Il Giornale e Libero aggrediscono Berlusconi

14 gennaio 2010

Signora mia, ultimamente c’è un clima d’odio che nemmeno mettersi il cappotto quello buono basta più a proteggerci. Non bastavano l’opposizione sfascista e il tintinnar di manette, le procure e le miniature, la rava e la fava: adesso ad aggredire Silvio Berlusconi ci si mettono anche gli amici degli amici e i parenti strettissimi. Il Giornale e Libero, infatti, sono saltati al collo del PresDelCons dopo quanto accaduto ieri a proposito del famoso taglio delle tasse prima annunciato e strombazzato ai quattro venti e poi ritirato perché “c’è la crisi”, si è accorto il Premier (al quale ultimamente non si può nascondere proprio niente).

Andiamo con ordine. Comincia il Giornale, per il quale scende in campo il direttore Vittorio Feltri. “Per il momento non si taglia – Il pasticcio delle tasse“, titolano, e poi impietosamente continuano: “Il premier annuncia: non è possibile ridurre le aliquote quest’anno, la crisi lo impedisce. Vero. Ma perché nei giorni scorsi ci aveva illusi parlando di riforma imminente?“. La risposta, Feltri, potrebbe darsela facilmente magari scorrendo il pezzo del suo condirettore Alessandro Sallusti, al quale ha lasciato il lavoro sporco di difendere le decisioni del governo sulla giustizia: “Perché servono leggi ad personam“, scrive il sosia di Klaus Kinski in Nosferatu.

Ma è più godibile leggere Feltri, soprattutto per il tristissimo finale del pezzo: “Comprendo perfettamente, caro Presidente, le ragioni che la inducono a soprassedere; in fondo, sono le stesse che mi erano frullate in testa quando lei aveva annunciato l’intenzione di limare i denti al fisco: i tempi non sono maturi. Ci che invece non capisco è che bisogno c’era di parlare di tasse da ridimensionare, ingenerando la sensazione che il taglio fosse dietro l’angolo, e, dopo alcuni giorni, correggere il tiro deludendo le aspettative dei cittadini e, peggio, offrire il destro ai suoi detrattori (sempre troppi) per avviare una nuova polemica antiberlusconiana, come non bastassero le vecchie. Se è stato un errore, forse conviene dirlo. Capita a tutti di sbagliare. La gente sa che la politica è l’arte del possibile e che non sempre il presidente del Consiglio pu fare oggi quello che desiderava fare ieri e che probabilmente non farà neppure domani“. Insomma, detto tra le righe ma neanche tanto, il direttore del Giornale sta affermando che anche l’annuncio sul futuro radioso del Cavaliere riguardo la pressione fiscale è un’altra calla, l’ennesima. Peggio di così è difficile.

Maurizio Belpietro ci va anche lui giù duro. Con la differenza che si permette addirittura di contraddire il premier: “Caro Silvio, non ci siamo. Berlusconi dice che le tasse non si possono abbassare. Questa volta pensiamo che sbagli“, scrivono a Libero presentando un servizio sui 1843 tributi che l’italiano tartassato deve pagare. “Capiamo tutto, ma questo no“, esordisce il quotidiano degli Angelucci. Che poi rosica un pochino per la scelta di aver annunciato il taglio da quei manettari di Repubblica, e infine entra nel merito: “Di sicuro Lei sa meglio di noi come stanno le cose dal punto divi- sta economico e pu darsi che tra lunedi ed oggi siano emersi fatti nuovi. Ci nonostante insistiamo. Negare la possibilità di una riduzione delle imposte significa smentire gran prte dell’azione riformatrice del centrodestra. La riduzione delle tasse, insieme con la revisione dell’impianto fiscale, è alla base della costituzione stessa del Popolo della Libertà. Un Fisco che non rapina i contribuenti è il simbolo di un’organizzazione statale snella, la quale rispetta e serve i propri cittadini, non grava su di loro ma li aiuta. Possiamo rinunciare, ad altre promesse del centrodestra, ma non a questa, anche perché riteniamo che il rilancio del Paese passi proprio da un nuovo sistema fiscale. La dieta tributaria richiede obbligatoriamente che si mettano a stecchetto anche tutte le spese che non servono, mandando in pensione enti inutili e centri che sono utilissimi solo per regalare il patrimonio dello Stato a pochi amici“.

Eh, sì, anche Libero è arrabbiato e chiede a gran voce il taglio dei balzelli. Ma, se ci ha visto giusto Feltri, mi sa che quello che chiede Belpietro possiamo anche scordarcelo tutti, una volta per sempre. E di sicuro, quando sarà il momento, i due quotidiani dovranno chiederne conto virulentemente al PresDelCons. Il quale a quel punto non potrà che prendersela di nuovo con il clima d’odio che circola in questo paese. Non solo nell’opposizione, ma persino tra gli amici. Signora mia, non c’è più la mezza stagione.

32 commenti a Il Giornale e Libero aggrediscono Berlusconi

  1. maria teresa

    Dopo il partito dell’amore direi che ” This is the age of Aquarius”, anche Nosferatu una volta era un capellone rivoluzionario.

  2. MI viene quasi voglia di difendere il povero Silvio… ;-)

    C.

  3. E’ il solito gioco delle parti. In questo modo Berlusconi non solo può dire che l’odio nei suoi riguardi sta a sinistra, a destra e al centro, ma soprattutto può dimostrare che i due giornali di famiglia non sono sottoposti a censura da parte sua: sono liberi di parlarne bene quasi sempre, ma anche male qualche volta. Non c’è male come tattica, anzi è ottima. Basta credere a questi buffoni!

  4. Quasi quasi mi viene voglia di difendere il “povero Silvio”…. ;-)

    C.

  5. maledetti giornali di sinistra che attaccano sempre il povero Silvio, che spargono calunnie sul suo conto, che mentono scrivendo cose che lui non ha mai detto e che mai si sarebbe sognato di pensare

    insomma Libero ed Il giornale sono due giornali che odiano il premier :-)

  6. Marco

    Penso che il Premier volesse per davvero tagliare un pò le tasse, ma c’è il Ministro Tremonti che ha la borsa in mano…ed allora, retromarcia.
    Inutile incolparlo.

  7. guido

    Questa è la dimostrazione della differenza tra i giornali liberi e quelli faziosi, repubblica in testa. Non so Libero perchè non lo leggo, ma Feltri non ha minimamente “aggredito” Berlusconi, ma ha semplicemente esternato alcune sue perplessità, che sono quelle di tutti noi che sosteniamo Berlusconi perchè ci riconosciamo in quello che dice e che fa, ma che lo critichiamo quando fa qualcosa che non ci piace. Questa è la differenza tra noi e quelli dell’altra parte, capaci solo di criticare e di “aggredire” loro sì, ultimamente anche fisicamente.

  8. ipazia

    E i 200 miliardi di imponibile che annualmente transitano verso luoghi di accoglienza extranazionale,quelli almeno si potrebbero tagliare,o sono proprio il cardine intorno a cui ruota tutto il berlusconismo?

  9. gianni

    ,,le solite promesse del solito pagliaccio, ormai non mi stupisco piu di nulla, oltretutto, il suo codazzo di cicisbei e lecchini lo adora come un dio in terra, è proprio vero, al peggio non c’è mai fine.

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  11. giuspe

    …e non vorrei che tutto questo parlare di tasse ci distraesse dal fantastico “Haiti: catastrofe dell’anticapitalismo”…

    maledetti comunisti, pure le catastrofi naturali!!!

    • giuspe, l’accusa all’anticapitalismo è sottotraccia, e solo in pochi, fumosi spunti dell’articolo: Nicola Porro dice solo (un po’ in tutte le salse, ma si vede che doveva riempire la colonna in qualche modo) che l’uomo non domina la natura, al contrario di quanto crede, e che lì ad Haiti sono poveri (e sarebbe per questo “modello di sviluppo sociale” adottato da Haiti che la tragedia è così pesante). Infine, chiude con un mezzo (auto)elogio dell’”occidente”. In sostanza un articolo perfettamente inutile con un titolo perfettamente specchietto-per-le-allodole(-di-destra).

    • etrusco incazzato

      Berlusconi da quando è tornato a comandare succedono 1000 disgrazie terremoti alluvioni scandali a luci rosse che porti maledettamente sfiga?

  12. peter

    Ma dove stiamo andando a finire, se adesso anche giornali come Libero ed Il Giornale chiedono spiegazioni al Premier per i suoi annunci propagandistici.
    Ma non sarà niente niente che ci si comincia ad accorgere che abbiamo un governo fondato sulle “balle”?

  13. Z

    Per forza s’incazza Belpietro…la sera prima era a Ballarò assieme a Lupi e alla Meloni che cercava d’inventarsi qualcosa per rendere plausibile una riforma fiscale palesemente improbabile.
    Salvo essere puntualmente smentito il giorno dopo dal suo Santo Patrono.
    Penso che a chiunque dia fastidio fare la figura del pirla.

    • etrusco incazzato

      Ma Belbietro il pirla lo è naturalmente, non è mica artefatto, è che non avendo come rispondere preferisce fare la figura del pirla

  14. Governo

    Il Presidente Berlusconi non ha mai annunciato nessun taglio delle tasse, contrariamente a quanto riportato da qualche fantasioso giornalista.

    • no ha solo riesumato la vecchia storiella del suo sogno adolescenziale delle mitiche due aliquote

      nel 2010 non si può fare per la crisi, nel 2011 2012 non si farà perchè bisogna rientrare dal debito

      nel 2013 (anno di elezioni) invece prometterà che le tasse verranno pagate un anno sì ed uno no, anzi nell’anno che non si pagano verranno restituite con gli interessi

  15. wickley

    bel pezzo, bravo Gregorj,

    ” La dieta tributaria richiede obbligatoriamente che si mettano a stecchetto anche tutte le spese che non servono ”

    se belpietro vuole abbassare le tasse può iniziare rifiutando i contributi statali che incassa per la sottospecie di quotidiano che dirige.

    Ciao
    Gianni

  16. pensionato

    anche feltri e belpietro come il suo padrone sono dei falsi

  17. Luigino

    Feltri e Belpietro si erano già distinti nelle bufale Telekom Serbia e Mitrokhin, per limitarci solo a quelle. Adesso, poverini, se la prendono col loro datore di lavoro che non taglia il numero di aliquote. Però potevano mettere in grande risalto quello che il capo aveva detto: non si fa niente per la crisi. Cavolo, ci ha dato la conferma che c’è la crisi! Per le tasse nessun problema, lo hanno detto fin dall’inizio: non ci sono soldi, ma le tasse si taglieranno nel 2013, ovviamente per le elezioni.

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