Yussuf è morto di freddo “dopo essere stato gettato nell’acqua gelata”. Questo è quanto sostengono altri clochard che a Napoli popolano la centralissima piazza Cavour. Una triste storia di emarginazione e forse anche di teppismo e delinquenza minorile.
Napoli, piazza Cavour, poche decine di metri dal rione Sanità. Il quartiere
“popolare”, quasi, per antonomasia della città. Rione immortalato dal celebre film Eduardo De Filippo, “Il sindaco del rione Sanità” appunto, e che ha dato i natali al grande principe della risata: Antonio De Curtis, in arte Totò. Pochi minuti dopo le 10 di martedì scorso, su una panchina nei pressi della fermata della metropolitana collinare, è stato ritrovato il corpo senza vita di Yussuf Errahali, trentasettenne immigrato d’origine marocchina. Yussuf era un barbone o, per usare quel linguaggio alla vaselina che oggi fa tanto politically correct, era un”senza fissa dimora”. Una storia di umanità malata, apparentemente, come tante altre che, quasi quotidianamente, si ripetono nelle nostre città. Ma, forse, solo apparentemente.
NELL’ACQUA GELIDA - Yussuf, era abituato a dormire nel freddo, all’addiaccio, dove capitava, ma questa volta non ce l’ha fatta a sopportare la temperatura, calata nei giorni scorsi repentinamente anche sotto lo zero. E poi l’hanno ritrovato bagnato fradicio. Qui la storia s’ingarbuglia. “Siamo arrivati sul posto poco dopo le 10 del mattino, quasi in contemporanea con l’ambulanza del 118” sostiene Graziella Lussu, responsabile della cooperativa sociale “Il Camper”, che offre assistenza ai senzatetto napoletani, “i medici hanno tentato diverse manovre di rianimazione, purtroppo senza alcun successo. Nel pomeriggio, in piazza sono giunti i volontari del turno pomeridiano, che hanno raccolto numerose testimonianze dai senza dimora che popolano la zona“. Gente, solitamente altri immigrati, spesso clandestini, che non testimonierebbe mai, come è facile intuire, davanti alla polizia. Eppure qualcuno di loro ha visto, non se la sente di portare il segreto con sé, e comincia a parlare con i volontari: “Hanno gettato Yussuf nell’acqua gelida” racconta Graziella, “era rimasto per diverse ore con gli abiti inzuppati d’acqua prima di morire“. Infatti, quando è stato soccorso dagli uomini del 118, l’immigrato era mezzo nudo ed inzuppato d’acqua. Il freddo e la sua salute malandata hanno poi completato la triste opera. Chi è stato? I clochard che popolano la piazza e la vicina stazione della metro, ai volontari del Comune di Napoli hanno detto che sono stati “quelli, loro, sempre gli stessi” quelli, per intenderci, che lo scorso settembre arsero vivo il povero Antonio Montella, un anziano senzatetto, anche lui, che per la gravità delle ferite riportate venne ricoverato d’urgenza, in terapia intensiva, al reparto grandi ustionati dell’ospedale Cardarelli. Un calvario che ancora deve trovare la sua conclusione. “Loro”, quindi, sarebbero i componenti dello stesso “branco”. Qui tutti ne hanno sentito le risate, gli insulti e visto la loro violenza gratuita e selvaggia. Si tratta, per lo più, di gruppetti di giovanissimi adolescenti, provenienti dal quartiere Sanità, da quel dedalo di vicoli dove, da sempre, le “volanti” della polizia fanno fatica persino ad incunearsi. “Si presentano in zona – dicono alcuni residenti – sempre allo stesso modo, per insultare o aggredire chiunque gli capiti a tiro“.
UNA PERSONA TRANQUILLA - Yussuf, quel maledetto martedì, era
ubriaco, forse si era fatto ancora di droga. Sembra, infatti, che solo pochi giorni prima fosse stato agl’Incurabili, il vecchio ospedale del centro storico, per un trattamento di disintossicazione. “Yussuf – dicono gli altri homeless, molti dei quali polacchi – era una persona tranquilla, che non ha mai dato fastidio a nessuno“. Adesso, le loro testimonianze rese ai volontari, sono al vaglio degli investigatori. “I senzatetto che vivono in piazza Cavour – racconta la responsabile dell’unità mobile – parlano dell’ennesima scorribanda di un gruppo di giovani provenienti dal quartiere Sanità. Crediamo che l’area dove sono avvenuti entrambi gli episodi necessiti di una maggiore sorveglianza, soprattutto nelle ore notturne“. L’assessore alle Politiche sociali del comune di Napoli, Giulio Riccio, assicura: “Il fatto che l’autorità giudiziaria non abbia archiviato il caso come “morte naturale”, è un dato molto positivo, che segnala una chiara volontà di vederci chiaro. I nostri operatori, qualora non fossero sufficienti le dichiarazioni già rese alle forze dell’ordine, saranno completamente a disposizione della polizia per aiutare gli investigatori nel migliore dei modi. E’ evidente, ormai, come i raid in piazza Cavour, conclusisi in entrambi i casi in maniera drammatica, siano diventati un problema di ordine pubblico. Al di là tutto, va evidenziato come casi del genere sarebbero molto più rari se anche l’Italia, come altri Paesi, istituisse una forma di reddito stabile a sostegno delle persone incapienti“. Mentre la dirigente dello stesso assessorato, Giulietta Chieffo, ci fa questo quadretto della situazione napoletana. “Bisogna imparare a rispettare le loro scelte. Appena l’Ansa ha dato la notizia dei due clochard morti per freddo mi sono meravigliata, oltre ad aver provato una grande tristezza. Proprio quest’anno abbiamo ampliato l’offerta notturna per l’ospitalità alle persone senza fissa dimora. Abbiamo predisposto l’accoglienza anche nel centro di Sant’Antonio la Palma, prevedendo cinquanta posti, ma ricevendo poi una sessantina di richieste. Ovviamente, non abbiamo il coraggio di negare l’accesso a nessuno. Il dormitorio pubblico ne ospita centodieci, e altre strutture, provvisorie e permanenti, assicurano l’accoglienza a molte altre persone. Tutto ciò, si badi, è sicuramente insufficiente rispetto ai bisogni reali della città, ma abbiamo fatto il possibile con i fondi a disposizione per raddoppiare in breve tempo l’ospitalità ai senzatetto. In poche parole, le risorse che l’amministrazione comunale ci ha fornito, le abbiamo utilizzate tutte“.
L’ INDIFFERENZA – Sarà certamente così. Sta di fatto, però, che fino all’intervento dei volontari e del 118 nessuno ha mosso un dito. Yussuf è morto nella noncuranza dei passanti. Il buon samaritano ormai non scende più da cavallo. Siamo cinque miliardi, o forse sei, quasi 800 milioni non hanno da mangiare: e cresce meno erba sulla terra e ci sono meno pesci nel mare. Solo l’indifferenza dilaga.























…
[...] This post was mentioned on Twitter by giornalettismo, feedrssalessio. feedrssalessio said: Yussuf, ucciso dal freddo e dall’indifferenza http://ff.im/-emsLB [...]
Nessun commento è possibile. Solo un piccolo sorriso per coloro che non hanno niente.
Bravo Pietro
Un sorriso non indifferente
C.
[...] L’ INDIFFERENZA – Sarà certamente così. Sta di fatto, però, che fino all’intervento dei volontari e del 118 nessuno ha mosso un dito. Yussuf è morto nella noncuranza dei passanti. Il buon samaritano ormai non scende più da cavallo. Siamo cinque miliardi, o forse sei, quasi 800 milioni non hanno da mangiare: e cresce meno erba sulla terra e ci sono meno pesci nel mare. Solo l’indifferenza dilaga. (Fonte: Giornalettismo Quotidiano) [...]
[...] L’ INDIFFERENZA – Sarà certamente così. Sta di fatto, però, che fino all’intervento dei volontari e del 118 nessuno ha mosso un dito. Yussuf è morto nella noncuranza dei passanti. Il buon samaritano ormai non scende più da cavallo. Siamo cinque miliardi, o forse sei, quasi 800 milioni non hanno da mangiare: e cresce meno erba sulla terra e ci sono meno pesci nel mare. Solo l’indifferenza dilaga. (Fonte: Giornalettismo Quotidiano) [...]