“Pronto, casa Palombelli in (Rutelli), ciao sono Barbara, vuoi che facciamo amicizia ?
Ah, sei tu a mà. Si, il trombato è mi marito, che poi s’è sempre saputo che massimo massimo è la moglie quella che per tradizione, vero, viè trombata, dove andremo a finire i dont’know. Eh, e che ti dicevo, non lo so mica. Pure questo che è salito, ‘sto Manno che non sarà manco della Lazio, sarà del Bitonto, della nazionale dichi, lo sai ‘sti burini quanto ci tengono alla nazionale. Manno si, stanno a fa tutta una caciara da ierissera, alè manno alè manno, io proprio non saprei. Visto che riconoscenza ‘sti fasci, uno prima se li alleva, li sdogana (ammazza che ragazza che so’), li protegge, ti dico li accetta. E questi poi te fregheno i parcheggi. Gliel’ho detto pure, reagiamo, gli diciamo a tutti che va bene eguale, perché siamo idealisti. Noi abbiamo sacra una cosa nella vita, tiè. La Festa dal Lavoro”





















applausi sperticati e a scena aperta per questa striscia
geniale veramente X°D
[...] il portavoce, l’ubiquo. Per cinque anni. Mio Dio, cos’abbiamo fatto!“. Ma anche quelle di Ricchiuti non [...]
Grazie
Caro Ricchiuti, qui son tornati i tempi cupi. In Italia per avere un pass liberale, ci si deve sempre rimettere l’orbace in pantomima. Siamo così bizzarri! Unici al mondo. Puro folklore. Ci piaciamo solo a noi stessi e raramente. Ehia, ehia, libertà. L’utopia capovolta. Siamo per i francesi ”les italiens”, per gli inglesi dei ”bomba o non bomba arriveremo a Roma malgrado voi”. Per i tedeschi, non mi interessa. Dall’8 settembre 1943. Insomma a Barbara dobbiamo dare un posto da parcheggiatrice. Non abusiva. Io che ho votato Flavia d’Angeli, la pasionaria dello scazzo-lev davidovic, per buttar giù Bertinotti il parolaio ”rosso-rosa”, merito anch’io l’orbace in testa. Starò a vedere intrecciando le dita, penso come te. Alla prossima.