Povia, quando Eluana fa oh

17 gennaio 2010

Che genio del marketing, e del male, quel Povia lì. Dice che fa la canzone su Eluana, e tutti – ricordandosi delle polemiche per “Luca era Gay, adesso sta con lei” – pensano che stia architettando l’ennesimo colpo paraculo, che strizza l’occhio al buon padre di famiglia cattolico, visto che i gggiovani d’oggi i cd, volendo, li scaricano da eMule.

Poi, ieri succede che esce un’anteprima del testo talmente credibile (riecheggiava la frase di Berlusconi sulla possibilità di avere figli) da essere falsa: “La verità è che io voglio vivere, la verità è che io voglio sopravvivere, per favore la spina non staccare, lo sai che io posso ancora procreare, c’è chi sogna che il mondo un giorno può cambiare, ma non serve perchè tanto la gente resta uguale”, con tanto di rivelazione su un blog di libero accompagnata da storiella strappalacrime su questi discografici d’oggi che pensan solo al dio denaro e  sono peggio dei gggiovani d’oggi, signora mia. E qualcuno abbocca pure, alla creazione di tal Ovidio Sbazzeguti.

Enfin, come in tutte le commedie, c’è il colpo di scena. Rilascia in anteprima i versi della canzone a Repubblica, e si scopre invece che la canzone ha tutt’altra visione: “Padre, ora vivo nel tuo cuore / vivo nella tua battaglia / fate il nome del mio nome / fate il nome di tua figlia / di una volontà da rispettare / invece di dormire in fondo al mare”.

Hai capito Povia che genio del marketing? Provocato o casuale che sia il corso degli eventi, il cantante ha stupito tutti, come in quei gialli di Agatha Christie che non a caso si leggono per addormentarsi. Ottenendo che si parli tantissimo di tutto ciò. E così alla fine ha fatto oh pure con Eluana. Che meraviglia, che meraviglia.

Vabeh, poi rimane che per lui i froci si possono anche curare, volendo. Ma è un dettaglio.

9 commenti a Povia, quando Eluana fa oh

  1. “Abbiamo letto il testo della canzone che l’autore avrebbe voluto mantener segreto fino alla prima serata del Festival, il 16 febbraio” (repubblica) quand’ero bambina i testi delle canzoni si potevano leggere tutti una settimana prima (o due, non ricordo) su tv sorrisi e canzoni. Non si sono più i Sanremo di una volta. Comunque sì, potrebbe essere, che gran genio del marketing e che tristezza

  2. maria teresa

    Io lo dico sempre di guardarsi da quelli che sembrano dei noiosoni, che poi son proprio quelli che ti fregan sempre…in ogni caso è paradigmatico pensare che anche un giochino come questo sia stato condotto attraverso la rete e non un altro medium, insomma anche quei rinco di Sanremo credono nel web.

  3. Antonio

    Genio del marketing? Questi inglesismi… pensavo si dicesse paraculo.

  4. SigPar

    Povia hai trovato il modo più bieco per fare soldi. Altro che paraculo questo c’ha un pelo sullo stomaco che manco la via lattea basta

  5. Sottovento

    Lo prenderei a calci nel sedere fino a dove spunta il sole…..’sto paraculo speculatore!

  6. “Provocato o casuale che sia il corso degli eventi, il cantante ha stupito tutti, come in quei gialli di Agatha Christie che non a caso si leggono per addormentarsi”

    :) ma ci rendiamo conto? nel 2010 non si possono scrivere testi di una pesantezza simile! più che una canzone sembra quasi una preghiera… canticchiabile??

  7. Pingback: Il penoso Povia « f l e u r e s

  8. Giogio

    E’ vero, ‘per lui i froci si possono anche curare, volendo. Ma è un dettaglio’.

    Det-tagliamoglielo.

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