La facevo più povero, sa?

01/05/2008 - In nome della glasnost fiscale, Vincenzo Visco esce di scena affidando all’Agenzia delle Entrate il compito di svelare il mistero che avvolge, da sempre, la reale entità dei guadagni di ogni cittadino italiano. Perché davanti al fisco sono tutti uguali,

     
 

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In nome della glasnost fiscale, Vincenzo Visco esce di scena affidando all’Agenzia delle Entrate il compito di svelare il mistero che avvolge, da sempre, la reale entità dei guadagni di ogni cittadino italiano. Perché davanti al fisco sono tutti uguali, o quasi

BREVE ANTEFATTO – Alla fine del 2006 accadde che qualche dipendente dell’Agenzia delle Entrate fu viscosorpreso ad impiegare il tempo nella consultazione dei database del Fisco alla ricerca di qualche ghiotta indiscrezione sui dati fiscali di un gruppetto di personaggi più o meno in vista. Tra gli “spiati” di allora saltarono fuori Silvio Berlusconi e Romano Prodi. Immediata la reazione di Visco che consegnò un esposto alla magistratura, la quale ordinò oltre 120 perquisizioni in tutta Italia per stanare gli 007 alle vongole responsabili di un simile attentato alla democrazia. Lo stesso Visco, nel giro di 20 giorni, annunciò misure di sicurezza straordinarie a protezione di dati così personali perché i vip “hanno necessità di una maggiore garanzia della privacy”. Per quanto si trattasse di un’affermazione delirante, sanciva che l’opinione di Visco fosse quella che tutti avessero diritto alla tutela della privacy, sebbene alcuni di più degli altri. Orwelliano, ma chiaro.

IL FATTO – A distanza di poco più di un anno Vincenzo Visco cambia radicalmente idea e decide che, per l’Italia, è arrivato il tanto sospirato giorno della maturità democratica. Così il direttore dell’Agenziaon line delle Entrate, Massimo Romano, manda on line le dichiarazioni dei redditi di tutti i cittadini italiani col benestare di Visco in persona dal momento che si tratta di un “fatto di trasparenza, di democrazia” sul quale non ci sono problemi: “c’è in tutto il mondo, basta vedere qualsiasi telefilm americano”. Eppure si scatena il putiferio grazie alla segnalazione di un movimento che porta un nome un tantino ambiguo, il Popolo della Vita corrente dei Valori, che sembra dipietrista, ma è di emanazione PdL. Nel giro di poche ore il Garante della Privacy (Pizzetti) invita l’Agenzia delle Entrate a sospendere la pubblicazione sul web dei dati “incriminati”, ottenendola immediatamente nonostante i comunicati dell’Agenzia ribadissero che l’intera procedura fosse stata seguita secondo le regole, compresa l’informazione al Garante.

CHI HA RAGIONE? – Bella domanda. Intanto possiamo affermare che hanno torto tutti. Il Garante di sicuro perché ha preso una decisione in aperta contraddizione con un provvedimento del 9 novembre 2007 a proposito di un caso piuttosto simile. In quel provvedimento si sanciva chiaramente che: “Si possono diffondere dati sui contribuenti, individuati e resi disponibili dall’Amministrazione finanziaria in base alla legge. Il Codice sulla protezione dei dati personali, infatti, non contrasta con determinate forme di privacypubblicità di dati che siano di interesse pubblico, ma tale diffusione deve riguardare le informazioni divulgate in conformità alle norme di settore.” E qui entrano in gioco altre due questioni. La prima è se la pubblicazione dei dati di reddito di un cittadino qualunque sia di “interesse pubblico”, sulla qual cosa mi sembra che si possa sostenere senza paura l’opinione inversa di quella di Visco: l’informazione sui redditi di qualche pezzo da novanta universalmente conosciuto – e magari titolare di qualche carica pubblica – può anche avere questa valenza generale, ma che ce l’abbia l’imponibile del vicino di casa mi pare assai più arduo da sostenere. La seconda riguarda, invece, la conformità con le norme di settore. A voler stringere, si tratta di una norma soltanto, cioè dell’articolo 69 del DPR del 29/09/1973, numero 600. Secondo quanto vi si legge, sarebbe pubblico il dato di reddito “accertato” dagli uffici delle imposte dirette e quello controllato per sorteggio: quello semplicementedichiarato”, cioè preso per buono senza accertamenti, non viene citato tra i redditi pubblicabili. Secondo questa lettura, il torto dell’Agenzia delle Entrate sarebbe doppio. Il primo perché, come si evince da quipunto 4 – l’Agenzia delle Entrate ha regolarmente omesso di indicare i redditi dichiarati in tutti gli ultimi provvedimenti avendo ritenuto, con questa decisione, di aver rispettato quell’articolo 69 appena citato e non per una questione di tutela della privacy. Perché questa volta li ha inclusi? Il secondo, invece, arriva da una deduzione logica: se l’Agenzia aveva titoli per pubblicarli, perché non li ha mantenuti disponibili? Se, al contrario, non aveva titoli per renderli noti, perché l’ha fatto? Giratela come vi pare, ma il profumo di dilettantismo si sente che è una bellezza. E, nella fiera delle stupidaggini, si accoda anche Enzo Mazza, Presidente del FIMI (le industrie discografiche), il quale si dice allarmato per la diffusione su E-Mule dei file “txt” dei dati dell’Agenzia delle entrate . Peccato che i i file “txt” sul sito non ci fossero e che i torrent che girano siano dei fake clamorosi.

CONTRAPPASSI – La cosa divertente è constatare che il più incazzato di tutti è Grillo che esce con ungrillo pezzo intitolato “La colonna infame” nel quale si scaglia a testa bassa contro Padoa Schioppa e Visco, rei di aver fatto un bel favore alla criminalità organizzata ed invocando sulla loro testa anatema e maledizione. Ma come? Lui che invocava trasparenza, limpidezza morale e candore assoluto nel curriculum si risente perché adesso tutti sanno che intasca oltre 4 milioni di euro l’anno? Certo non è un bel leggere per chi si metta a capo della rivoluzione popolare e, a giudicare dal tono prevalente dei commenti, pare che molti dei suoi non l’abbiano presa benissimo. E stavolta non si possono dare tutti i torti ai fedelissimi del principe dei forcaioli perchè se è vero che certe pubblicità per uno che non conta niente possono essere solo un inutile rischio, è altrettanto vero che il grido di dolore di uno che misura il garantismo col suo conto in banca non fa ridere più di tanto, neanche se lo dice un comico.

     
 

27 Commenti

  1. Giamba scrive:

    Tutti contro Grillo: è pericoloso perchè parla di cose reali ad uomini reali, al di fuori dell’innocuo modello cattocomunista del “pazzo puro che muore”, che distrae gli uomini nel sogno ed è funzionale al mantenimento dello status quo

    Beppe Grillo parla di cose terrene ad uomini terreni.

    Non è il pazzo idealista di scuola dualista, il cattocomunista per intenderci, che propone il sogno di Mondi Ideali ad uomini ideali, che persi nei loro sogni, si distraggono dalla vita reale, in cui continuano ad operare e prosperare uomini reali, che si giovano delle distrazioni sognanti di tutti gli altri per usarli e continuare a prosperare.

    Non è il santo e l’eroe della tradizione cattocomunista, il San Francesco ed il Che Guevara, che viene proposto al popolo per istupidirlo, proponendogli il modello dell’eroe puro che muore, mentre invece tutti quelli che stanno alle regole della società, adattandosi a beccarsi le briciole che altri gli concedono dall’alto.

    Ed infatti tutti gli rimproverano di guadagnare tanti soldi, e di non seguire il modello del santo e dell’eroe cattocomunista, quello innocuo per la società della produzione e del consumo, che propone modelli ideali di mondo, irrealizzabili, ma in cui si adagiano sognanti moltissimi individui, rinunciando a vivere nella realtà.

    Glielo rimproverano anche quelli che dovrebbero giovarsi delle informazioni che Grillo gli dà, spiegandogli come le loro vite vengono usate, perchè hanno dei modelli di santo ed eroe cattocomunista, il modello del “pazzo puro che muore per le sue idee”, che è completamente innocuo per la società della produzione e del consumo.

    Il pazzo puro che muore per le sue idee, il cui destino di fallimento è già segnato: delirare di mondi ideali, sulla Terra o addirittura dopo la morte, portarsi dietro gruppi di uomini sognanti per un pò di tempo, per distrarli dalla vita reale, e poi morire.

    Beppe Grillo è pericoloso perchè dà consapevolezza, perchè spiega a milioni di cittadini come funziona questa società, come fanno in questa società alcune migliaia di uomini ad usare la vita di miliardi di uomini per prosperare.

    Spiega i meccanismo reali della società reale, fin nei dettagli, fin nei particolari.

    Beppe Grillo scuote l’italiano medio dal DELIRIO CATTOCOMUNISTA, dall’ameno sogno di mondi ideali da realizzare. e di paradisi in terra o dopo la morte, e parla di situazioni reali ad uomini reali.

    Spiega che Berlusconi ha in concessione ed usa per le sue televisioni le frequenze che, come dice giustamente Grillo, sono nell’aria e sono di tutti.

    Spiega che Veronesi cura il cancro in istituti che sono finanziati da aziende che producono inceneritori, che producono cioè inquinamento e cancro, e poi difende gli inceneritori in TV.

    Spiega a tutti tre anni prima che Parmalat sta per crollare e che i bond argentini della Parmalat sono una sola.

    Spiega come funzionano le aziende, e come fanno a truffare.

    BEPPE GRILLO SPIEGA IL FUNZIONAMENTO DELLA SOCIETA’ DELLA PRODUZIONE E DEL CONSUMO.

    Spiega cioè come fanno, praticamente, alcuni uomini a fare le proprie fortune ed i propri soldi usando altri uomini, nella logica del profitto della società della produzione e del consumo, che ha esordito mandando a lavorare in fabbrica per sedici ore al giorno i bambini.

    Spiega come fa la società della produzione e del consumo ad alienare dal proprio corpo e dalla propria vita miliardi di indibidui, per garantire la ricchezza di migliaia di individui.

  2. mildareveno scrive:

    Quei dati erano già disponibili andando nei Comuni. Anche in Norvegia è possibile accedere a tutte le dichiarazioni dei redditi via Internet.

  3. felix scrive:

    Bene ha fatto,chiunque esso sia,Visco o chi altri a mettere sul sito i dati dei contribuenti,quando tu paghi regolarmente le tasse per quel che prendi,è giusto renderlo ufficiale,solo coloro che hanno scappatoie per evaderlo si preoccupano che qualcuno che lo conosce possa richiamarlo all’ordine.
    Chi contesta questi dati ufficiali non sono certo i lavoratori o i pensionati,ma coloro che fino a poco tempo fa hanno vissuto con l’evasione fiscale.

  4. manuele scrive:

    @ Mthrandir

    per la cronaca, l’abuso edilizio era per l’ampliamento abusivo della villa (dammuso) a pantelleria

  5. Pingback: carugo22060

  6. Bazooka scrive:

    Io direi raga, che nel Paese dove l’elusione e l’evasione sono la regola, cioè la base di ciò che in questa società del merito, concepito in forma ”pura” dal bel pensare alla Giovanni Floris è meglio che stiamo tutti un pò sotto traccia(non io che sono disoccupato da anni e ho votato Sinistra Critica). Ricordo che Al capone fu arrestato per reato di evasione e non dal carcere. Qui in carcere non vai e continui ad evadere.

  7. Pingback: Scusi Grillo, ma lei invece come sta? : Giornalettismo

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