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Rassegna stampadi Alessandro D'Amato (Gregorj)
pubblicato il 18 gennaio 2010 alle 09:44 dallo stesso autore - torna alla home

Ne parla in prima pagina il Sole 24 Ore di oggi: “Il sito pubblico inutile finirà al macero. I cittadini potranno segnalare le pagine web non aggiornate e contribuire alla loro rottamazione“. L’iniziativa è del ministero della Funzione Pubblica di Renato Brunetta, e quindi è lecito dubitare della sua serietà, in primo luogo perché il ministro ha già dimostrato di avere poco rispetto per le funzioni dei siti internet pubblici quando ha deciso di sequestrare l’intera home, qualche tempo fa, per rispondere alle critiche che gli aveva fatto l’Espresso; in secondo luogo perché le iniziative di Brunetta si risolvono spesso (quasi sempre) in un ‘vorrei ma non posso’ (perché Tremonti è cattivo), oppure in un ‘ho fatto tutto ma non funziona niente’ (perché il mondo ce l’ha con me).

4280007112 7c1b9c1ffb o Il sito pubblico inutile finirà al macero? Cominciamo da Italia.itL’imbranatissimo Renato però stavolta ha l’opportunità per dimostrare di non essere, come sembrava ad occhio, perfettamente inutile oltre che per nulla decorativo. Perché se ha davvero intenzione di lavorare per migliorare i siti web istituzionali e cancellare quelli inutili, le segnalazioni del web non potranno che aiutarlo. Basti ricordare la tragica esperienza di Italia.it, del quale è partito a dicembre l’ennesimo restyling pubblicizzato e strombazzato dalla Michela Vittoria Brambilla urbi et orbi e simpaticamente ribattezzato www.italia.flop dall’Espresso per i suoi dati di traffico e di utilizzo, inferiori alla media di molti altri siti italiani. Purtroppo, però, l’iniziativa del ministero sembrerebbe escludere questo tipo di segnalazioni: secondo l’articolo sul Sole, i cittadini potranno segnalare soltanto le pagine per così dire desuete, ovvero che riportano informazioni ormai scadute che la Pubblica Amministrazione si è dimenticata di aggiornare; il cittadino potrà sì segnalare gli eventuali malfunzionamenti, ma poi saranno i tecnici del ministero a valutare le segnalazioni e decidere eventualmente di agire o meno.

Non è nemmeno tanto chiaro che intenzione nasconda la cosiddetta volontà di inserire l’accesso alla segnalazione attraverso i social network, “così che il tema diventi argomento di dibattito“: l’immondizia è immondizia, non è che sia necessario aprire un tavolo di discussione per decidere di che tipo di immondizia si tratti. Ad occhio, questa sembra l’ennesima frase un po’ fumosa sotto la quale non ci sarà nulla, o al massimo una paginetta di segnalazione con possibilità di loggarsi su Facebook. Anche perché nel frattempo la norma sull’obbligo di pubblicità legale, quella che costringerebbe i siti internet istituzionali alla massima attenzione sui loro contenuti, doveva entrare in vigore a gennaio ma ha ottenuto dal Parlamento una bella proroga di sei-mesi-sei. Sua Efficienza colpisce ancora.

(Vignetta di Mauro Biani)

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