Volontari da tutto il mondo si sono radunati per proporre e sviluppare nuove tecnologie di supporto alla popolazione colpita dal terremoto
Non sono soltanto le grandi organizzazioni internazionali e le celebrità più generose (o magari in cerca di visibilità) a impegnarsi in prima persona per aiutare la popolazione di Haiti colpita dal terremoto: a dare una mano, questa volta, ci sono anche gli hacker e gli esperti informatici di tutto il mondo. In questi giorni, infatti, la comunità di CrisisCamp sta radunando volontari con varie competenze tecnologiche per concentrare gli sforzi e realizzare strumenti concreti di assistenza e di supporto alle attività delle ONG.
LA COMUNITA’ - CrisisCamp è nato con l’obiettivo di raccogliere esperti, sviluppatori e soccorritori per sviluppare e migliorare la tecnologia necessaria ad affrontare disastri e catastrofi naturali. In seguito ai fatti di Haiti è stata rapidamente organizzata per sabato 16 una serie di CrisisCamp Hackatons, nella Silicon Valley, a Washington, Los Angeles, Brooklyn, a Londra e in Nuova Zelanda. In questi incontri i partecipanti hanno messo a disposizione il loro tempo e le loro capacità, creando progetti che fornissero dati, informazioni, mappe e assistenza tecnica alle organizzazioni non governative, ai soccorritori e ai cittadini.
I PROGETTI - Molti i progetti proposti, tra cui la realizzazione di nuove mappe di Port-Au-Prince per le ONG a partire dalle immagini disponibili, dato che le vecchie sono ormai inservibili, sistemi per facilitare la riunificazione delle famiglie, un database di volontari e delle loro competenze, aggregatori di notizie e di tweet per coordinare i flussi di informazione. Anche Google sta facendo la sua parte, mettendo a disposizione immagini satellitari aggiornate dell’isola. Sembra insomma che i tempi siano finalmente maturi perché la famosa intelligenza collettiva della Rete si manifesti e produca risultati concreti: a chi hacker non è, non resta che sperare.



