Dell’Utri smentisce Ciancimino e vuole bloccare il suo processo
15/01/2010 - In una pausa del processo d’appello il senatore del Popolo delle Libertà replica alle accuse del figlio dell’ex sindaco mafioso di Palermo: “Tutte invenzioni, siamo nel deserto probatorio”. E ritorna a dire che Mangano è un eroe, mentre chiede l’acquisizione
In una pausa del processo d’appello il senatore del Popolo delle Libertà replica alle accuse del figlio dell’ex sindaco mafioso di Palermo: “Tutte invenzioni, siamo nel deserto probatorio”. E ritorna a dire che Mangano è un eroe, mentre chiede l’acquisizione di un’intervista a Borsellino
«Quelle di Massimo Ciancimino sono solo invenzioni, c’è una regia che Ciancimino usa per inquinare ancora il mio processo». Il senatore Marcello Dell’Utri (Pdl) durante una pausa del processo d’appello che lo vede imputato per concorso esterno in associazione mafiosa parte allattacco dei verbali d’interrogatorio resi da Ciancimino jr e depositati nei giorni scorsi al processo Mori, in cui il figlio dell’ex sindaco di Palermo sostiene, secondo quanto gli avrebbe detto il padre Vito, che Dell’Utri sarebbe stato un intermediario con Cosa Nostra.
“SONO INDIGNATO” – Dell’Utri si dice «indignato». «Sono cose che non esistono – aggiunge conversando con i giornalisti – io intermediario con la mafia? Ma quando mai». E alla domanda sul perché di un’eventuale regia di Ciancimino, Dell’Utri replica: «Certamente Massimo Ciancimino non ha lo spessore per fare il regista» e sui pizzini di cui parla lo stesso Ciancimino junior in cui Provenzano avrebbe citato Dell’Utri, il senatore dice: «Non sono veri quei pizzini, siamo nel deserto probatorio». Poi il discorso cade nuovamente su Vittorio Mangano , lo stalliere di Arcore, «è stato il mio eroe e lo ribadisco, non un eroe in senso generale. Come uno dei protagonisti dei ‘Fratelli Karamàzov’. Mangano non si è inventato nulla contro di me e Berlusconi per uscire dal carcere, come invece hanno fatto altri»: E su Silvio Berlusconi: «È un mio amico dai tempi dell’università che mi è sempre stato vicino». Alla domanda sui sospetti di collusioni tra Forza Italia e Cosa Nostra, come ventilato da più pentiti, Dell’Utri replica: «sono solo illazioni, sono cose che non esistono. I nostri avversari politici attraverso la longa manus delle Procure hanno voluto inventare questa teoria». E sul suo processo: «Io la mia pena l’ho già scontata, sono 14 anni che va avanti questa storia e io in questi anni non ho potuto fare ciò che avrei voluto».
IL VIDEO DI BORSELLINO – Nel frattempo la difesa del senatore sotto processo a Palermo davanti alla Corte d’Appello per concorso esterno in associazione mafiosa, ha chiesto ai giudici l’acquisizione della video intervista rilasciata il 21 maggio del 1992 dal giudice Paolo Borsellino a due giornalisti francesi. L’intervista audio era già stata acquisita agli atti del processo, ma adesso i difensori del senatore -presente in aula- parlano di una «importante prova video». «Nel documento televisivo – spiega l’avvocato Alessandro Sammarco – si vede il dottor Borsellino che consulta dei documenti. Dal video e dalle parole del dottor Borsellino si presume che già nel maggio del ’92 c’era un procedimento a carico di Marcello Dell’Utri, Silvio Berlusconi e Vittorio Mangano. Nella stessa intervista il giudice Borsellino, non lo dice chiaramente, però parla di un’indagine ‘con il vecchio rito processuale, ma non ne conosco i particolarì, dicendo che del procedimento si occupava l’allora giudice istruttore Leonardo Guarnotta. Cioè lo stesso giudice che poi ha presieduto il tribunale che anni dopo ha condannato in primo grado Marcello Dell’Utri». Ecco che la difesa chiede non solo l’acquisizione del video, ma anche alla corte d’Appello di verificare «l’esistenza di un procedimento pendente in fase di istruzione formale già nel ’92 nei confronti dell’imputato». Secondo i legali, se viene confermata l’esistenza di un procedimento «che non si sa che fine abbia fatto» dimostra «l’improcedibilità del presente processo che va immediatamente bloccato».
IL FATTO QUOTIDIANO – Il procuratore generale Antonio Gatto ha replicato che se ci fosse stato un processo sarebbe stato registrato, e che processi segreti in Italia non esistono. Intanto Dell’Utri, facendo riferimento all’acquisizione della videocassetta, in precedenza allegata al quotidiano di Padellaro e Travaglio, ha detto che quindi “IL fatto quotidiano potrebbe diventare il mio nuovo eroe, dopo Mangano...”. E ha aggiunto: “Sogno che accada a me quello che è accaduto a Mannino”, riferendosi all’assoluzione definitva dell’esponente dell’Udc arrivata ieri.













Ma esiste ancora una vicenda in Italia che non assomigli alla trama di un B movie?
“«Certamente Massimo Ciancimino non ha lo spessore per fare il regista» certo, lui è più bravo. O no? Vedremo. Spero che sta storia si concluda in fretta
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