proprio ad Haiti, ma si è anche sentita rispondere dall’ambasciatore haitiano all’Onu Leslie Voltaire che i terremotati beneficeranno comunque dei guadagni che l’isola avrà, grazie alla loro presenza. Comunque il viaggio di venerdì è andato bene e i passeggeri si sono sentiti un peso di meno sulla coscienza sapendo che l’intero provento verrà utilizzato per aiutare la popolazione colpita dal sisma, e che la nave viene utilizzata anche per trasportare derrate alimentari destinate agli haitiani: ad esempio durante l’ultimo sbarco sono stati consegnati 40 pallet di riso, fagioli, latte in polvere e acqua, e altre derrate verranno distribuite nelle prossime crociere. La società inoltre donerà un milione di dollari e aiuterà i duecento dipendenti, tutti haitiani: comunque un buon investimento se si considera che per ristrutturare Labadee ha speso recentemente 55 milioni di dollari. E il 100% del ricavato dalle vacanze in loco andrà alla ricostruzione del paese.

4 commenti a Haiti, un disastro non vale la crociera

  1. Purtroppo le cose vanno così….da un punto di vista “emozionale”, come puoi immaginare, mi indigna.

    Ma capisco che – se si vince la “vergogna” personale di divertirsi mentre la gente muore, cosa peraltro che accade quotidianamente, anche nelle porte accanto alle nostre, e non è che freghi tanto a moltissimi – la logica che vince è quella del business, e che – se effettivamente i soldi finiscono ad alimentare l’economia Haitiana – alla fin fine anche questo aiuta.

    Ma è lì il punto: l’esperienza insegna che in questi casi i “money” finiscono nelle solite poche mani, spesso lontani dal posto in cui vengono “prodotti”, e che anche in questo caso sono i guadagni di pochi a vincere sui bisogni di molti.

    Per Haiti è così da due secoli, e non solo per Haiti.

    Purtroppo.

    C.

  2. saverio

    E’ facile immaginare il nuovo gioco da spiaggia con cui si trastullano costoro: bingo! Per raccogliere fondi caritatevoli da destinare alle povere vittime.

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