Ne parla in prima pagina il Sole 24 Ore di oggi: “Il sito pubblico inutile finirà al macero. I cittadini potranno segnalare le pagine web non aggiornate e contribuire alla loro rottamazione“. L’iniziativa è del ministero della Funzione Pubblica di Renato Brunetta, e quindi è lecito dubitare della sua serietà, in primo luogo perché il ministro ha già dimostrato di avere poco rispetto per le funzioni dei siti internet pubblici quando ha deciso di sequestrare l’intera home, qualche tempo fa, per rispondere alle critiche che gli aveva fatto l’Espresso; in secondo luogo perché le iniziative di Brunetta si risolvono spesso (quasi sempre) in un ‘vorrei ma non posso’ (perché Tremonti è cattivo), oppure in un ‘ho fatto tutto ma non funziona niente’ (perché il mondo ce l’ha con me).
L’imbranatissimo Renato però stavolta ha l’opportunità per dimostrare di non essere, come sembrava ad occhio, perfettamente inutile oltre che per nulla decorativo. Perché se ha davvero intenzione di lavorare per migliorare i siti web istituzionali e cancellare quelli inutili, le segnalazioni del web non potranno che aiutarlo. Basti ricordare la tragica esperienza di Italia.it, del quale è partito a dicembre l’ennesimo restyling pubblicizzato e strombazzato dalla Michela Vittoria Brambilla urbi et orbi e simpaticamente ribattezzato www.italia.flop dall’Espresso per i suoi dati di traffico e di utilizzo, inferiori alla media di molti altri siti italiani. Purtroppo, però, l’iniziativa del ministero sembrerebbe escludere questo tipo di segnalazioni: secondo l’articolo sul Sole, i cittadini potranno segnalare soltanto le pagine per così dire desuete, ovvero che riportano informazioni ormai scadute che la Pubblica Amministrazione si è dimenticata di aggiornare; il cittadino potrà sì segnalare gli eventuali malfunzionamenti, ma poi saranno i tecnici del ministero a valutare le segnalazioni e decidere eventualmente di agire o meno.
Non è nemmeno tanto chiaro che intenzione nasconda la cosiddetta volontà di inserire l’accesso alla segnalazione attraverso i social network, “così che il tema diventi argomento di dibattito“: l’immondizia è immondizia, non è che sia necessario aprire un tavolo di discussione per decidere di che tipo di immondizia si tratti. Ad occhio, questa sembra l’ennesima frase un po’ fumosa sotto la quale non ci sarà nulla, o al massimo una paginetta di segnalazione con possibilità di loggarsi su Facebook. Anche perché nel frattempo la norma sull’obbligo di pubblicità legale, quella che costringerebbe i siti internet istituzionali alla massima attenzione sui loro contenuti, doveva entrare in vigore a gennaio ma ha ottenuto dal Parlamento una bella proroga di sei-mesi-sei. Sua Efficienza colpisce ancora.
(Vignetta di Mauro Biani)























Ho avuto modo di constatare la perfetta inutilità del Ministero di Brunetta. Ad ottobre chiamo l’Università Orientale di Napoli per pratiche amministrative e per tutta la mattina non ho risposta telefonica. Due giorni così e decido di sentire il Ministero della Pubblica Istruzioni e quello della Funzione Pubblica. Tranne la possibilità di un eventuale invio di un servizio ispettivo il ministero di Brunetta non ha poteri diretti nè sulla gestione (ovviamente) nè sulla possibilità di avere risposta dall’amministrazione (e qui qualche dubbio di sarebbe). Comunque l’interevento sarebbe stato tardivo, anche in caso di conclamata e prolungata assenza del personale di amministrazione. Mi è rimasta la via della denuncia per interruzione di pubblico servizio (poi non avvenuta per la sollecitazione all’Ufficio di Presidenza che ha sbloccato…gli uffici)
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ma sì, al macero Italia.it. Che siano gli Italiani a parlare (e sponsorizzare?) dell’Italia, ognuno a casetta virtuale propria
Propongo di fare una legge che dice che i siti con pagine desuete siano intitolati a Craxi oppure siano buttati fuori dalla Home non appena raggiungono la maggiore età.