Se il Pdl fatica a sciogliere i nodi candidature, i centristi di Casini provvedono a prendere le distanze dal centrodestra: dopo la Puglia ora è la volta della Campania. Mentre Silvio medita di fare a meno di loro.
Sì alla Bresso in Piemonte, no a Zaia in Veneto, ancora nessun accordo col Pdl in Lazio dove è candidata la tanto amata Renata Polverini, feeling con
Francesco Boccia in Puglia, allettante offerta (guida della regione) da parte di Pierluigi Bersani in Calabria, Ciriaco De Mita possibilista in Campania, dove il centrodestra fatica a trovare un’intesa: davvero l’Udc sta “un po’ di qua e un po’ di là”, come affermava il Premier Silvio Berlusconi dal palco di Piazza Duomo poco prima di essere colpito dalla statuetta? E’ questo l’interrogativo che comincia a frullare nella mente del Premier nel momento decisivo della risoluzione dei nodi candidature nelle regioni in bilico. Le indiscrezioni che trapelano nelle ultime ore parlano della possibilità che il Cavaliere, a due anni di distanza dal predellino e dall’annuncio della corsa “con chi ci sta” contro Veltroni, riproponga lo stesso aut-aut ai centristi di Pierferdy. “Pensa di fregarci, ma è solo vecchia politica”, avrebbe detto il Presidente del Consiglio, stando a quanto riporta Repubblica, ai suoi fedelissimi. Secondo La Stampa il Cavaliere addirittura avrebbe ribattezzato Casini e i suoi col nome di “Unione delle Clientele”.
BERLUSCONI IN ATTESA - L’argomento è stato trattato nel corso dell’incontro di ieri con Gianfranco Fini. “Berlusconi e Fini sono concordi nel contestare la linea del doppio forno dell’Udc, per entrambi è inaccettabile – ha fatto sapere il Ministro della difesa Ignazio La Russa – Per quanto riguarda le conseguenze di una distanza maggiore o minore rispetto all’Udc, la discussione è rimasta aperta. Per Fini non necessariamente occorre essere drastici verso l’alleanza con l’Udc”. Ma, mentre il Presidente della Camera, pur considerando «sbagliata» la strategia dell’alleanza a macchia di leopardo di Pier Ferdinando Casini, si mostra cauto sulla questione e suggerisce al Cavaliere di non chiudere completamente la porta al partito di via dei Due Macelli, il Presidente del Consiglio preferisce non proferire parola. “Fini ritiene che si debba approfondire il discorso – ha detto La Russa al termine dell’incontro – Berlusconi, invece, non ha espresso la sua opinione”, tanto per dire quale clima si respiri tra le segrete stanze di Palazzo Grazioli e Palazzo Chigi.
ACCORDO UDC-PDL INCERTI - Una situazione di incertezza che si ripercuote anche nelle trattative intavolate a livello regionale. In
Campania la novità degli ultimi giorni, ad esempio, è che l’appoggio al centrodestra berlusconiano da parte del partito di Casini non è affatto scontato. La trasmissione di Porta a Porta durante la quale il coordinatore Pdl Sandro Bondi ha così duramene attaccato il leader Udc per la sua politica ha generato ripercussioni non trascurabili. Nonostante Rocco Bottiglione si fosse già esplicitamente dimostrato favorevole alla candidatura di colui che attualmente è in pole tra le fila del Pdl, il socialista Stefano Caldoro, appoggiato apertamente pure dal ministro Gianfranco Rotondi, è giunto l’altolà di Lorenzo Cesa a fermare i segnali di distensione, dando così nuove chance anche al Partito Democratico. Si tratta dello stesso Cesa che ha puntualmente precisato che l’Udc in Lazio ha raggiunto un accordo con la Polverini ma “non col Pdl”, e dello stesso Cesa intervenuto a ribadire ancora una volta, con la determinazione e la sfrontatezza di chi è pronto ad ogni soluzione, di non temere scelte radicali da parte del Pdl. “Anche per noi è profondamente sbagliata la linea del Pdl, che ha appaltato il nord alla Lega – ha detto ieri il segretario dell’Udc dopo l’incontro Berlusconi Fini – Se i candidati del Pdl non vogliono accordarsi con noi non c’è problema: ne parleremo venerdì alla riunione della Costituente di Centro”.
ANCHE LA CAMPANIA IN BILICO – Fuoriuscito dal partito di Bersani, intanto, in Campania è in procinto di aggregarsi alla compagine centrista, sulla falsa riga di quanto fatto da Enzo Carra e Renzo Lusetti su scala nazionale, il deputato regionale Pasquale Sommese, che alle ultime Europee ha raccolto la bellezza di quasi centomila preferenze e fu, cinque anni fa, fra tutti i consiglieri regionali del centrosinistra eletti in Italia quello che aveva incassato il maggior numeri di preferenze, oltre 30.000, allora sotto le insegne della Margherita. Segnali di feeling? Tra gli altri, ha mostrato a chiare lettere il suo malessere nei confronti del centrodestra il Commissario Provinciale napoletano dell’Udc Ciro Alfano: lo ha fatto definendo una “barzelletta” il surplace del Pdl che tarda ad indicare un nome. Il tutto mentre De Mita non si scopre: “In Campania dobbiamo correre da soli”, dice mantenendo aperto ogni spiraglio. Si tratta solo di suggestione o il partito di Casini, dopo le prese di distanza dalla Lega, la scelta pugliese e gli avvertimenti degli ultimi giorni, è pronto a fare a meno del Pdl anche in Campania? L’ultima parola, qui come nelle altre regioni, come sempre, spetta a Berlusconi. E può riservare delle sorprese.
























A me Casini è sempre parso un personaggio in cerca di autore, non mi sorprende che stia sempre lì per riuscire e poi non riesca: è come il Will il coyote, ma meno simpatico.
Io farei una sorpresa generale a livello nazionale per dare la dimostrazione che la devono smettere di prenderci per i fondelli e di affamarci con le loro manovre, manovrine, inciuci e ruberie. Proporrei di restare tutti a casa e di non esercitare il diritto di voto, che non è più tale dal mom ento che non possiamo più SCEGLIERE il candidato preferito! Che andassero tuti, ma propèrio tutti, a lavorare.Questo se lo prendono come stipendio (23/27.000/00 euro),quell’altro è il benefits,l’altro ancora è il rimborso elettorale(milioni di Euro),Pensione privilegiata dopo una legislatura, privilegi vari, rimborsi a fondazioni e testate giornalistiche- anche a quelle da 4 soldi-si pappano tutto loro, “i politici” e noi succubi SUDDITI restiamo a guardare e continuiamo a votarli.Ma BASTAAAAAAAAA, RIBELLIAMOCIIIII!!!! Antonio.
[...] qui come nelle altre regioni, come sempre, spetta a Berlusconi. E può riservare delle sorprese. fonte Written by Diablo010473Filed under: CRONACA, POLITICA · Tags: Bondi, Calabria, Campania, [...]
Secondo me Casini sta facendo bene. Per come intendo io la politica non lo condivido, ma al posto di Casini forse farei la stessa cosa. Premetto non voto U.D.C. e nemmeno P.D.L.. Ma vorrei solo ricordare che l’attuale legge elettorale e i partiti unici tanto voluti da Veltroni prima e subito dopo anche da Berlusconi hanno penalizzato i piccoli partiti come U.D.C., P.R.C., Verdi, La Destra, Comunisti Italiani e altri. Scopo di Berlusconi e Veltroni era quello di far fuori i piccoli. Operazione riuscita in gran parte ma non del tutto. L’U.D.C. non è scomparso e in alcune regioni potrebbe essere determinante. Berlusconi e Fini si vorrebbero alleare con Casini ma non sopportano che l’U.D.C. si allei col P.D. in altre regioni. Insomma i leaders dei grandi partiti hanno fatto di tutto per uccidere (elettoralmente l’U.D.C)e adesso vorrebbero anche decidere con chi si debba alleare? anche a sinistra succede la stessa cosa. Senza i cosidetti cespugli, tanto deprecati dal P.D. Veltroniano, in alcune regioni non si vince: vedi Puglia.Più che criticare Casini e le sue scelte io criticherei Berlusconi, Fini, Bersani, e altri. Se sono coerenti con i partiti unici perchè cercano alleanze con l’U.D.C.?
Gianfranco Fini che ha fatto di tutto per “uccidere” politicamente Storace e la sua “Destra” perchè adesso lo accetta? bene: chi è causa del suo male pianga se stesso. Anche se potessi non voterei per l’U.D.C. ma in questo momento faccio il tifo per Casini, Storace, Bertinotti, Di Liberto ecc, ecc.
Un Saluto a tutti